William Burroughs, l’assurda vita dello scrittore della Beat Generation

Esponente della Beat Generation, William Burroughs ha avuto una vita fatta di droga, eccessi e morte

William Burroughs
William Burroughs in una scena di Drugstore Cowboy

Il 2 Agosto 1997 si spegneva William Burroughs, scrittore che fu uno dei maggiori esponenti della Beat Generation, corrente letteraria che trova in Jack Kerouac il suo manifesto massimo.

Nato il 5 Febbraio 1914 a St. Louis, nello stato del Missouri, Burroughs venne al mondo con la possibilità di avere un futuro già spianato, stabilito dall’eredità familiare. Era infatti il nipote dell’uomo che inventò la prima addizionatrice scrivente, una delle prime calcolatrici meccaniche.

Cresciuto in una famiglia dunque decisamente benestante, William Burroughs frequentò l’università di Harvard: ma in lui non c’era alcuna tensione a seguire le impronte familiari.

Era la scrittura ciò che interessava William S. Burroughs. Gli studi in etnologia e archeologia lo stancarono ben presto, così come fece la vita accademica. Riuscì a laurearsi con ottimi voti, ma sembrava che non vedesse l’ora di abbandonare quella carriera in ambito accademico che sua madre sognava per lui.

Subito dopo la laurea lo scrittore cominciò a viaggiare per l’Europa, fermandosi soprattutto a Vienna e a Parigi, dove entrò in contatto con quel demimonde di eccessi che non lo avrebbe più abbandonato e che anzi avrebbe cooperato alla costruzione di questo lord della letteratura che ha fatto degli eccessi il suo marchio di fabbrica.

Tentò ogni tipo di lavoro, compreso quello di disinfestatore, che poi raccontò nel 1973 nel racconto Exterminator! Tuttavia le condizioni economiche della famiglia gli permisero di vivere come “mantenuto” per quasi tutta la vita. I suoi genitori, infatti, pagarono per lui le spese di un appartamento a New York dove lo scrittore viveva e si lanciava nei suoi esperimenti narrativi.

Secondo alcuni biografi, Mortimer Burroughs era più che felice di pagare la vita newyorkese del figlio: in questo modo poteva mantenere un rapporto con lui e allo stesso tempo tenerlo lontano dalla vita di St. Louis, dove l’evidente omosessualità dello scrittore avrebbe dato adito a chiacchiere.

La vita assurda di William Burroughs: la sessualità

L’amore di William Burroughs per la scrittura inizia in età molto giovane: a otto anni scrive già storie e racconti cercando di imitare le storie d’avventura e crimine che legge e che accendono la sua immaginazione.

Durante la pubertà comincia ad avvertire l’attrazione per i ragazzi: cerca di mettere ordine nei sentimenti che comincia a provare scrivendo un diario che riempie di fantasie su un suo compagno.

Tuttavia William Burroughs ne è così imbarazzato che non solo distruggerà il diario stesso, ma soprattutto eviterà di scrivere qualunque cosa non sia legata alla scuola per molti anni.

Per ricercare l’origine dell’ansia legata alla sua omosessualità bisognerà aspettare l’età adulta e la psicoterapia, quando quest’ultima lo porterà a riportare a galla un ricordo represso. Quando aveva quattro anni, infatti, la sua tata lo obbligò a praticare sesso orale al suo fidanzato.

Il fatto che lo scrittore non vivesse molto bene la sua sessualità si può evincere da due fatti. Il primo è che nonostante le sue preferenze, Burroughs si sposò due volte.

La prima con Ilse Kappler, una ragazza ebrea che aveva bisogno del visto per vivere negli Stati Uniti d’America. La seconda con l’amica Joan Vollmer, che condivideva il suo amore per la droga e dalla quale ebbe un figlio nel 1947.

Il secondo aneddoto legato all’omosessualità dell’autore della Beat Generation è legato alla prima relazione seria di William.

All’epoca viveva già a New York e la relazione lo spinse ad avere quello che venne definito un episodio à la Van Gogh: se il pittore si era tagliato un orecchio, lo scrittore usò delle cesoie da giardino per amputarsi la falange del dito mignolo. L’aneddoto è stato poi alla base del suo romanzo Dead Fingers Talk, del 1963.

Gli anni newyorkesi, la Beat Generation e la droga

Nel 1942 Burroughs inizia una brevissima carriera militare nell’esercito, da cui viene congedato per disturbi psichiatrici. Vive per un po’ a Chicago, dove tenta la carriera del detective privato, ma ancora una volta abbandona molto velocemente.

Nel 1943 si trasferisce a New York, insieme all’amico David Kammerer, che aveva viaggiato con lui lungo i profili europei. Insieme a loro c’è anche Lucien Carr, che diventerà un personaggio chiave nella storia dello scrittore insieme allo stesso Kammerer.

A New York il giovane William diventa un amico molto intimo di Jack Kerouac con il quale scriverà nel 1945 E gli Ippopotami si sono lessati nelle loro vasche. Era amico anche con altri esponenti della Beat Generation, come Neal Cassady e Allen Ginsberg.

William Burroughs
La copertina del libro di Burroughs e Kerouac, pubblicato postumo

Questi sono gli anni in cui Burroughs si lancia davvero nel mondo della droga. Un amore che, a ben guarda, si può far risalire al periodo dell’infanzia: a quattordici anni, infatti, durante una lezione di chimica, il giovane William fa esplodere il suo esperimento.

L’incidente gli ferisce gravemente la mano, al punto di dover seguire un percorso antidolorifico. Nella sua nuova vita a New York, come viene raccontato anche ne La Scimmia Sulla Schiena, dopo aver ritrovato la morfina, lo scrittore divenne ben presto tossicodipendente.

Comprava morfina ed eroina ed era pronto a fare di tutto per ottenere il denaro necessario a finanziare i suoi vizi, compreso quello di inventarsi rapinatore e spacciatore.