La Favorita: la storia vera dietro al film candidato a 10 premi Oscar

Sebbene possa sembrare tutto frutto di una finzione cinematografica geniale e verosimile, la storia narrata in La Favorita è fortemente influenzata dalla vicenda reale della regina Anna d'Inghilterra.

Sebbene possa sembrare tutto frutto di una finzione cinematografica geniale e verosimile, la storia narrata in La Favorita, il nuovo film del brillante Yorgos Lanthimos, è fortemente influenzata dalla vicenda reale della regina Anna d’Inghilterra.

In piena guerra contro la Francia, il regno d’Inghilterra è governato da seduzioni, intrighi e segreti. Il trono è occupato dalla regina Anna (Olivia Colman), la quale ha delegato interamente il suo potere a Lady Marlborough (Rachel Weisz) a causa della sua salute cagionevole. L’equilibrio che caratterizza il microcosmo reale, tuttavia, verrà a mancare con l’arrivo a corte dell’affascinante Abigail Masham (Emma Stone), pronta a fare di tutto, anche sacrificarsi, per reclamare le sue nobili origini.

Nominato a ben dieci statuette degli ambiti Oscar –tra cui Miglior film, Miglior regista, Migliore attrice protagonista a Olivia Colman e Migliore attrice non protagonista, sezione in cui sono nominate sia Rachel Weisz che Emma Stone–, La Favorita riesce a conciliare perfettamente la comicità dell’umorismo grottesco tipico di Lanthimos con la cura meticolosa del genere del film storico: per riuscire a rendere la narrazione credibile, il lungometraggio del regista greco si fonda sulle solide basi della storia biografica della sopracitata regina Anna Stuart. Ma quali aspetti sono reali e quali frutto dell’immaginazione? Sembra inutile dirlo, ma nei prossimi paragrafi saranno presenti numerosi spoiler.

La Favorita: la regina Anna tra realtà e finzione

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Regnante dei territori inglesi, scozzesi e irlandesi a partire dal 1702, la regina Anna Stuart divenne nota come regina di Gran Bretagna e Irlanda solo quando, nel 1707, si decise di fondare uno stato sovrano che verrà da lei governato fino al 1714, anno della sua morte.

Protagonista de La Favorita, la regina Anna d’Inghilterra fu da sempre rappresentata come “una brava donna, ma non molto brillante né molto volitiva”. Una descrizione che, scritta nel 1904 dallo storico Edward Potts Cheyney, sembra riflettere il personaggio delineato da Lanthimos e interpretato da Olivia Colman.

La fragilità che la contraddistingue nel lungometraggio sembra essere veramente stata una caratteristica reale della sovrana che, secondo la storica britannica Anne Somerset, cercava di evitare ogni situazione sociale: la donna, infatti, era solita “muovere solo le labbra e fingere di dire qualcosa quando, in realtà, non pronunciava alcuna parola”. Contenuta in La Favorite, la scena in cui il personaggio sviene prima di pronunciare il discorso indirizzato ai membri del Parlamento sembrerebbe essere, quindi, vero-simile e coerente con la personalità del soggetto principale.

Oltre ad essere un tratto distintivo della sua psiche, la debolezza definiva anche lo stato di salute della regina: secondo la biografia scritta da Edward Gregg, la regina avrebbe lottato con una malattia che rendeva sempre più fragile il suo sistema immunitario e che l’aveva portata all’obesità, una delle principali cause della sua morte. Come si vede nel lungometraggio di Lanthimos, la donna viene trasportata in sedia a rotelle, incapace di muoversi su due robusti bastoni da passeggio.

Eppure, da un punto di vista prettamente politico, la sovrana d’Inghilterra era in grado di mantenere la propria autorità e la propria indipendenza, due tratti completamente assenti nella regina disegnata dal regista greco: sebbene i propagandisti l’abbiano dipinta come una personalità volubile e indecisa, molti storici sostengono che la donna fosse determinata a non essere dominata da nessuno, rivelandosi capace di basarsi unicamente “sul proprio giudizio durante le decisioni riguardanti la politica”.

La Favorita: il mistero dei conigli e del triangolo amoroso

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La vita della regina d’Inghilterra del tempo è stata veramente costellata da eventi tragici, quali la morte di almeno diciassette figli. Rimasta incinta più di 17 volte, la donna era solita concludere le sue gravidanze con un aborto spontaneo o con il parto di un feto incapace di sopravvivere. Come accennato all’interno del lungometraggio, quattro dei suoi figli sarebbero morti prima di raggiungere i due anni, mentre quelli che sono stati in grado di vivere per più tempo hanno raggiunto massimo gli undici anni.

Sebbene la regina Anna fosse rimasta priva di erediti, però, la storia dei conigli è completamente inventata, risultando essere una scelta narrativa così brillante da risultare credibile. Come specificato dal consulente storico coinvolto nella realizzazione del film, i conigli non venivano considerati animali da compagnia all’epoca, rappresentando solamente uno strumento per alimentarsi.

L’elemento più sensazionale del lungometraggio candidato a dieci oscar, tuttavia, riguarda la natura sessuale della regina e le sue relazioni di Anne con le co-protagoniste Sarah e Abigail. Sebbene questo fatto non sia stato mostrato e nemmeno citato all’interno del film, la donna era sposata con il principe Giorgio di Danimarca, il quale morì nel 1708, qualche anno dopo le vicende raccontate in La Favorita. Sembrerebbe, quindi, che il suo lato omosessuale sia stato totalmente inventato per rendere più intrigante.

La maggior parte degli storici che hanno delucidato le vicende narrate nel lungometraggio sostengono che sarebbe fortemente improbabile che Anne fosse fisicamente intima con entrambe le sue consigliere. Eppure una canzone che circolava tra gli esponenti dei Whigs (il partito liberale dell’epoca, ndr) suggeriva che Anna era solita commettere “azioni misteriose di notte” con una “sporca cameriera”. Inutile ricordare che le “amicizie romantiche” non erano rare al tempo.

L’apparente interesse della regina per il sesso femminile, inoltre, non avrebbe avuto alcun impatto sulle sue scelte politiche, sebbene sia stata numerose volte vittima delle cosiddette bedchamber narratives (una versione meno aggiornata dei moderni gossip, volta a minare l’autorità di un personaggio celebre, ndr). Ma le lettere di cui si parla in La Favorita sono vere o si tratta, ancora una volta, di finzione narrativa?

La Favorita: chi era veramente Sarah Churchill, la duchessa di Marlborough?

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Il personaggio di Sarah Churchill (Rachel Weisz) viene presentato da Lanthimos attraverso l’incontro con la regina Anna che le rivela la sua volontà di costruire e regalarle il Blenheim Palace, realmente accaduto: è proprio in questo momento che lo spettatore scopre che la loro amicizia era nata quando entrambe erano ancora bambine, un fatto che verrà ripetuto diverse volte all’interno del film.

In effetti, è vero che il legame profondo che legava le due sia nato durante gli anni dell’infanzia ed è anche vero che l’affetto che Sarah e Anna provavano l’una per l’altra si sia trasformato velocemente in un’influenza politica: una volta cresciute, Sarah ha scalato velocemente la gerarchia sociale che governava la vita di corte, diventando il tesoriere per le finanze private della monarca, un ruolo tradizionalmente occupato da figure maschili e che la donna sarà costretta ad abbandonare a causa del suo allontanamento dalla corte inglese che la farà cadere in disgrazia.

Il forzato abbandono del luogo in cui aveva vissuto per lungo tempo portò alla fine del rapporto con la regina Anna, con cui Sarah tenterà di ristabilire per l’ultima volta il legame amichevole nel 1710, quando la duchessa supplicherà alla sovrana di darle una spiegazione circa la rottura della loro amicizia: l’impassibilità della donna a cui da sempre si era dedicata la portò a reagire in maniera impulsiva, mossa dall’impeto dell’orgoglio: sebbene le fossero stati concessi due giorni per restituire la chiave d’oro, simbolo della sua autorità, Sarah ordinerà al marito, il duca di Marlborough, di non aspettare la scadenza del termine imposto e di abbandonare la sede regia al più presto.

La Favorita: il personaggio di Abigail Masham tra realtà e finzione

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Presentandosi in La Favorita come cugina di Sarah, Abigail Masham era effettivamente imparentata con la duchessa di Marlborough –da parte della madre– e, come viene detto nel film, era veramente la figlia di un uomo che aveva ridotto in povertà la sua famiglia, il commerciante londinese Francis Hill. Sembrerebbe, quindi, che tutto ciò che di lei viene raccontato da Lanthimos possa essere vero, ma, in realtà, i dettagli più estremi riguardanti l’origine della donna sono stati inventati dagli sceneggiatori Tony McNamara e Deborah Davis: non è vero che il padre ha bruciato la propria casa e nemmeno che la giovane fosse stata ‘venduta’ a causa di una scommessa persa.

Donna misteriosa, la cui ascesa al potere è immersa nell’oscurità, la baronessa Masham era intimamente legata al personaggio di Harley (Nicholas Hoult) che, grazie all’influenza dovuta alla sua posizione di ministro, era riuscito a farla entrare nelle grazie della sovrana d’Inghilterra che, in seguito all’allontanamento della duchessa di Marlborough, le conferì il ruolo di Keeper of the Privy Purse (responsabile della tenuta delle finanze della Casa reale, ndr).

A differenza di ciò che viene mostrato nel lungometraggio, però, Abigail è stata introdotta a corte e sostenuta dalla cugina Sarah che l’aveva scelta come propria domestica: il personaggio femminile interpretato da Emma Stone, perciò, non avrebbe mai cercato di sostituire e surclassare la presunta rivale. In compenso, il matrimonio con Samuel Masham (Joe Alwyn) e la successiva donazione di una dote da parte della regina Anna sono dettagli fedeli alla vicenda autobiografica della nobildonna inglese.

La Favorita: le lettere di cui si parla nel film sono realmente esistite?

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Sembrerebbe che le lettere di cui si parla ne La Favoritasiano realmente esistite. Secondo le cronache del tempo, la vera Sarah sarebbe giunta a minacciare la regina Anna, ricattandola con una lunga serie di lettere personali che, scritte nei confronti della stessa Sarah, avrebbero dovuto esplicitare i sentimenti che la sovrana aveva nei confronti della sua prediletta. Le lettere, però, non devono essere interpretate attraverso un’ottica moderna, ma è necessario assumere la prospettiva dell’epoca: al tempo, infatti, era normale utilizzare un linguaggio sentimentale e pieno di romanticismo all’interno delle corrispondenze scambiante tra amici intimi.

Le lettere non possono essere mai indicate come la prova definitiva del legame sessuale che potrebbe potenzialmente aver coinvolto Sarah e la regina d’Inghilterra. Ciononostante, però, gli scritti sono l’esplicita dimostrazione del forte rapporto che legava le due figure femminili. Ma, alla fine, queste lettere sono state pubblicate da una delle favorite? No, mai. Nonostante il suo licenziamento, Sarah non ha mai distribuito le romantiche lettere che la sovrana le aveva scritto, sebbene avesse diffuso voci sul fatto che la regina Anna e Abigail fossero coinvolte in un mènage sessuale.

Interessante combinazione di realtà e finzione, La Favorita continua a sedurre e intrigare lo spettatore con il vitale triangolo di figure femminili su cui si concentra, figure femminili che, parafrasando ciò che scrisse la scrittrice scozzese Margaret Oliphan in merito alle personalità di Sarah e Abigail, riescono ad essere interessanti come poche altre cose.