Cocaine – La vera storia di White Boy Rick: la recensione

Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

Tra le novità al cinema dal 7 Marzo anche Cocaine – La vera storia di White Boy Rick: secondo lungometraggio di Yann Demange, che dopo ’71 e la tragedia dell’Irlanda del Nord realizza un nuovo, deflagrante film drammatico. White Boy Rick racconta infatti la vera storia di Richard Wershe Jr.: destinato a passare alla storia come il più giovane informatore dell’FBI, ma anche l’unico cittadino americano ad aver trascorso 30 anni dietro le sbarre senza aver mai commesso crimini violenti. Il protagonista di Cocaine – White Boy Rick ha appena 15 anni quando inizia la sua carriera di pusher; solo 17 quando viene condannato all’ergastolo. Resterà l’unico spacciatore a scontare una condanna tanto esemplare, inflitta in base a una severissima legge del Michigan, che oltre i 650 grammi puniva il possesso di droga con il carcere a vita.

Cocaine – La vera storia di White Boy Rick inizia nel 1984 a Detroit. La grande metropoli industriale, sede degli stabilimenti Ford e Chrysler, ha guadagnato ormai un soprannome oltremodo sinistro: “the ghost town”, la città fantasma. White Boy Rick si inserisce così tra i migliori film che raccontano il degrado di Detroit, simbolo della morte del sogno americano: Il Corvo di Alex Proyas, 8 mile di Curtis Hanson, Gran Torino di Clint Eastwood. E ovviamente, Detroit di Katherine Bigelow, film dedicato alla rivolta afro-americana del 1967: un’autentica guerra civile, sedata solo con l’intervento dell’esercito, e terminata con un terribile bilancio di 43 morti, oltre 1.100 feriti e 2.000 edifici distrutti.

Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

Nel 1984, quando Rick Wershe (Richie Merritt) ha 15 anni, nascere nella periferia di Detroit sembra di per sé una condanna. Suo padre Rick Senior (Matthew McConaughey) vive da sempre al limite della legalità, comprando e rivendendo armi usate. Sua madre li ha abbandonati, sua sorella Dawn (Bel Powley) ha appena scoperto l’hobby preferito dai giovani: fumare crack. Rick ha lasciato la scuola, ma pur di evadere dalla povertà e dalla desolazione è davvero disposto a tutto. Così, senza grandi riflessioni, inizia una partita molto pericolosa: prima conquista la fiducia della più potente gang afro-americana, dove diventa “white boy”, il ragazzo bianco.

Poi accetta l’offerta dell’FBI, infiltrandosi tra gli spacciatori di coca. Purtroppo, la gang è protetta da una solida rete di politici e poliziotti corrotti, che dipendono direttamente dal sindaco, il famigerato Coleman Young. Dal canto suo, l’FBI si servirà del ragazzo lo stretto necessario. E quando White Boy Rick inizia a spacciare per conto suo, il sogno di felicità e riscatto finisce presto in un’aula di tribunale.

Cocaine - La vera storia di White Boy Rick

Dopo Dallas Buyers Club, Matthew McConaughey regala un’altra interpretazione folgorante, rappresentando il peggio dell’americano medio. Un perdente alla deriva, abituato a vivere di espedienti, che blatera di vivere come leoni, ma in pratica lascia al figlio adolescente la responsabilità di salvare un’intera famiglia.

Intanto, Yann Demange racconta lo squallore della periferia di Detroit nel contrasto con un magnifico formato panoramico, dove grandangolo e profondità di campo esasperano l’aria spettrale di quella che, ancora oggi, resta una delle città più violente d’America.

Se il titolo,  può risultare fuorviante, suggerendo una sfavillante ascesa criminale, Cocaine – La vera storia di White Boy Rick è invece un film doloroso e bellissimo. Il successo, per il ragazzino che si improvvisa spacciatore, è davvero di breve durata. Non diventerà mai una figura leggendaria, in stile Scarface o Narcos. Piuttosto, il film racconta di una città senza speranza, e la controversa storia del suo primo sindaco afro-americano: una sorta di dittatore, capace di distinguersi solo per il talento criminale.

Una storia controversa, per un film duro, indigesto: assolutamente da vedere.