Upgrade – recensione del nuovo Sci-fi di Whannell

Vi parliamo oggi di un film da poco uscito nelle sale, ma purtroppo non troppo chiacchierato: Upgrade.

Il film è scritto e diretto da Leigh Whannell, con protagonista l’attore Logan Marshall – Green (The invitation, Prometheus e molti altri). Siamo in un futuro prossimo dove la tecnologia è avanzata su diversi aspetti. Grey è un meccanico che adora le auto più vecchie ed è sposato con l’affascinante Asha. Sua moglie Asha invece è una donna in carriera che lavora per una corporazione famosa. Una sera la donna convince Grey ad accompagnarla per restituire un auto, sulla strada del ritorno però la vettura (dotata di IA) impazzisce e li conduce in un quartiere dei bassifondi. Qui vengono aggrediti, Asha viene uccisa mentre Grey rimane paralizzato.

Upgrade - recensione

Costretto ad un’esistenza fortemente limitata, Grey affronta la vita in preda alla depressione, straziato dal dolore della perdita della moglie. La sua vita è piatta fin quando Eron Kreen, datore di lavoro di Asha e genio dell’informatica, decide di aiutarlo sottoponendolo ad un progetto ancora del tutto sperimentale. E’ stato sviluppato infatti un chip, chiamato STEM, che, impiantato nella spina dorsale del soggetto, permetterà a questo di riprendere in pieno tutte le sue funzioni motorie. Grey accetta, ormai senza speranze e l’operazione avviene rapidamente. Una volta installato STEM Grey fa una scoperta inaspettata: il chip riesce a comunicare solo con il corpo dove è impiantato, senza che altre persone possano sentirlo. Adesso la missione di Grey è una soltanto: trovare gli uomini che hanno ucciso sua moglie e sterminarli senza pietà.

Upgrade - recensione

Whannell mostra una versatilità sorprendente in Upgrade. Partendo dalla scrittura di una sceneggiatura molto buona, fino ad arrivare ai suoi espedienti tecnici presenti nel film. Rimanendo sulla regia, Upgrade è ricco di scene d’azione e di combattimento che, attraverso l’uso della steadycam, che offre un risultato innovativo e del tutto nuovo in queste sequenze. Un’idea sicuramente sperimentale, ma che valorizza il movimento e sottolinea le grandi capacità fisiche di Grey ampliate da STEM. Non manca anche l’ironia nel film, alternata a violenza e sangue, che non dispiace e non è nemmeno così semplice da creare. Il film si segue con piacere, non presenta calate di ritmo e scene riempitive. Durante la ricerca di Grey, i tasselli cominceranno a prendere forma, sino a giungere all’epilogo finale, che non abbassa il livello del lavoro di Whannell, anzi lo alza ulteriormente.

Upgrade - recensione

Al livello visivo, sono numerose le scene notturne, la maggior parte delle volte inseguimenti in auto futuristiche. I neon della notte ci avvolgono, con prevalenza di rossi e di blu, che ricordano vagamente una fotografia molto sviluppata da Refn. Logan Marshall Green sovrasta il film da solo, nel suo ruolo da assoluto protagonista. Un’interpretazione ottima lo contraddistingue, dimostrandosi una scelta vincente e ben calibrata. Il resto del cast non spicca particolarmente, ad eccezione forse di Harrison Gilbertson nel ruolo di Eron Kreen. Che dire quindi, nonostante il budget non particolarmente vasto Upgrade supera la prova. Quando Whannell si sposta dall’horror l’esperimento funziona e quindi auguriamoci che continui su questa linea.

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