Dakota Johnson in terapia. Ma non è colpa di “Cinquanta Sfumature”.

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Dakota Johnson rivela al mensile Elle come il remake di Suspiria l’ha costretta a ricorrere ad un percorso di terapia psicologica.

Dopo A Bigger Splash, uscito nel 2015, Dakota Johnson torna a collaborare con Luca Guadagnino nei panni del ruolo che, nel 1977, fu di Jessica Harper: un’esperienza che, a detta dell’attrice, si è rivelata essere estrema e traumatizzante.

“(Recitare in Suspiria) mi ha sconvolta così tanto che sono dovuta andare in terapia, non sto scherzando.”

“Eravamo in un albergo abbandonato, in cima ad una montagna,” ha confessato l’attrice ai microfoni del magazine Elle. “Sul tetto vi erano trenta ripetitori per telefono, quindi l’edifico era pervaso dall’elettricità: ci si dava la scossa sempre, ogni volta che ci si sfiorava. C’era un freddo cane, il clima era così secco.”

Prodotto da Amazon Studios, il remake di Suspiria viene descritto da Luca Guadagnino come un omaggio al capolavoro di Dario Argento, lontano dall’intento di emularne il genio: Il regista italiano cercherà, infatti, di rievocare le potenti emozioni da lui provate all’età di quattordici anni durante la visione della pellicola, dandone una propria personale interpretazione.

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Destinato, senza ombra di dubbio, a suscitare enormi polemiche, il film dovrebbe uscire nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti questo autunno.