Paul Dienach, l’uomo che nel 1921 disse di venire dal 3906

L'insegnante, morto nel 1924,, come riportato nei suoi diari, si è ritrovato nel 3905, scoprendo dettagli su come l'umanità arriverà in tale epoca. Ma c'è qualcosa di vero o è solo leggenda?

Paul Dienach
Condividi l'articolo

I viaggi nel tempo hanno sempre affascinato l’umanità fin dagli albori: l’uomo, essere razionale che si è sempre spinto al di là dei limiti della sua stessa natura (ricordate Ulisse e la sua traversata oltre le Colonne d’Ercole?), è un esploratore e colonizzatore nel sangue, ma si è anche sempre posto domande sulla propria identità, ricercando la propria collocazione nel mondo. Quale modo migliore di esplorare il proprio io se non confrontandosi con i propri progenitori o discendenti?

Interagire con epoche passate o anche cercare di scoprire squarci del nostro avvenire sono da sempre dei grandi sogni dell’umanità che non è ancora riuscita (e probabilmente mai riuscirà) e rompere le leggi dello spazio-tempo. La fisica e la scienza, purtroppo, non sono dalla nostra parte, ma per fortuna il mondo dell’intrattenimento e della lettura ci permettono di sognare, sfruttando l’arte per solcare delle dimensioni alle quali non possiamo avere accesso normalmente.

Per questo titoli cult cinematografici come la trilogia di Ritorno al Futuro (uscita tra il 1985 e il 1990), il recente The Adam Project diretto da Shawn Levy con Ryan Reynolds protagonista, il complesso e cervellotico Donnie Darko (2001), la folle deriva post-apocalittica de L’esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam o l’iconico e intramontabile Non ci resta che piangere ci rimangono scolpiti nella memoria.

Perché ci consentono, con la sola regola di rimanere incollati al televisore o allo schermo di un cinema, di compiere viaggi straordinari varcando i limiti dell’impossibile. Detto questo, nonostante abbiamo sottolineato che il viaggio nel tempo, almeno nel nostro mondo, non è fisicamente e scientificamente possibile, vi è un uomo che, nel lontano 1921, per circa un anno, ha visto parti fondamentali del futuro, consegnando successivamente un’accurata e dettagliata testimonianza di tale incredibile prodigio.

Verità o leggenda? La storia di Paul Dienach, andando oltre la realtà e la finzione, ha il merito di porre l’accento su quanto l’uomo è affascinato dal mito e dall’ignoto.

Una descrizione minuziosa dell’avvenire: i diari di Paul Dienach

Donnie Darko
Una scena di Donnie Darko, un film che parla di viaggi nel tempo.

Per raccontare questa storia bisogna partire dall’inizio e descrivere chi era realmente Paul Dienach. L’uomo, nato a Zurigo nel 1884, dedica la sua intera vita allo studio e all’insegnamento. All’improvviso, nel 1917, si ammala di encefalite letargica, un morbo che lo fa cadere in un profondo stato di sonno che dura da alcune settimane fino a mesi. Se all’inizio Dienach dorme “solamente” due settimane, è nel 1921 che accade qualcosa di diverso.

LEGGI ANCHE:  Will Smith in lizza per il ruolo di protagonista in Gemini Man

L’uomo, questa volta, rimane in stato comatoso per circa un mese e al suo risveglio contrae anche la tubercolosi ed è costretto a trasferirsi ad Atene, dove un clima più salubre lo attende. Qui, all’università, inizia ad insegnare francese e tedesco a Georgios Papachatzis, in seguito eminente professore di diritto e giurista del Consiglio di Stato greco, che diventa il diretto testimone del suo incredibile viaggio. Quando infatti nel 1924 sente avvicinarsi la morte, Dienach torna in Svizzera, ma lascia al suo allievo dei misteriosi dossier.

Composti da 800 pagine, questi particolari diari sono stati tradotti dallo stesso Papachatzis che li ha poi pubblicati 50 anni dopo. Tra le pagine c’è un racconto sconvolgente: mentre era in coma nel 1921, Dienach si era risvegliato nel futuro, precisamente nel 3905 con il corpo di un altro, tale Andeas Northam vittima di un incidente con una macchina volante. Ricoverato in ospedale, l’insegnante si era accorto di non saper parlare la lingua dei medici e infermieri, accorgendosi di trovarsi in un luogo particolarmente strano.

Trasferendosi in un altro luogo di ricovero, piano piano Paul Dienach ha appreso cosa è accaduto all’umanità nei 2000 anni precedenti. Il XX e il XI secolo sono stati anni terribili funestati da guerre mondiali, con il consumismo che ha distrutto l’umanità e la natura. Il potere era nella mani di un Nuovo Ordine mondiale. Nel 2309 il pianeta è stato quasi del tutto raso al suolo da una bomba nucleare, gli uomini rimasti sono migrati, con una vita spirituale che è andata via via a perdersi.

Solo nel 2894 sembra esserci stata una rinascita, un vero e proprio Rinascimento che comincia tra la Grecia e la Macedonia in un territorio chiamato Valle delle Rose. È sbocciata una nuova spiritualità, mentre un governo più saggio e oculato ha governato con saggezza la Terra: tutti si sono sentiti parte del mondo, con nessuna differenze tra nazioni. Con il 3382 tutto è passato ad una fase ancora migliore, si è superato il dolore, arrivando a concepire un’inedita spiritualità raggiungibile tramite la meditazione.

Paul Dienach, un falso storico dal grande fascino

Un’edizione del 1920 del Protocollo dei Savi di Sion, uno dei falsi storici più noti della storia.

Appurato che tutto quello che è accaduto a Paul Dienach sia effettivamente registrato e minuziosamente segnato punto per punto, ciò non significa che sia necessariamente vero. Ci sono tante contraddizioni e punti decisamente oscuri di quanto ha scritto, ma per confutare tutto bisogna iniziare dalla storia di pubblicazione dei testi. Ebbene, nel corso degli anni ci sono state diverse riedizioni e una delle più complete trova il patrocinio della Massoneria e ciò non è per nulla un caso.

LEGGI ANCHE:  Le versioni di Blade Runner - Come approcciare il capolavoro di Ridley Scott

L’organizzazione ha visto fin da subito un gran potenziale nei diari, come una sorta di giustificazione ideologica e base sulla quale costruire le attività in virtù del salvataggio dell’umanità, ma non conferma l’ufficialità di tutto, anzi. Se aggiungiamo poi il fatto che, casualmente, a Dienach non sono state date informazioni su un futuro dell’umanità più vicino al 1921 (perché a detta dell’insegnante avrebbe tentato di alterare il nostro presente), troviamo una scusa piuttosto banale per spostarci su periodi di tempo più lontani (e meno esplorati).

Tutto quello che abbiamo sentito, proprio perché si verifica secoli e secoli dopo del nostro presente, non può essere smentito, né confutato, ma nemmeno confermato proprio perché è un mondo totalmente estraneo e diverso dal nostro. Ciò che invece viene menzionato è fin troppo generico e sembra essere frutto di ispirazioni diverse, tra le quali possiamo citare sicuramente Il vagabondo delle stelle di Jack London (dove il protagonista viaggia nel passato vivendo tramite la coscienza di altre persone).

Un romanzo che sembra molto simile a ciò che è accaduto a Dienach anche se collocato solamente nel passato. Ma non è finita qui: anche questa visione pessimistica e disfattista dell’umanità sembra essere ispirata da tanti altri testi dell’epoca che teorizzavano distopie da Il padrone del mondo di Robert Hugh Benson (1907), a La macchina del tempo di H.G. Wells (1895), Il tallone di ferro di Jack London (1908) e molti altri.

Insomma, i dati riportati da Paul Dienach sono talmente tanto privi di dettagli e standardizzati da non sembrare originali. Abbiamo probabilmente tra le mani uno dei tanti falsi storici del mondo della cultura, che dalla Donazione di Costantino datata 315, fino a passare ai Protocolli dei savi di Sion (del 1903) vede il proliferare di tanti testi apocrifi redatti solamente come meri mezzi di propaganda o come fonti di strumentalizzazione.

Detto questo, è comunque divertente fantasticare e vedere fino a che punto l’uomo è disposto a credere alla possibilità di rompere le leggi della natura e attraversare il tempo.