Valentina Nappi: “Sono stata Minacciata di Morte dagli ultracattolici”

In una lunga lettera a Dagospia, Valentina Nappi ha raccontato delle minacce di morte ricevute a causa del suo lavoro con PornHub

Valentina Nappi
Valentina Nappi. Credits: Valentina Nappi official su Instagram

Brutta vicenda quella che ha visto protagonista Valentina Nappi. La celebre attrice porno , ultimamente impegnata anche politicamente contro la Lega, ha infatti subito minacce di morte e abusi digitali a causa della sua partnership con PornHub.

In una lunga lettera inviata a Dagospia, la Nappi ha infatti raccontato di come, a seguito di un suo posto nel quale indossava abiti del celebre sito di intrattenimento per adulti, si è scatenata una vera e propria macchina del fango contro di lei.

La Lettera di Valentina Nappi

Caro Dago, sono vittima nelle ultime settimane di un vero e proprio attacco mediatico. Una impressionante macchina del fango via web che si è messa in moto nei miei confronti. Come sai, spesso non contano i fatti ma i sentimenti di pancia che si diffondono mediante meccanismi empatici di massa – scrive la Nappi.

La storia è questa. C’è una campagna in corso, Traffickinghub, che si rivolge soprattutto contro Pornhub.

L’organizzazione ha tentato di ripulire la propria immagine descrivendosi come assolutamente super partes. Ma addirittura nella stessa pagina web che servirebbe a tale scopo si legge: “Crediamo nell’importanza della preghiera nel nostro lavoro”. E poi: “Crediamo che la preghiera per quelli che soffrono a causa dell’ingiustizia sia una parte importante del combatterla”. E ancora, per togliere ogni dubbio: “Il nostro scopo è essere una organizzazione basata sulla fede modellata sulla persona di Gesù”.

Con persone che sono parte, lavorano o simpatizzano per tale associazione purtroppo ho avuto e sto avendo a che fare dopo aver postato su Twitter un breve video di me che indosso pantaloncini e top col marchio di Pornhub. Essendo stata additata per questo, ho risposto che le accuse a Pornhub sono spazzatura.Da lì si è attivata un’impressionante macchina del fango ai miei danni.

Sono stata insultata, chiamata pedofila, trafficante di bambini, stupratrice e chi più ne ha più ne metta. Sono stata minacciata di morte. Rose Kalemba — un personaggio che dichiara di essere stata vittima di stupro e pedopornografia infantile, sulla cui autenticità come persona reale ho espresso i miei dubbi — ha guidato il linciaggio mediatico.

È stato diffuso il numero del mio agente Mark Spiegler, che ha ricevuto chiamate anche di notte in cui si minacciavano azioni legali nei miei confronti.

Ho subito segnalazioni in massa contro i miei account social. Queste hanno avuto come effetto la sospensione degli account Instagram mio, di mio marito, del mio coniglio, nonché dell’account associato a un progetto gastronomico che ho co-fondato.

Sono stati usati ‘bot’ contro di me. Come è evidente da alcune cose scritte che tradiscono l’origine non umana di molti messaggi. Tutto questo è impressionante. Ho avuto la sensazione di aver toccato interessi importanti. E non ho idea di come evolverà questa vicenda.

Cosa ne pensate di questa brutta vicenda che ha colpito Valentina Nappi?

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