Gamer viene bannato online e minaccia di uscire a infettare tutti: interviene l’FBI

Minacce che, visti i tempi, possono avere gravi ripercussioni

Gamer
Credits: Lyncconf Games / Flickr

Denunciato per procurato allarme un gamer in preda a una crisi di nervi

Tutto è successo nelle Marche. Un giovane gamer attivo online è stato bannato dalla community di un gioco di ruolo. Forse per comportamento scorretto, forse per reiterato flame o chissà cos’altro. Le cause del ban non sono note, ma nota è la denuncia sporta ai danni del giovane dal Compartimento Polizia Postale delle Comunicazioni per le Marche e dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico e per la Protezione delle Infrastrutture Critiche. Proprio il CNAIPIC ha riportato la notizia, giustificando la denuncia con la motivazione di procurato allarme da parte del giovane. Il quale, a seguito del ban, aveva scritto online: “toglietemi sto cavolo di ban altrimenti chiudo per sempre il mio aka. sono a casa in quarantena e nn posso nemmeno giocare….. o me lo riaprite istant o esco e infetto mezzo mondo sappiatelo“.

In effetti, per chi è abituato ai linguaggi di queste comunità online, questo parrebbe più uno sfogo a vuoto che una minaccia concreta. Ma, in tutto il paese, non è proprio il momento di rischiare. Tanto che, nella faccenda, è stata coinvolta persino l’FBI. Avete capito bene. Il Federal Bureau of Investigation, contattato dalla società titolare della piattaforma, ha a sua volta contattato la software house del gioco in questione, la quale ha verificato i dati dell’utente trasmettendoli “istant” al Centro Nazionale Anticrimine Informatico e per la Protezione delle Infrastrutture Critiche della Polizia Postale. Ulteriori indagini sono seguite, che hanno permesso di accertare come l’account non fosse in uso al soggetto registrato, bensì al reale utilizzatore, ossia il gamer in questione. Il quale, morale della favola, è stato appunto denunciato per procurato allarme.

Fonte: quotidiano.net

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