Squid Game: tutti i giochi dal peggiore al migliore [LISTA]

Abbiamo deciso di stilare la nostra personalissima classifica dei sei giochi ai quali i giocatori hanno partecipato in Squid Game

Squid Game
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Squid Game, serie Netflix del momento, racconta la storia di 456 persone che si confrontano in una serie 6 giochi tratti dalla tradizione coreana al fine di guadagnare moltissimi soldi. Tuttavia un’eventuale sconfitta equivale alla morte. Abbiamo deciso dunque di mettere in ordine di gradimento tutte le varie prove in modo da esaltare tutti i momenti che hanno reso questo show il successo globale che è diventato.

La classifica si baserà ovviamente su criteri soggettivi, riguardanti i sentimenti che ogni prova ha lasciato in chi vi scrive ma anche oggettivi. Cercheremo infatti di tenere conto della messa in scena, delle scenografie utilizzate e delle regole prestabilite. Tuttavia trattandosi di giochi per bambini è ovvio che la componente competitiva lascia comunque il tempo che trova. Detto questo, iniziamo.

6) Il Gioco del Calamaro

Sebbene sia il gioco che dà il titolo all’intera seria, quello che vediamo nella parte finale della serie non è una prova strutturata e regolamentata come le precedenti. Ovviamente di base si tratta di una competizione con delle norme ben precise. Tuttavia si conclude con una scazzottata all’ultimo sangue tra i due giocatori rimasti, Gi-hun e Sang-woo.

Di conseguenza tutte le spiegazioni che ci vengono fatte nella primissima scena di Squid Game o il fatto stesso che ci sia un campo di gioco nel quale competere, perde di significato, riducendo il tutto a una rissa. Dal punto di vista prettamente ludico dunque, si tratta del gioco più debole e meno interessante. Tuttavia rappresente uno degli apici drammatici di tutta la serie.

La lotta fratricida tra due amici, la pioggia che cade incessante sulle loro teste, il finale drammatico culminato col suicidio di Sang-woo regala agli spettatori un momento che difficilmente dimenticheranno. Ma questo non basta a far andare questo gioco oltre il sesto posto.

5) Il gioco dei Dalgona

Squid game
una scena di Squid Game

I Dalgona, biscotti coreani a base di zucchero, sono i protagonisti del terzo episodio e del secondo gioco dei sei. Le regole sono semplici: i giocatori devono ritagliare la figura disegnata sul caramello senza romperla e tirarla fuori dalla base. Tuttavia, ed è qui l’elemento più interessante, i partecipanti devono scegliere una figura senza sapere a cosa servirà. Questo porta alcuni ad essere avvantaggiati da simboli semplici mentre altri, invece, ad essere condannati.

Durante la prova dunque vediamo i giocatori inventare le strategie più disparate per sopravvivere fino a quando Gi-hun, con un autentico colpo di genio, mostra la via a molti altri partecipanti. Sebbene la tensione sia altissima, il gioco è forse il meno ispirato dal punto di vista scenografico. Un semplice contenitore di metallo e un disco di zucchero. Nel gioco precedente, ad esempio, avevamo visto una bambola gigante con sensori di movimento negli occhi. Un paragone davvero impossibile.

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Si tratta di un nodo fondamentale di Squid Game, in quanto vediamo il primo tradimento di Sang-woo e ammiriamo per la prima volta il genio del nostro protagonista. Tuttavia questo non basta ad avere un posto migliore in classifica.

4) Le Biglie

Non fraintendeteci; il sesto episodio che ruota attorno al gioco delle biglie è senza dubbio il punto più alto raggiunto da Squid Game. Tuttavia dal punto di vista prettamente ludico, questo momento non brilla particolarmente. Le guardie danno infatti ad ogni giocatore un sacchetto contenente 10 biglie. Scopo del gioco è semplicemente vincere tutte le sfere in possesso del proprio avversario in una sfida uno contro uno.

Non vengono però date loro delle regole precise. I giocatori possono scegliere un qualasiasi gioco nel quale scommettere le biglie. Sebbene quasi tutte le coppie optino per un classico gioco d’azzardo coreano, questa mancanza di struttura rende la sfida in sè per sè abbastanza debole. Interessante comunque che venga vietata la violenza, cosa che lascia spazio all’arguzia e all’inganno.

Ovviamente gran parte della tensione si accumula per alcune scelte di sceneaggiature maiuscole. Il fatto che che ogni giocatore scelga un compagno pensando di fare coppia e trovandosi invece in una battaglia all’ultimo sangue con la persona con la quale hanno legato di più nel gioco è così brutale da essere fisicamente doloroso anche per noi spettatori. Vedere Gi-hu ingannare Il-nam con le lacrime agli occhi è uno dei momenti più alti della storia recente della serialità. Tuttavia questo gioco non merita il podio.

3) Un, due, tre, Stella!

Il momento divenuto volto di Squid Game. Il primo gioco. La sequenza nella quale i nostri giocatori si rendono conto che perdere equivale a morire. Forse il più semplice di tutti e il più riconoscibile a livello globale. Ogni bambino del mondo ha infatti almeno una volta giocato a Un, due, tre, Stella! Dunque il momento nel quale viene ucciso il primo concorrente, sebbene gli spettatori sappiano già, è un assoluto shock.

Si tratta di un ovvia citazione a As the Gods Will di Takashi Miike, cosa che sicuramente avrà fatto felici molti cinefili. Tuttavia ciò che ha reso davvero unico questo momento è la bambola gigante. Una bambina enorme che conta il tempo e con sensori di movimento al posto degli occhi. Idea semplice ma tremendamente d’impatto.

Nell’esatto momento in cui oltre 200 giocatori vengono sterminati nel primo gioco, gli spettatori di tutto il mondo si sono resi conto di avere a che fare con una serie unica, cattiva e brutale. Se Squid Game ha ottenuto il successo che ha, grande merito va alla scelta di scegliere questo come primo gioco e realizzarlo in modo così spietato.

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2) Il tiro alla fune

squid game tiro alla fune

Unico gioco nel quale ai giocatori è chiesto di fare squadra, il tiro alla fune brilla per la scelta di scenografia azzeccattissima. Le due compagini, formate da 10 elementi ognuna, si sfidano infatti su due piattaforme altissime, tutti incatenati alla corda stressa. I perdenti finiranno per cadere a terra da un altezza mortale e dire addio ai sogni di gloria e al collo.

Registicamente è il momento migliore dell’intera serie tanto che negli spettatori riesce a salire l’ansia nonostante nella stessa squadra siano messi insieme tutti i protagonisti, cosa che rende le loro possibilità di sconfitta nulla. Eppure la tensione è creata con tale sapienza da rendere questo momento assolutamente impareggiabile.

L’astuzia con la quale Il-nam prima e Sang-woo poi guidano i compagni alla vittoria unita alla grinta di Gi-hun che si impone come leader del gruppo è un momento da assoluta pelle d’oca. Sebbene si tratti di un gioco semplice, conosciuto da tutti e con ben poche variabili, vi sembrerà come se stesse guardando per la prima volta un match di uno sport che non conoscete. Vedere per credere.

1) Il Ponte di vetro

Se per le altre posizioni è lecito qualche dubbio, per la prima non c’è davvero paragone che tenga. Il ponte di vetro è il momento ludico più alto della serie. Queste coppie di vetri poste sul vuoto assoluto sulle quali i giocatori devono saltare indovinando quale sia delle due la superficie resistente ha una tensione intrinseca enorme tanto da riuscire a tenere sulla corda gli spettatori ogni singolo secondo.

Il momento nel quale un giocatore individua un modo per distinguere i due vetri venendo “punito” con lo spegnimento delle luci, l’egoismo senza pari di Deok-su, la vendetta spietata su di lui di Han Mi-nyeoi che decide di suicidarsi per uccidere anche l’uomo che l’ha tradita, i VIP che osservano tutto mentre il Frontman fa cadere pezzi degli scacchi che freddamente simboleggiano i concorrenti. Ogni singolo istante di questo gioco racchiude la vera essenza dello Squid Game. Strategia, arguzia, egoismo, violenza e morte. Tutto racchiuso in un ponte sospeso nel vuoto formato da lastre di vetro.

La brutalità inoltre della scelta casuale dell’ordine di gioco che regala a Gi-hun un vantaggio enorme proprio mentre stava per condannarsi scegliendo il numero 1 con la sua voce fuori campo che guida la sua mano è un incipit assolutamente perfetto per la carneficina che da lì a poco si sarebbe scatentata. Capolavoro.

Che ne pensate di questa classifica? Siete d’accordo con noi?

In teoria sono un giornalista. In pratica scrivo di cose belle su un sito bellissimo. Perchè dai, nessuno è più fico della Scimmia.