Al Teatro Ariston di Gaeta rivive Peppino De Filippo

La Compagnia Teatrale La Ribalta di Gaeta presenterà il prossimo 5 di luglio un immenso omaggio ad uno dei personaggi più importanti del teatro italiano, Peppino De Filippo

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Peppino De FIlippo rivive all'Ariston di Gaeta
“Io non sono napoletano, ma di fronte a Peppino, non so come, mi capita sempre di diventarlo.”

Questo diceva di Peppino De Filippo il grande Indro Montanelli. La Compagnia Teatrale La Ribalta di Gaeta ha scelto di omaggiare il grande drammaturgo figlio di Eduardo con Opera seMiseria, una pièce teatrale divisa in due atti liberamente ispirata alle opere di De Filippo. Onere ed onore vanno alla compagnia che, oltre a riuscire ad omaggiare in maniera positiva il personaggio dovrà anche riuscire a trasmettere quella napoletanità che ha contraddistinto tutte le opere dei De Filippo.

Si andrà in scenda il prossimo 5 luglio al Teatro Ariston di Gaeta alle ore 21 con la Compagnia Teatrale La Ribalta che oltre a portare in scena l’opera renderà omaggio anche al Piccolo Teatro di Gaeta. La regia è stata affidata a Dino Bartolomeo, mentre il cast sarà composto da Mimmo Guerra, Giovanni Muto, Piero Bartolomeo, Giovanna Rebecchi, Elena Porceddu, Laura Fiordaliso, Ylenia Bartolomeo, Carla Cesarelli, Robert Rivera, Emilia Di Nitto e Francesco Parascandola.

L’opera ruoterà intorno alle vite di due fratelli, Vittorio e Raffaele, entrambi artisti che cercheranno di vendere la loro arte e di “tirare avanti” in condizioni di estrema povertà. La povertà, condizione necessaria che ha caratterizzato il teatro del ‘900 prima di Viviani e successivamente di De Filippo (Eduardo). È proprio con la povertà che i due mostri sacri hanno giocato, cercando di spremerla e di far conoscere quella Napoli recondita ai più. Che si pensi che i De Filippo oppure che Viviani incarni la vera essenza napoletana è cosa oramai passata, lo scontro tra le due fazioni è obsoleto, l’importante è comprendere la grandezza di questi due commediografi. Senza dilagare troppo, e tornando alla sinossi della pièce, Raffaele e Vittorio vivono in condizioni di estrema povertà saltando molto spesso anche i pasti a causa della scarsità delle risorse. Abitano un appartamento che allo stesso tempo funge anche da laboratorio artistico. Il tempo scorre e le cose non cambiano, i due fratelli proprio non riescono ad ingranare con pittura e scultura, dunque decidono di tornare al loro primo amore: la musica. Altro elemento spesso imprescindibile del teatro italiano. Nonostante la scarsità di cibo e la difficoltà di sopravvivere, l’artista è un po’ come il rivoluzionario: non lo si può legare in un posto. Raffaele rinuncia ad un posto fisso da vigilante, lavoro che avrebbe garantito una sussistenza più che dignitosa a tutta la famiglia. Chiusa una porta si apre sempre un portone e l’arrivo del ricco compositore Alfredo Fioretti fa sì che i due fratelli ottengano un importante ingaggio come musicisti e che le cose inizino ad ingranare anche per la sfortunata famiglia protagonista di quest’opera… forse…

Non vi rimane che vedere lo spettacolo per vivere le emozioni che dal 1970 il Centro Polivalente d’Arte e Spettacolo La Ribalta regala al Suo pubblico sempre più numeroso.

 

 

 

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