Pulp Fiction, ecco perché Laurence Fishbourne rifiutò il ruolo di Jules

Contraddicendo quanto detto da Quentin Tarantino, ecco la dichiarazione di Laurence Fishbourne sul perché rifiutò di lavorare in Pulp Fiction.

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Laurence Fishbourne nel ruolo di Jules. Ecco come doveva essere Pulp Fiction se non l’attore non avesse rifiutato, spianando la strada a Samuel L. Jackson (sapevate del suo incredibile provino?), il quale interpretò alla meraviglia il gangster partner di John Travolta. Un secco “no” a Quentin Tarantino, le cui motivazioni vengono a galla solo oggi. Chissà come sarebbe stato il monologo “Ezechiele, 25:17“?

A distanza di circa venticinque anni, Laurence Fishbourne spiega a Vulture i motivi che ci furono dietro al rifiuto per Pulp Fiction ma anche verso altri film, come Fa’ La Cosa Giusta di Spike Lee. Per ciò che concerne uno dei tanti capolavori di Tarantino, sicuramente il più iconico, tutto gira intorno alla droga. Almeno secondo Morpheus.

Infatti, in un’intervista rilasciata questo gennaio, il regista di Pulp Fiction spiegò che dietro al rifiuto di Laurence Fishbourne c’erano motivi legati al ruolo. In altre parole, affermò Tarantino, non era il protagonista assoluto e quindi declinò l’offerta. Oggi però, l’attore spiega che non fu propriamente così.

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Nello specifico, i motivi del rifiuto di Laurence Fishbourne si trovano nella “spettacolarizzazione” dell’eroina, un argomento delicato che sembra essere molto a cuore all’attore che di lì a qualche anno interpretò Morpheus in Matrix.

“Avevo un problema con le modalità in cui si affrontava il tema dell’eroina. Mi sembrava che rendesse attraente l’uso sprezzante dell’eroina, la questione non trattata il fattore legato al personaggio”

Il motivo principale dunque resta il come viene mostrata l’eroina in Pulp Fiction. Famose le scene dell’iniezione di John Travolta ma ancor di più quella dell’overdose di Uma Thurman, in arte Mia Wallace. Una scena grottesca che non ha fatto impazzire di gioia Laurence Fishbourne. Il personaggio in sé c’entra poco e niente, come spiega l’attore.

“Non era una questione sul personaggio. Per me tutto gira intorno ad una domanda: ‘Cosa sta cercando di comunicare questo?’. Non ho rinunciato per via del personaggio ma per il modo in cui si parlava della dipendenza da eroina. E poi la scena con quel cazzo di ago, l’iniezione di adrenalina… No!”

Superato lo scoglio Pulp Fiction, che trovò apprezzamenti anche da Ving Rhames (Marsellus Wallace), Laurence Fishbourne spiega anche i motivi che lo portarono a rifiutare un ruolo anche in un film di Spike Lee. Cosa che potrebbe suonare quasi come un affronto, vista l’importanza del regista verso la cultura afroamericana.

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“(Spike Lee) si era preso delle licenze creative che non mi sembravano giuste. Il film è liberamente basato sui fatti realmente accaduti ad Howard Beach. Se hai un’attività nel cuore della comunità afroamericana, anche se non sei afroamericano ma ti trovi lì da sempre, allora diventi membro della grande famiglia in automatico. E sei protetto da tutto e da tutti. Quella pizzeria (presente nel film) era parte della comunità, quindi anche se c’era una rivolta e anche se ci fosse stata tensione razziale, non sarebbe aumentata al punto da bruciare la pizzeria. Perché allora hanno bruciato la pizzeria e non il mercato coreano? Mi è sembrato un po’ falso”

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