Ci sono persone che non ascoltano musica (e non ne traggono emozioni): lo dimostra uno studio

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Uno studio condotto all’Università di Barcellona ha compiuto esperimenti su persone affette da amusia, una condizione che impedisce di “godersi” la musica

Ci può stare che nel mondo, da qualche parte, ci siano persone magari poco interessate alla musica. Chi magari la ascolta solo in radio andando al lavoro o in viaggio, o chi tiene da parte in qualche raccoglitore polveroso soltanto qualche raccolta degli ABBA o dei Queen, tanto per andare sul sicuro.

Ma esistono persone che si dimostrano “disinteressate” nei confronti della musica per via di una vera e propria condizione congenita, chiamata amusia. Questa condizione, che si può sviluppare anche durante la vita a causa di danni cerebrali, comporta l’incapacità del cervello di processare l’altezza acustica delle note, e in più di riconoscere o memorizzare brani musicali.

Uno dei motivi per cui la musica ci piace è perché, come si dice, “ci entra in testa”. Ossia, il nostro cervello si dimostra in grado di distinguere un brano dall’altro, di memorizzarlo e di riconoscerlo a partire da melodia, ritmo e altri elementi. Senza parlare poi di coloro che, avendo la sinestesia, associano all’ascolto di musica colori e immagini e sono quindi avvantaggiati.

Per chi invece soffre di amusia, si parla di una condizione esattamente opposta. E quindi, essendo in questo senso limitate, queste persone nella vita dimostrano per la musica poco interesse, o addirittura assente. Lo ha provato un team di studio all’Università di Barcellona, facente capo ad un docente di psicologia di nome Josep Marco-Pallares.

L’amusia interessa il 5% della popolazione mondiale

Lo studio si è concentrato appunto su trenta volontari affetti da amusia. E, tanto per cominciare, quando è stato loro chiesto di portare musica da casa si è scoperto che non ne avevano: niente CD, LP o musicassette, né account Spotify. E tantomeno, presumibilmente, saranno stati in grado di selezionare musica ascoltata su supporti o online da amici e parenti.

A quel punto ai trenta soggetti è stato domandato di ascoltare canzoni e composizioni tratte da una vasta selezione, dal Nessun Dorma di Puccini (la Turandot) a Bridge over Troubled Water di Simon & Garfunkel (1970). Durante l’ascolto gli scienziati hanno misurato i battiti del cuore e la conduttanza della pelle, considerati entrambi indicatori emotivi fisiologici.

E… nulla. Costoro non hanno mostrato alcuna risposta emotiva, laddove normali musicofili (o anche ascoltatori occasionali) ne dimostrano di diversi tipi. Come controprova i trenta volontari sono anche stati sottoposti a regolari test psicologici, non riguardanti la musica ma altri campi, nei quali i risultati sono stati nella norma.

Marco-Pallares conclude che trattasi di “specifica anedonia musicale”: l’anedonia è l’incapacità di provare piacere o godimento da attività che di norma (per la maggior parte degli esseri umani) dovrebbero esserlo. Anche questo è il caso, come possiamo vedere. E voi, conoscete qualcuno che si disinteressi della musica a tal punto? Diteci la vostra nei commenti.

Fonte: NPR

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