La tragica storia di Jobriath, il primo cantante rock apertamente gay [VIDEO]

Jobriath
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Jobriath è stato il primo cantante rock di grande successo e sotto contratto con una major a non nascondere la propria omosessualità, già anni prima di Freddie Mercury ed Elton John. Questa è la sua storia

Jobriath è stato un cantante americano attivo negli anni ’70 e, per un breve periodo, diventato quasi leggenda. Sì, quasi, perché purtroppo il destino ha tenuto in serbo per lui una fine crudele. Ma la sua impronta nella storia della musica l’ha lasciata comunque: come primo famoso cantante rock apertamente gay.

Glam rock in particolare è il genere al quale Jobriath, nato Bruce Wayne Campbell nel 1946, ha dedicato le sue energie e la sua breve carriera. Non a caso, lo stesso genere intrapreso inizialmente o in diversi momenti da altri cantanti di orientamento omosessuale o bi-sessuale come David Bowie, Freddie Mercury (con i Queen), Lou Reed ed Elton John.

Ma a differenza di loro Jobriath non ha mai tenuto nascosta la propria omosessualità, o perlomeno diciamo che non ha mai compiuto alcuno sforzo per celarla al pubblico. Anzi, una volta si è definito la “fata più vera del rock”, con riferimento al termine fata come sinonimo (peggiorativo, ma non in questo caso) appunto di uomo gay.

Jobriath mostra talento fin da giovanissimo e cresce con il teatro, interpretando anche un’edizione del musical Hair a Los Angeles. Ma è nel rock che trova la sua vera realizzazione, iniziando con l’unirsi alla sconosciuta rock band Pidgeon, per la quale diventa chitarrista e cantante principale.

Il gruppo pubblica un solo disco, nel 1969, ma per lui la fama è solo agli inizi. E arriva quando il manager di Carly Simon, tale Jerry Brandt, lo scopre e gli fa siglare un lucroso contratto con la Elektra Records (l’etichetta dei Doors). I tempi sono maturi e gli anni ’70 forniscono l’ambiente perfetto per l’esplosione della personalità di Jobriath.

Nel 1973 il suo primo album, un trionfo di glam glitterato e sporco, inventivo e chiassoso insieme, viene dato alle stampe. Nello stesso anno escono anche Goodbye Yellow Brick Road di Elton John, il primo disco dei Queen, For Your Pleasure dei Roxy Music, Tanx dei T. Rex, Aladdin Sane di David Bowie e il singolo The Ballroom Blitz degli Sweet. Insomma, è un anno d’oro per il genere.

Jobriath si fa presto notare grazie alle sue performance flamboyant, in quanto anche una delle poche realtà musicali glam non europee di grande successo. Fa storia la sua prima apparizione televisiva al programma The Midnight Special (qui sopra) e per un breve periodo sembra arrivare a rivaleggiare con Elton John in quanto a popolarità negli States.

Il suo secondo e ultimo disco, Creatures of the Street, esce nel 1974 e vede anche la partecipazione di Peter Frampton e John Paul Jones. Un altro ottimo lavoro glam, trova un buon successo di pubblico ma viene capito a metà dai critici. Forse anche per questo, la casa discografica taglia i fondi per Jobriath a metà del suo tour americano (che conclude comunque, con grandi riscontri).

Nel 1975, forse disilluso dal successo o dall’industria, annuncia improvvisamente il suo ritiro dalla musica. Scappa a New York, dove assume il nome di Cole Berlin e lavora come cantante di cabaret in piccoli locali, respingendo la sua precedente e celebre identità. Fallisce nel riprendere la carriera di attore perdendo l’occasione di partecipare al film Quel Pomeriggio di un Giorno da Cani, al fianco di Al Pacino.

E così, fattosi dimenticare da tutti dopo un fiammata di popolarità indimenticabile, si ammala di AIDS nel 1981, nel periodo stesso in cui la malattia inizia a suscitare preoccupazioni in tutto il mondo e non solo nella comunità gay. Muore nel 1983 nel famoso Chelsea Hotel di New York, a soli 36 anni. La sua è una storia unica e assolutamente da riscoprire.

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Avatar di Andrea Campana
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.