I Simpson hanno previsto la cometa di Don’t Look Up [VIDEO]

Cometa
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Tutto vero: una cometa molto simile a quella del film di Adam McKay atterrava su Springfield in un episodio del 1995

Non c’è più da stupirsi, davvero, nello scoprire quante cose i Simpson hanno previsto negli episodi della loro era più “classica”. Dalla presidenza Trump allo stesso COVID-19 (più o meno), i gialli si sono fatti forieri di una quantità impressionante di previsioni su eventi e situazioni moderne, tanto che questa loro capacità “divinatoria” è diventata di fatto un meme.

Con il successo di Don’t Look Up – il film apocalittico di Adam McKay con Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence che sta spopolando su Netflix – era solo questione di tempo perché qualcuno notasse la somiglianza con un episodio proprio dei Simpson risalente al 1995. Si intitola Bart’s Comet (La Cometa di Bart, S06E14).

Ovviamente gli eventi non sono identici, ma molto simili. Nell’episodio Bart scopre per caso una cometa che sta cadendo su Springfield mentre è costretto per punizione dal direttore Skinner ad aiutarlo ad osservare gli astri. La differenza con i nostri tempi si coglie subito: una volta stabilito che la cometa c’è ed impatterà con la città, nessuno si sogna di metterlo in dubbio.

Come in Don’t Look Up, arriva presto un momento nel quale il pericolo si può scorgere ad occhio nudo. E come nel film, la soluzione istituzionale, cioè quella di distruggere la cometa con un razzo, fallisce finendo anche col demolire “l’unico ponte diretto fuori città”. Il tutto è chiaramente ironico e assurdo.

La solidarietà degli anni ’90 contro l’individualismo degli anni ’20

Il governo federale manca di approvare un piano per l’evacuazione di Springfield quando il disegno di legge relativo viene emendato senza ragione con qualcosa di invotabile. I cittadini sono lasciati a sé stessi ed affrontano l’imminente annichilimento. Il momento centrale: quando tutti cercano di approfittare del rifugio anti-atomico di Ned Flanders, il “perfettino” che è però l’unico ad aver previsto una simile evenienza.

L’episodio si chiude su toni corali. Flanders viene costretto fuori dal suo stesso rifugio e alla fine Homer decide di mostrargli solidarietà unendosi a lui per aspettare la cometa all’aperto. Lo stesso fanno alla fine tutti gli altri, e dopo questo momento commovente il pericolo è scampato. La cometa si disintegra a contatto con l’atmosfera, come avviene per infiniti corpuscoli cosmici diretti sul nostro pianeta.

Ironia finale: ciò che rimane della cometa colpisce proprio il rifugio di Flanders, facendolo crollare. Chiunque vi fosse rimasto all’interno sarebbe morto. Altra ironia: succede proprio ciò che Homer aveva immaginato nella sua ingenuità. Nell’affrontae l’emergenza non c’è una corsa all’incredulità e i cittadini non ci pensano due volte ad affidarsi all’intervento degli enti competenti, per quanto questi si rivelino poi per nulla tali. Su tutto trionfa uno spirito di collaborazione e di comunità.

In Don’t Look Up le cose vanno ben diversamente, perché la scoperta del pericolo viene filtrata dalla cultura dei social e dei meme, mezzi tramite i quali ognuno si sente in diritto di dire la sua e di dissentire, anche se i numeri e la scienza parlano chiaro. Negli anni ’90 il pericolo viene insomma affrontato con solidarità (anche se tardiva) e a testa bassa. Oggi, come sappiamo, in tantissimi preferiscono, quando c’è, invece ignorarlo.

Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.