Meta: nel metaverso di Zuckerberg già denunciato un caso di molestia

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Credits: Meta / YouTube
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Un avatar avrebbe molestato un altro avatar in una sessione di prova di Meta

La notizia potrebbe sollevare una certa perplessità, ma è accaduto davvero. Su Meta, o meglio, su una sorta di versione di prova del social VR di Mark Zuckerberg, si sarebbe verificato un caso di molestia. In Italia lo riporta Open, descrivendo l’incidente verificatosi lo scorso 26 novembre ma riportato solo in questi giorni dalla stampa europea.

La vittima sarebbe una ragazza, o per meglio dire, l’estensione virtuale da lei utilizzata (il suo avatar) durante una sessione di testing di Horizon Worlds, a Menlo Park in California (sede storica di Facebook). Horizon Worlds è una versione di prova di quello che poi sarà Meta in grande: in essa, in alcuni ambienti virtuali “chiusi” possono presenziare fino a venti avatar contemporaneamente.

Costoro hanno il compito di verificare le funzionalità e le interazioni di questo spazio virtuale, l’equivalente di fatto dei gruppi Facebook. Peccato però che già nell’ambito di una di queste sessioni (è il caso di dire “già”) l’estensione virtuale di questa utente sia stata vittima di molestie. Cos’è successo: un altro avatar avrebbe palpeggiato e toccato il suo, senza consenso, incitato pare anche dagli altri presenti.

“Non solo il mio avatar è stato palpeggiato la scorsa notte, ma c’erano altre persone lì che hanno sostenuto questo comportamento che mi ha fatto sentire isolata” ha detto costei. La rispota di Meta: “Questo per noi è un buon feedback perché vogliamo che la modalità Safe Zone sia più facile da trovare”. La Safe Zone sarebbe semplicemente una modalità di isolamento, che consente all’utente di scomparire senza poter essere toccato né raggiunto da nessuno. Speriamo che alla lunga funzioni a dovere.

Fonte: Open