10 film sull’alienazione, ad un passo dalla depressione

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Con il termine alienazione si fa riferimento a tutti coloro che, per una determinata causa, scelgono di non conformarsi più con la nostra società e le sue regole.

Persone che, in un modo o nell’altro, scelgono di prendere le distanze dalla morale e dal buon costume, isolandosi in una realtà del tutto personale. Questa terminologia però viene spesso usata anche per indicare i folli, chi vive ai margini della comunità umana e per tutti coloro che esprimono comportamenti diversi da quelli quotidiani. L’arte, da sempre molto sensibile a queste tematiche, ha dedicato a loro innumerevoli opere a questo tema delicato, trattandolo in svariate forme e modi. Ecco quindi, alcuni lavori che la settima arte è riuscita a creare al riguardo; 10 film sull’alienazione:

1) Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto – Elio Petri (1970)

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10 film sull’alienazione

L’alienazione fatta film; Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto è un trattato sull’uomo moderno, sulla sua nevrosi e sulla sua perdita d’identità, spesso dovuta ad una società sempre più folle e straniante. Il protagonista dell’opera infatti è totalmente scisso in due parti, distaccato completamente dai valori della comunità e in preda ad uno smarrimento della propria essenza. Un dualismo pericoloso che lo trasforma in vittima e carnefice, in assassino e commissario della polizia, in un contrasto di natura psicologica ed emotiva.

La pellicola di Elio Petri però non è solamente questo, ma è anche un’intelligentissima riflessione sui meccanismi del potere, e sull’immunità di chi lo esercita. Una critica asciutta e mirata, che sa dove e come colpire, e che ancora oggi risulta estremamente attuale e realistica. Un film complesso da analizzare, ricco di riferimenti culturali e portatore di un’analisi sociale articolata e curata nel dettaglio. Uno dei migliori lavori del cinema italiano, con uno straordinario Gian Maria Volonté nei panni del protagonista della storia, che sa far riflettere ed inquietare.

2) The Master – Paul Thomas Anderson (2012)

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10 film sull’alienazione

L’uomo è la sua strada, il suo scopo, l’obbiettivo che si è prefissato di raggiungere. Senza una meta, smette semplicemente di esistere, trasformandosi in un involucro vuoto e senz’anima.

The Master oltre ad essere una profonda analisi sulla psiche umana e sulla sua alienazione, è anche una critica articolata alla guerra, a quel mostro che uccide qualsiasi volontà o desiderio nascosto. I conflitti non fanno altro che privare i giovani di qualsivoglia volontà, trasformandoli in burattini senza anima e cuore, pronti a vagare per il mondo come fantasmi. Freddie Quell, interpretato da un Joaquin Phoenix in perfetta forma, è una vittima dello stato, un frutto di una società capitalista, che fa degli uomini delle semplici pedine da muovere in caso di necessità, per poi lasciarli allo sbaraglio come mine pronte ad esplodere. Il protagonista di The Master è un soldato uscito vivo dalla Seconda Guerra Mondiale, un vero miracolato, che però deve convivere con un sistema nervoso completamente a pezzi.

Freddie Quell infatti non sai più chi è, che cosa vuole, ma soprattutto di che cosa fare della propria esistenza. Un uomo retrocesso ad uno stadio infantile, che non solo non gli consente di avere un futuro, ma che gli impedisce di trovare anche un motivo per tornare a vivere. Un film intenso che parlare dell’annichilimento, dei falsi miti e di quanto sia facile per uomo credere in un miraggio. Paul Thomas Anderson si riconferma nuovamente un prodigio dietro alla macchina da presa, realizzando una delle pellicole più interessanti e particolari degli ultimi anni, in grado di parlare su diversi piani di narrazione.

3) Dogtooth – Yorgos Lanthimos (2009)

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10 film sull’alienazione

Il mito della Caverna di Platone, plasmato, modernizzato e reso film. Un viaggio all’interno della mente umana e di come essa possa rivelarsi pericolosa e malleabile.

Un’opera che chiude il mondo fuori dalle mura di una casa, o che meglio lo preclude a chi si trova al suo interno, confinandolo in uno stato embrionale fragile e distorto. La famiglia protagonista, ad eccezione del padre, non ha alcun tipo di contatto con la società moderna, se non per qualche visita sporadica da parte di una donna, che ha come unico scopo quello di soddisfare sessualmente il figlio maschio. Un’opera malsana che spinge a pensare all’infinito oltre la siepe che circonda le nostre vite, senza che noi ce ne possiamo rendere conto. Un film profondo e disturbante che mostra come la conoscenza e la concezione stessa che abbiamo della vita stessa, sia dettata unicamente da ciò che conosciamo e che abbiamo sempre saputo.
Nulla è realmente vero o falso finché si sta al sicuro, all’interno delle proprie mura, ma una volta usciti, l’infinito potrebbe trasformare tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo sempre conosciuto per sempre.

4) Antiporno – Sion Sono (2016)

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10 film sull’alienazione

La verità è solo un’altra finzione, l’ennesima rappresentazione teatrale che confina l’uomo in un’esistenza predefinita ed esasperata.

In Antiporno l’unica realtà che ci viene mostrata è una stanza dai colori accesi, un mondo portato allo stremo dove la finzione si mescola con il concreto. Sion Sono con questo suo lavoro non imbastisce unicamente una critica rivolta alla società giapponese e alla sua gestione strutturale. Un pensiero che seppur rivolto direttamente rivolto ad una sola nazione, può ugualmente essere trasposto all’intera collettività. Le donne sono attualmente destinate a recitare un copione, un elenco di regole impartito indirettamente da una società ipocrita e propensa all’uguaglianza solamente in apparenza. Nessuno vuole realmente ascoltarle, nessuno desidera tenere seriamente conto di quello che dicono. La libertà di parola a loro concessa è solo un’illusione.

Un’abile inganno protratto da decenni, esattamente come tutte le altre libertà che appartengono al genere femminile. Le donne in Antiporno vengono confinate all’interno di una stanza, simbolo della realtà distorta e limitata in cui si muovono, soffocano e gridano.

Nella vita vengono così chiamate a fare una scelta, essere delle cagne e quindi rinnegare la loro reale indipendenza, oppure divenire delle puttane ed essere finalmente libere di esprimere la loro totalità. Una scelta che viene semplificata tra una vita al collare, atta a servire, oppure un’esistenza all’insegna dell’amor proprio e dell’essere padrona del corpo e della mente. Questa però alla fine non si rivela altro che la visione distorta di un uomo, che muove le protagoniste come dei pupazzi.

5) Castaway on the moon – Lee Hae-jun (2009)

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10 film sull’alienazione

Alienati, rigurgiti di una società meschina e avversaria all’uomo che protende all’annichilimento del singolo individuo. I protagonisti di Castaway on the Moon sono quindi due reietti, due fuggitivi da una realtà troppo opprimente e non più conferme ai loro bisogni. Entrambi scelgono di rifugiarsi in un mondo tutto loro, dove nulla può infrangere le regole da loro stabilite e niente dall’esterno può rovinare quel universo. Una decisione estrema, attuata per motivi differenti, ma che converge in unico punto in comune e in una comunicazione primordiale, quanto efficace.  
Se da una parte possiamo assistere ad un richiamo all’essenza della vita, in contrapposizione con la follia urbana, dall’altra osserviamo ciò che produce la società odierna e cosa fa per risolverla. I protagonisti di Castaway on the Moon sono due fantasmi nati dalla diversità, da tutto ciò che non si conforma con quello che oggi riteniamo sano e corretto, trasformandosi inevitabilmente in una ribellione spesso autodistruttiva.

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