Belle and Sebastian – Recensione How to Solve Our Human Problems (Part 3)

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Si conclude la trilogia di EP dei Belle and Sebastian.

I Belle and Sebastian hanno appena terminato il trittico di EP intitolato How to Solve Our Human Problems. Distribuito tra dicembre ’17 e febbraio ’18, questo terzetto di mini album esplora le problematiche dell’individuo come solo la storica formazione inglese sa fare.

Musicalmente, la triade ripropone il meglio dei Belle and Sebastian contemporanei, specie dopo l’album Girls in Peacetime Want to Dance (2015), che li aveva visti tornare in gran forma. Abbiamo il rock alternativo, il dream pop, il post-britpop, e anche l’indie.

Non sembra esserci una organizzazione particolare tra gli EP, si tratta di semplici mini-raccolte che vagano tra alti e bassi. Abbiamo canzoni valide, e canzoni meno valide. In effetti, per apprezzare alla meglio l’ultimo EP, questo andrebbe ascoltato di fila con gli altri due. Le quindici canzoni potrebbero tranquillamente, a nostro avviso, formare un album a sè stante.

L’ultimo EP, la terza parte del concept qui recensita, è forse la più debole delle tre. Tolta la canzone d’apertura, Old Boy (che però sa di già sentito…), rimane poco. Forse anche Everything Is Now (Part Two), che si riallaccia necessariamente alla Part One presente nel primo EP (anche se non indicata come tale). Ad una panoramica finale, comprensiva di tutta la trilogia, è il secondo EP quello che suona come il più valido, mentre il terzo costituisce un’indegna conclusione.

E scusate la confusione.

Se, quindi, i tre EP si giudicano globalmente, abbiamo dei Belle and Sebastian ancora validi e capaci dopo vent’anni. Ma se guardiamo solo a quest’ultimo lavoro, la sensazione è che si poteva far meglio, decisamente.

 

Anno di pubblicazione: 2018
Genere: Alternative Rock

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