Falce | Recensione del romanzo distopico di Neal Shusterman

Arriverà in libreria il prossimo 19 Maggio Falce, un romanzo distopico sui generis che riflette sull'importanza della morte

Falce
dettaglio della splendida copertina dell'edizione Oscar Vault

Arriverà in libreria il prossimo 19 Maggio Falce, nuovo titolo della collana Oscar Fantastica di Oscar Vault, e firmato da Neal Shusterman. Si tratta di un distopico young adult che, tuttavia, non affascinerà solo il pubblico più giovane, ma offrirà anche spunti di riflessioni che garantiranno un’ottima esperienza di lettura anche a lettori più adulti.

Scheda Tecnica

  • Data di Uscita: 19 Maggio
  • Pagine: 360
  • Prezzo: 19.00 euro
  • Casa Editrice: Mondadori
  • Collana: Oscar Fantastica

L’autore, Neal Shusterman

Neal Shusterman è uno scrittore e sceneggiatore statunitense che, nel corso della sua carriera, ha spaziato molto nei generi letterari, pur rimanendo fedele al suo pubblico di riferimento, quello dei giovani lettori. Con il suo romanzo Il Viaggio di Caden ha vinto anche il National Book Award per la letteratura per ragazzi nel 2015. Tra gli altri titoli che sono arrivati in Italia prima di Falce, citiamo Dry, romanzo che racconta di una California vittima della siccità e trasformatasi in una specie di zona di guerra.

Falce, la trama

La morte, alla fine, è stata sconfitta. È con questa premessa che inizia Falce. Ci troviamo infatti in un mondo distopico dove la malattia è stata debellata e la morte naturale non è altro che un ricordo.

Gli esseri umani, dunque, hanno la possibilità di vivere per sempre. Peccato che questo status quo metta a repentaglio l’equilibrio del mondo, che va incontro alla sovrappopolazione.

Per evitare questo pericolo alcuni esseri umani hanno creato le Falci, persone con hanno la possibilità di scegliere delle persone e spigolarle. Ucciderle, insomma.

Essere una Falce, però, significa anche avere alcuni privilegi: ottenere tutto quello che si vuole senza chiederlo e, soprattutto, avere l’immunità. Se sei una Falce nessuno può ucciderti e la tua famiglia è immune allo stesso modo.

È questo che spinge Citra, la giovane protagonista, ad accettare di diventare un’apprendista Falce. A muovere Rowan, invece, è più che altro il desiderio di non essere più invisibile e insignificante.

I due ragazzi, così, accettano di essere addestrati insieme da Maestro Faraday: ma tutti loro ignorano che, tra le Falci, è in atto un vero e proprio movimento rivoluzionario che metterà a repentaglio non solo il loro apprendistato, ma anche le loro vite.

Recensione di Falce

Tra le riflessioni che Falce mette in scena, alle spalle della storia di due ragazzi che devono giocare coi tiri mancini della vita, un posto privilegiato lo ha quello che pone l’accento sulla morte.

Un argomento che non viene trattato così spesso e che molto spesso è dipinto solo dai colori tetri e tristi dell’annientamento. La cupa e tradizionale signora incappucciata con la falce in mano, da Neal Shusterman viene declinata in una serie di personaggi con toghe variopinte, che rifuggono il colore nero e che vengono percepiti sì come portatori di morte, ma anche come signori, quasi supereroi malvagi, neanche fossimo in un episodio di The Boys.

Perciò l’inizio di Falce sembra mettere in scena un mondo pressoché perfetto: non esiste la morte, non esiste la malattia, cosa potrebbe mai andare storto? Ed è proprio qui che Neal Shusterman cala il suo asso nella manica.

Rivolgendosi ad un pubblico giovane, avvolto da quella sensazione di immortalità che fa sentire i più giovani come se dovessero vivere per sempre, l’autore di Falce inserisce tra i capitoli degli scampoli dei diari delle falci, e in essi nasconde le sue riflessioni, i suoi interrogativi, arrivando a chiedersi se un mondo senza morte si possa definire davvero perfetto.

Un Pasolini per ragazzi

Una riflessione che sembra richiamare quella fatta da Pier Paolo Pasolini in Empirismo Eretico, la raccolta di saggi e critiche che il regista e poeta aveva scritto intorno al cinema, alla letteratura e alla lingua.

Pasolini si interroga su quale sia il linguaggio dell’esistenza umana e arriva ad individuarlo nell’azione. Non in quello che si dice, ma in quello che si fa. E questo linguaggio da lui ipotizzato assume senso solo nel momento di cesura, in quel taglio di montaggio esistenziale che rappresenta la morte. In altre parole, per Pasolini bisogna morire per avere un senso. Ed è una riflessione che Shusterman eredita, in quale modo.

Nel mondo descritto, infatti, a farla da padrone è un’innaturale noia perpetua, che sveste ogni gesto della sua tensione, ma anche del suo senso. La sconfitta della morte, allora, appare quasi come un impoverimento dell’esperienza umana, una vittoria che ha lasciato gli esseri umani con il proverbiale pugno di mosche in mano.

Un romanzo scorrevole e intelligente

Al di là delle riflessioni sul senso della vita e della morte, Falce si presenta soprattutto come un romanzo sorretto da una scrittura stabile e consapevole, che riesce a dettare il ritmo di una vicenda dove sembra che non succeda niente, ma dove in realtà la vicenda si snoda con tanti tasselli che vanno a riempire un quadro generale che affascina proprio per la costruzione quasi analitica.

Questo non vuol dire che Falce sia un libro che si perde nelle descrizioni o che frena l’azione per ammirare dettagli circostanti. Significa invece che non è un romanzo volto solo alle grandi messe in scena, alle grandi azioni che molto spesso servono per mascherare una carente presenza di buone idee.

Un distopico sui generis

Neal Shusterman crea il suo world building creando una realtà distopica dove sembrerebbe venire a mancare l’elemento caratterizzante: ossia la forza dittatoriale malvagia e crudele che annienta la libertà del popolo.

La forza “dittatoriale” che c’è in Falce è in realtà un’entità buona, una forza che guarda ad Asimov, ma ampliandone il punto di vista. Una forza su cui non ci dilungheremo in questa recensione per non correre il rischio di fare spoiler.

Ma anche questo elemento sui generis del distopico da bene l’idea di come Falce di Neal Shusterman sia un romanzo scritto con intelligenza, con consapevolezza e con l’idea chiarissima di quale fosse il target di riferimento. Un romanzo che si lascia divorare e che pure quando l’ultima pagina è stata archiviata rimane lì, a galleggiare nella mente del lettore, come solo i grandi romanzi sanno fare.

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