Da 5 Bloods | Recensione del nuovo film di Spike Lee

Mentre in America proseguono manifestazioni e proteste ak grido di "Black Lives Matter", Spike Lee presenta il suo nuovo film: Da 5 Bloods - Come fratelli, uno dei 10 titoli più visti questa settimana su Netflix.

Da 5 Bloods - Come Fratelli

Il 25 Maggio 2020 George Floyd è stato brutalmente ucciso durante un controllo di polizia nella città di Minneapolis. È l’ennesimo caso di un cittadino afroamericano oggetto di violenza immotivata e brutale da parte delle forze dell’ordine, ma questa volta il video fa il giro del mondo, mentre nelle strade di tutta l’America si moltiplicano manifestazioni e proteste. Proprio nel bel mezzo di una mobilitazione su scala mondiale, arriva così il nuovo film di Spike Lee: Da 5 Bloods – Come fratelli (qui il trailer).

Spike Lee ha dedicato la sua intera filmografia alla causa afroamericana, rappresentando la realtà dei ghetti, tra discriminazioni e violenza. Dopo BlacKkKlansman, il suo primo film di produzione Netflix torna a sottolineare una bizzarra contraddizione del sistema americano.

L’esercito, infatti, è l’istituzione meno razzista del paese. E se gli afroamericani hanno enormi difficoltà ad affermarsi nella maggior parte dei contesti professionali, non trovano alcuna difficoltà a partire come soldati. Da 5 Bloods – Come fratelli racconta così la brutalità del Vietnam dalla prospettiva di 4 reduci di guerra. E ci ricorda come 800.000 afroamericani abbiano combattuto la Seconda Guerra Mondiale, 650.000 in quell’assurda guerra di resistenza, trascinata dagli Stati Uniti dal 1955 al 1975.

Da 5 Bloods. La Trama

Da 5 Bloods – Come fratelli: il nuovo film di Spike Lee in esclusiva su Netflix.

Protagonisti del nuovo film di Spike Lee sono 4 veterani afroamericani: Paul (Delroy Lindo), Otis (Clarke Peters), Eddie (Norm Lewis) e Melvin (Isiah Whitlock Jr.), che tornano in Vietnam a quasi 50 anni dalla loro ultima missione, conclusa nel lontano 1971.

Preoccupato per lo stato mentale del padre, tormentato dalla PTDS (Sindrome da Stress Post Traumatico), si aggiunge al gruppo anche il figlio di Paul, David (Jonathan Majors). Scopo del viaggio è recuperare i resti del loro caposquadra e amico fraterno: Norman, detto Storm Norm (Chadwick Boseman), perché abbia finalmente degna sepoltura.

Ma la nuova missione nasconde anche uno scopo ben più concreto e venale. Mente combattevano nella giungla, infatti, i ragazzi trovarono casualmente un ingente quantitativo di lingotti d’oro, nascosti nel relitto di un aereo abbattuto.

Nelle parole di Norm, quell’oro era la giusta compensazione per le sofferenze del popolo afroamericano, e andava usato per il suo riscatto. I nostri eroi tornano così ad attraversare i vecchi campi di battaglia. Ma scopriranno che la guerra non ha lasciato segni indelebili solo nella loro mente, e il Vietnam, oggi come allora, è un paese dilaniato dalla povertà e la violenza.

Da 5 Bloods. La Recensione

Quando i 4 vecchi commilitoni si ritrovano a Ho Chi Minh City, stentano a riconoscere la città che conoscevano come Saigon. Anche il Vietnam del Sud è ormai invaso da Mc Donald’s, KFC e le grandi catene di fast-food americani.

entre passeggiano insieme per la città di notte, si domandano come sia possibile che il cinema americano abbia mistificato il Vietnam attraverso opere come Rambo, o la saga di Chuck Norris Missing in action. Dal loro punto di vista, nessuno ha mai raccontato la storia di un vero eroe, come i tanti giovani afroamericani caduti nella giungla. Ma è lo stesso Da 5 Bloods – Come fratelli la risposta a questa domanda.

Spike Lee moltiplica i piani del racconto tra presente e passato. I lunghi flashback, in termini audiovisivi, replicano perfettamente i canoni estetici di un war movie anni ’80. Il formato passa dai 16:9 al tipico 4:3 televisivo, la colonna sonora si fa fragorosa, magniloquente, mentre il capitano Stor Norm appare come un eroe senza macchia e senza paura.

Ma a rompere l’incanto della rappresentazione cinematografica, ci sono i vecchi Otis, Paul, Eddie e Melvin. Nei flashback, infatti, i nostri eroi non ringiovaniscono, ma restano i sessantenni di oggi, mentre l’immagine di Norm resta sempre giovane e bellissima, immutabile nel tempo, come il suo messaggio di dignità e riscatto, espresso con le parole del Reverendo Martin Luther King.

Tra veri inserti documentari e flashback, sembra così che i 4 veterani tornino a visitare il loro comune passato: un tempo remoto, ma mai davvero pacificato. In questo senso, il personaggio centrale di Da 5 Bloods è certamente Paul, interpretato da Delroy Lindo. Il Vietnam ha segnato per sempre la sua esistenza, e come molti reduci di guerra ha sviluppato una forma severa di Sindrome da Stress Post Traumatico. Tutto, naturalmente, nella più totale indifferenza delle istituzioni.

Il film racconta Paul come un vecchio arrabbiato, consumato dal risentimento. Paradossalmente, è diventato un fervente sostenitore di Donald Trump, proiettando la propria frustrazione su messicani e migranti.

Spike Lee affiderà a questo personaggio un lungo monologo, recitato con lo sguardo fisso vedo l’obiettivo: un lungo, disperato atto di accusa verso la società americana, urlato da un uomo che non ha conosciuto altro che ingiustizie.

Ma se il piano sequenza di Paul, insieme ai flashback che celebrano il giovane Storm Norm, rappresentano i punti più altri del film, con i suoi 154 minuti Da 5 Bloods si presenta come un film non totalmente risolto. E la continua moltiplicazione delle linee narrative finisce per appesantire un’opera certamente ambiziosa, ma che non potremo annoverare tra i grandi capolavori di Spike Lee, al fianco di Fà la cosa giusta, Malcolm X, He got game, La 25ª ora.

Tra i grandi punti di forza di Da 5 Bloods c’è l’ironia ineffabile di Spike Lee, che sembra irridere ai classici film sul Vietnam. Ma soprattutto la straordinaria umanità dei protagonisti, rappresentati fuori da qualunque retorica.

Vecchi, stanchi e spaventati, ma soprattutto egoisti, questi 4 veterani non hanno niente del classico eroe di guerra. Evocano continuamente gli slogan del Black Lives Matters, ma la loro missione è chiaramente di natura individuale, mente il riscatto che cercano è anzitutto per se stessi.

Il cuore del film restano allora le storie di Paul, Otis, Eddie e Melvin, e poi di David, quel figlio che ha vissuto di riflesso tutte le sofferenze del Vietnam.

Meno convincenti i tanti (troppi) personaggi secondari: Tien (Lê Y Lan), la vecchia fiamma di Otis, e poi Desroche (Jean Reno), misterioso faccendiere che si offre di acquistare i lingotti d’oro e, nel caso venissero ritrovati, trasformarli in 17 milioni di dollari su un conto off-shore.

A loro si aggiungerà anche Hedy (Mélanie Thierry): ricca ereditiera francese che ha rinunciato alla fortuna di famiglia per fondare una Onlus, impegnata a disinnescare le moltissime mine anti-uomo ancora disseminate nel paese.

Da 5 Bloods – Come fratelli si chiude così come un film sbilanciato, dove l’intensità del contenuto non corrisponde a una forma equilibrata e mordente.

Il nuovo film di Spike Lee, rilasciato globalmente da Netflix il 12 Giugno, resta comunque saldo nella Top Ten dei titoli del momento. E come ogni singola opera firmata dal cineasta di Atlanta, si pianta come un pungolo nella nostra coscienza.

Da 5 Bloods. Il Trailer

Da 5 Bloods. Il Cast

Delroy Lindo: Paul

Jonathan Majors: David

Clarke Peters: Otis

Norm Lewis: Eddie

Isiah Whitlock Jr.: Melvin

Jean Reno: Desroche

Chadwick Boseman: Norman “Storm Norm” Holloway

Mélanie Thierry: Hedy

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