Chiusura Cinema: l’appello di attori e registi contro il nuovo Dpcm

Gli addetti ai lavori non si arrendono alla decisione di Conte: arriva la petizione per salvare la sala cinematografica

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Com’è stato ormai ufficializzato, il nuovo Dpcm di Giuseppe Conte per contrastare la curva di contagi da Covid-19 ha portato di nuovo alla chiusura di cinema e teatri.

Una decisione che sembra quantomeno discutibile dal momento che la sala cinematografica è stata tra i luoghi che, con maggiore celerità, si è messa a norma per ospitare il pubblico.

La sala cinematografica, con l’obbligo di prenotazione, posti distanziati e mascherina, è stata anche uno dei luoghi dove era più facile e certo garantire la sicurezza degli spettatori

Per cercare di contrastare la decisione di Conte, l’Associazione Cultura Italiae ha redatto un appello rivolto proprio al presidente del Consiglio e al ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini.

L’obiettivo della petizione è quella di annullare l’approvazione di quelle misure interne al nuovo decreto ministeriale che porterebbero ad una nuova chiusura dei cinema.

L’appello porta il titolo di Vissi d’Arte, a sottolineare l’importanza della cultura in Italia. Al momento è arrivato a circa 19 firme, incluse quelle di esponenti del mondo del cinema italiano come Aldo, Giovanni e Giacomo, Vinicio Marchioni e Michele Placido.

Di seguito vi lasciamo il testo integrale dell’appello:

Gentili Presidente Conte, Ministro Franceschini,
in merito all’intenzione di richiudere Teatri e Cinema contemplati esplicitamente nella bozza del prossimo Dpcm, ed eventuali altri fondamentali luoghi della cultura al momento non esplicitati, nel tentativo di scongiurarne l’approvazione che avrebbe conseguenze nefaste sull’intero comparto culturale e sullo spirito dei cittadini, richiamiamo la Vostra attenzione sui seguenti punti:
1) i lavoratori dello spettacolo dal vivo hanno messo il loro straordinario e personale impegno per riaprire Teatri e Cinema nel pieno rispetto dei protocolli per la tutela della salute. Essi sono luoghi sicuri dove il pubblico è seduto con mascherina e non parla durante la rappresentazione. L’uscita e l’entrata sono regolati e rispettano il distanziamento. Questi luoghi rappresentano oggi un esempio virtuoso di gestione degli spazi pubblici in epoca di pandemia.
2) Abbiamo riconquistato faticosamente il nostro pubblico, spesso titubante e confuso da una comunicazione altalenante e ansiogena, a riacquistare i biglietti, rassicurandolo sulla certezza degli spettacoli e sulla scrupolosa adozione di tutte le misure di sicurezza.
3) Per quanto concerne i teatri abbiamo riavviato l’attività di produzione degli spettacoli sospesi, investendo pertanto nuovamente per il loro riallestimento. Peraltro tutti i voucher emessi acquisiti per gli spettacoli se fossero annullati dovrebbero essere riemessi nuovamente per non gravare sulle casse dei teatri;
4) Abbiamo riprogrammato tournée, concerti, uscite cinematografiche assumendoci enormi rischi, investendo e scommettendo quindi anche sul futuro, malgrado lo stato di incertezza dominante;
5) Abbiamo fatto rientrare tutti i dipendenti dalla Cig, garantendo loro non solo la giusta retribuzione ma soprattutto la dignità del lavoro;
6) l’ultimo punto sul quale richiediamo la vostra preziosa attenzione è il più importante in assoluto: chi opera nel settore della cultura è consapevole dell’importanza che essa ricopre soprattutto in momenti difficili come quello che ci troviamo ad affrontare. Sarebbe un grave danno per i cittadini privarli della possibilità di sognare e di farsi trasportare lontano oltre i confini della propria quotidianità.
È soprattutto per l’importanza di non privare l’Italia del proprio immaginario collettivo che vi chiediamo a nome della Associazione Cultura Italiae che rappresento, e dunque di tutti i comparti e i generi dello Spettacolo dal vivo, dei Produttori Cinematografici, degli Artisti, degli Esercenti, delle Gallerie d’Arte, dei Musei, delle Sale da Concerto, di mantenere indistintamente tutti i luoghi della cultura aperti! Siamo importanti per la società civile perché vi supportiamo nel vostro difficile compito istituzionale a mantenere elevato lo spirito dei cittadini, nella piena consapevolezza delle sofferenze che stanno incontrando a livello personale, familiare e professionale. È soprattutto in questa seconda ondata che ne avremmo più bisogno. Il teatro e il cinema non possono fermarsi perché sono la riserva invisibile di senso, per la vita pubblica e individuale dei nostri concittadini. Tuteliamo la parte visibile di questa riserva di senso.
Confidiamo in voi.

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