Bad Genius: imbrogliare non è mai stato così facile

Ci sono storie che riescono a risultare avvincenti non solo per la loro storia, ma anche per il modo in cui vengono raccontate. Che sia un marchio riconoscibile o un elemento che dona maggior spessore al film, è impossibile non rimanere affascinati da storie come Bad Genius (Qui il trailer). Un film thailandese che si è rivelato un enorme successo di pubblico e critica, incassando oltre 3,3 milioni di dollari. La storia narra le vicende di Lynn, una ragazza geniale e orgoglio della sua scuola, che inizia a imbrogliare per aiutare la sua migliore amica Grace durante un test. Grace, come molte ragazze di famiglie benestanti, preferisce godersi la vita piuttosto che studiare, quindi trasforma l’aiuto datole dall’amica in una vera e propria impresa per dare una mano ai suoi ricchi compagni di classe. Le cose cominciano ad andare storte quando a Lynn viene chiesto di espandere la sua attività occupandosi dell’esame internazionale di inglese, fondamentale per frequentare nelle università di lingua inglese. Il metodo inizierà a farsi sentire all’interno della scuola e questo causerà un bel po’ di problemi.

Bad Genius è un film che punta alla spettacolarizzazione. Non solo per quanto riguarda il susseguirsi degli eventi, ma anche per come riesce a metterli in scena. Caratterizzati da un montaggio che ricorda non poco le pellicole frenetiche di Edgar Wright, i personaggi risultano sin da subito credibili e travolgenti. Nattawut Poonpiriya, ovvero il regista di questo film, lavora perfettamente sull’ansietà che ne può scaturire, dosando bene i tempi narrativi ed equilibrando molto bene l’intero prodotto. Un film che mette in luce una gioventù vittima della propria condizione, sempre più concentrata a migliorare se stessa a livello personale, ma sopratutto in ambito economico. Una riflessione sull’avidità, ma anche sui propri valori, che qui vengono approfonditi specialmente nella parte finale della storia. Inoltre bisogna riconoscergli un pregio a dir poco straordinario, ovvero il modo in cui questo regista riesce a prendere elementi già visti all’interno del cinema mainstream e rielaborarli in una maniera davvero originale e affascinante, sin dalle prime battute. Il cast poi è un valore in più, sopratutto per l’intensità con cui riescono a dar vita ai proprio personaggi, specialmente la protagonista interpretata dalla splendida Chutimon Chuengcharoensukying, una modella thailandese qui alla sua prima esperienza in un lungometraggio. La colonna sonora è un elemento fondamentale, composta principalmente da ritmi martellanti, in piena linea con la storia e pezzi classici che non risultano mai fuori posto. Un elemento che riesce ad esaltare nei momenti più appassionanti e decisivi del film, sottolineando le varie sfaccettature dei personaggi. Certo, molti potrebbero non apprezzare tutta questa frenesia, ma in fin dei conti non è semplice raccontare storie del genere, sopratutto in questo modo.

Bad Genius è la scoperta, ma anche la conferma di un autore davvero interessante, che grazie al suo stile fresco ed originale induce lo spettatore a esaminare se stesso e ciò che gli sta attorno. Un film passato completamente in sordina, che meriterebbe molto di più di un semplice passaparola e che speriamo di vedere presto nelle sale italiane.

 

 

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