Bill esce dal web, Recensione del romanzo di Sii come Bill

Grazie a Mondadori Electa arriva il romanzo di Sii Come Bill, il fenomeno social che ricorda a tutti la necessità di un miglior senso civico

Sii come Bill
Sii come Bill, dettaglio della copertina di Bill esce dal web
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Un omino stilizzato con Paint che rappresenta un modo di comportarsi non per forza eroico, ma senza dubbio civile: ecco chi è il protagonista di Sii come Bill, progetto digitale nato nel 2015 da un’idea di Andrea Nuzzo.

Con messaggi semplici e lineari e una raffigurazione visiva elementare, Sii come Bill è il protagonista di uno storytelling che racconta qualcosa che, nel 2021, è ancora sovversivo: il senso civico.

Nato come “risposta” individuale all’ennesima fake news che spingeva sul pedale dell’odio su social come Facebook, Sii come Bill adesso è il protagonista del romanzo dello stesso Andrea Nuzzo ed edito Mondadori Electa, dal titolo Bill esce dal web.

In circa 160 pagine l’onesto Bill si troverà catapultato fuori dai confini del web che (suo malgrado) ha conquistato – più di un milione di followers su facebook e oltre duecentomila su Instagram – e si trova catapultato nel mondo reale.

Qui Bill si troverà a dover fare da portiere in un condominio abitato dai personaggi più disparati. Per una settimana Bill dovrà cercare di portare ordine nel palazzo che è chiamato a “sorvegliare”, limitando il caos tipico dell’essere umano e cercando di risultare subito simpatico.

Alternando al racconto vero e proprio le tavole che hanno reso Sii come Bill uno dei progetti più interessanti degli ultimi anni, Andrea Nuzzo dimostra una sensibilità ma anche una consapevolezza che rendono il suo libro una narrazione non solo divertente, ma necessaria.

Nella forma del condominio, l’autore sembra abbracciare tutta la società. Una società che molto spesso è spaventata da ciò che non conosce, che si accontenta di stralci di informazioni sbagliate. Una società fatta di persone che gridano contro chi non mette la freccia quando svolta, che non si cura dei vicini di casa, che preferisce l’odio e l’indifferenza all’idea di essere una comunità.

Ma, soprattutto, attraverso il Bill di Bill esce dal web Andrea Nuzzo racconta anche se stesso, diventato insieme creatore e creatura, padre di un “meme” sulle cui spalle vengono poggiate le speranze di chi non ha smesso di credere alla possibilità del migliore dei mondi possibili.

So bene cosa significa avere delle responsabilità, dice Bill nel romanzo edito Mondadori Electa, perché ogni cosa che dico e che faccio rischia di diventare un esempio per gli altri.

Lo stilizzato Bill è passato dunque dall’essere una valvola di sfogo per un giovane studente stanco del mondo che vedeva attraverso una finestra di dialogo sui social media, ed è finito col diventare quasi un baluardo di tutto ciò per cui vale la pena lottare, impegnarsi.

E senza ombra di dubbio la parte più interessante (e insieme commovente) di questo romanzo è quella finale, quella del giorno 7, in cui è l’autore stesso a confrontarsi con la proiezione della sua consapevolezza sociale e, soprattutto, della sua emanazione.

Andrea Nuzzo parla a un pubblico trasversale, che non ha confini geografici né anagrafici: effettua un discorso che basandosi su valori universali riesce ad abbracciare chiunque sia disposto ad ascoltare. E in questo discorso include anche il “suo” Bill.

Parla a questo concerto di linee e di idee: ne riconosce i difetti, i limiti, gli errori nei quali inciampa. E allo stesso tempo riconosce nella sua voce quella di un adolescente ubriaco di pensieri che cercava un modo di tirarli fuori, di trovare la propria voce. Che, inaspettatamente, è diventata la voce di molti.

Bill esce dal web riflette molto bene su questi due aspetti: da una parte l’inconsapevolezza di essere diventato una sorta di modello da emulare, di mentore che può indicare la via da seguire. Dall’altra la tensione personale e individuale ad agire per il meglio.

Che non significa non sbagliare mai o non commettere errori o essere irreprensibili, ma voler tentare a raggiungere il meglio delle proprie possibilità: vuol dire ragionare su quello che si sceglie di fare, di dire, di scrivere. Di accettare l’idea di essere l’ingranaggio di qualcosa di più grande, invece che di un re seduto sul trono del proprio egoismo.

La lettura di Bill esce dal Web e delle avventure del protagonista di Sii come Bill è agile, scorrevole. Bastano una manciata di ore per divorare il romanzo e sorridere delle (dis)avventure di Bill, degli ostacoli che incontra nel suo tentativo di essere qualcuno di utile e valido anche fuori dal web.

Eppure, le sensazioni che ti lascia una volta chiusa l’ultima pagina, il sorriso che aleggia sulle labbra al pensiero di tutto ciò che l’essere umano potrebbe essere, rimane molto più a lungo, come la sensazione che spesso ti lascia prendere un caffé con un buon amico che non vedevi da tempo. Se la nostra recensione vi ha incuriosito, potete acquistare il libro direttamente qui!