La Quinta Onda – Recensione di un film brutto

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Uno dei doveri segreti dei cinefili cinebloggers è liberare il buon cinema dalle insidie dei vari Zack Snyder e Michale Bay.

Registi ormai assunti a pungiball ufficiali di chiunque abbia voglia di scagliarsi contro un regista mediocre ma di inspiegato successo; ma ciò che non molti si immaginano è che là fuori esiste uno sconfinato universo di cinema di serie Z che non vede l’ora di essere preso in considerazione per una nuova invettiva. E’ il caso de La quinta onda di J. Blakeson, film che molti di voi probabilmente ignorano (e come biasimarvi), ma nel quale potreste inciampare sbadatamente una sera, quando, accoccolati sul divano col vostro partner e con due etti di pastasciutta di troppo sullo stomaco potreste pronunciare le fatidiche parole:

“dai guardiamo qualcosa di leggero e poco impegnativo”

Se mentre leggete questo articolo vi trovate proprio nella suddetta situazione questo è l’ultimo avvertimento, che lo scrivente vi porta, a non guardare quel film. Ripeto: l’ultimo; perché da qui in poi sarà colpevolmente esplicitato l’implacabile piacere perverso provato nella visione della suddetta opera (?).

La quinta onda è il primo adattamento di una serie di tre romanzi partoriti da Rick Yancey. Dopo un introduzione tesa ad elevare il pathos narrativo della vicenda inizia un flashback che rallenta il film più di quanto Montolivo rallenti la manovra del Milan. La sinossi è presto detta: un’astronave aliena arriva nei cieli americani e sfoderando un invidiabile collage dei principali MacGuffin utilizzati nella letteratura di fantascienza per le storie apocalittiche e postapocalittiche, sulla Terra si susseguono un impulso elettromagnetico che manda in tilt ogni sistema elettrico, terremoti devastanti, epidemia virale e l’invasione degli ultracorpi. Ci sarebbe materiale per scrivere un intero trattato sulla fantascienza ma La Quinta Onda concentra tutto questo in “soli” 30 minuti di film che fanno da preambolo a quella che è l’agonizzante attesa per la famigerata quinta onda, la quale potrebbe rivelarsi fatale e mettere definitivamente in ginocchio l’intera umanità.

La protagonista è Cassie, interpretata da Chloe Grace Moretz, famosa per essere la partner di Beckham jr. e per aver recitato in film di qualità decisamente maggiore come Kick-Ass 1 e 2, Hugo Cabret e Dark Shadows.

Con 20 anni di età ed alle spalle quasi 30 film, ci viene da commentare la sua prolifica carriera artistica con quella che è la faccia riproposta (non con una certa tenacia espressiva) per 112′ minuti di film dalla stessa attrice.

Ma riprendiamo la sinossi

Mentre la madre di Cassie è morta durante la terza onda, la protagonista cerca di sopravvivere insieme al fratellino e al padre, che un minuto prima promette che non si separeranno mai e la scena dopo -colpo di scena- ritratta e accetta di dividere la famiglia affidando i figli a dei militari molto autoritari che promettono salvezza, vittoria contro gli invasori alieni e guidano dei fuoristrada (memo: gli impulsi elettromagnetici hanno mandato in tilt ogni sistema elettrico). Insomma la storia puzza di bruciato lontano un chilometro. Questo è solo uno dei tanti ostacoli mentali che lo spettatore deve accettare di scavalcare per andare fino in fondo nella visione de La Quinta Onda.

Rientrati sulla linea cronologica e messo da parte il flashback esplicativo che ha portato Cassie a perdere padre e fratello, riprende la narrazione dal presente, con la protagonista che vaga per i boschi con un mitra a tracolla, la pulitissima felpina rossa, l’immancabile zainetto blu ed una messa in piega a dir poco perfetta.

E’ qui che Independence Day si mescola definitivamente a Twilight, grazie all’incontro con Evan.

La quinta onda: Alex Roe e Chloë Grace Moretz in una scena del film

Inutile dire che in realtà Cassie pur essendo da sempre innamorata di un altro, si innamora presto anche di Evan. Faccia pulita, passato misterioso, inspiegabilmente in salvo dall’invasione aliena: insomma è uno dei cattivi. Cassie ed Evan si ricongiungono dunque al fratellino smarrito e all’amore perduto della protagonista, Ben, gettando le basi per il più modaiolo dei triangoli amorosi:

lei, lui e l’altro (il cattivo redento).

Giunti all’unica scena di azione, che sembrava più il live di un gruppo di bambini alla prima esperienza con Call of Duty, l’immagine si fa buia, per non infierire sulla pietosa messa in scena di uno scontro a fuoco, di cui vi proponiamo una delle immagini più chiare e avvincenti.

Finale in bellezza

Una shakerata di baci appassionati in basi che esplodono, piccoli boyscout all’avventura, amori dannati e malinconici sguardi all’orizzonte, sul quale grava ancora la minaccia aliena, facendoti capire che in realtà la minaccia più grave è quella di un sequel, visto che l’opera da cui è tratto il film è una trilogia.

Forse in realtà siamo noi che non abbiamo capito la profondità e il valore di una pellicola come La Quinta Onda.

Per puro esercizio di retorica potremmo leggerci magari un’allegoria scifi delle 10 piaghe d’Egitto, con gli alieni nel ruolo degli antichi Egizi (e giù teorie complottiste sulle piramidi) e Chloe Grace Moretz che interpreta Mosè. Oppure siamo di fronte ad una summa parodistica dei film postapocalittici, un po’ come fu Scary Movie per gli horror degli anni ’90.

Vi lasciamo con un frame che per pochi secondi, all’inizio del film, ha fatto vacillare la nostra convinzione di essere di fronte ad uno dei peggiori film degli ultimi anni.

Per un attimo abbiamo pensato: “ehi forse è divertente. Sognatori.

L'immagine può contenere: grattacielo, cielo e spazio all'aperto

Intanto se avete seguito il nostro incoffessato consiglio e avete guardato veramente La Quinta Onda per farvi quattro risate, vi suggeriamo di tenere d’occhio il nostro sito perché nelle prossime settimane cercheremo di colmare questa vostra voglia pazza di trash.

 

Appuntamento dunque alla prossima settimana con The Host.

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