Aquarama – Intervista al duo fiorentino

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Il 2017 è stato un anno più che fortunato.

L’anno scorso, infatti, Dario Bracaloni e Guglielmo Torelli hanno realizzato il loro primo disco: RIVA. I nove brani dell’album scorrono facilmente tra le loro melodie che non possiamo definire semplicemente “pop”, come è stato detto a volte in passato.

Questa sapiente miscela di atmosfere e suggestioni sudamericane, black e vintage ci ha spinti a fare qualche domanda ai due polistrumentisti del progetto Aquarama.

Aquarama

Ecco qua la nostra intervista:

Per iniziare volevamo soffermarci sull’attività di Guglielmo, al di là di quella musicale. Sei visual artist: vuoi spiegarci meglio di cosa si tratta? Nel vostro progetto musicale anche l’elemento visivo è molto importante: dai video alla copertina dell’album…Quanto il tuo essere visual artist ha influito su questo?

Prima di dedicarmi completamente alla musica il mio lavoro principale era progettare e produrre immagini, grafiche animate o veri e propri video per installazioni artistiche con videoproiettori. Questo background ha sicuramente influenzato l’importanza degli elementi visivi di Aquarama anche se, nella costruzione di tutto il suo immaginario, sia io che Dario abbiamo sempre optato per collaborare con persone esterne al progetto. Vedi la copertina realizzata dall’illustratrice francese Clemence Chatel, le foto a cura di Sara Mautone ed il video di Africa prossimo all’uscita in collaborazione con Method Vision.

Sappiamo che il vostro album Riva, uscito quest’anno, è nato durante una torrida estate in cui il mare era meta agognata. Ci volete raccontare come avete passato le giornate, fra la realizzazione di un pezzo e l’altro?

Lavorando il giorno e suonando la notte. Il clima a Firenze d’estate sa essere davvero inclemente!

Restando sull’elemento marino, costante del vostro disco e presente sia nei titoli che nei testi delle canzoni di Riva, volete spiegarci meglio cosa rappresenta per voi il mare, il viaggio?

Rappresentano l’evasione, la possibilità di sfuggire a situazioni pressanti e spiacevoli, rilassarsi, prendere tempo, riflettere a mente calma e serena, divertirsi.

Parlando ancora di fuga: siete un duo fiorentino che scrive pezzi con suoni black, sudamericani e suggestioni tropicali…Si tratta di un forte bisogno di scappare dalla vostra città? Qual è il rapporto con la vostra città natale, Firenze, e con Milano, dove vi siete trasferiti e, anche quella, città ben lontana dai paradisi tropicali?

L’album è stato scritto in un momento particolare della nostre vite sia a livello personale che professionale e su entrambi i piani c’era molta voglia di cambiamento. Questo ha certamente influenzato l’elaborazione dell’immaginario di Aquarama prima e delle canzoni di Riva poi, spingendoci a guardare un po’ più in là. Il disco è stato registrato a Milano: durante quei giorni abbiamo capito che la grande città lombarda è un bel posto in cui vivere, che offre tanto. È paradossalmente molto più a misura d’uomo rispetto a Firenze, cui siamo legati affettivamente ma che come città ci rappresenta ben poco oramai.

Molti hanno notato il contrasto fra la musica e i testi di “Riva”. Su ritmi “colorati” si innestano testi tutt’altro che spensierati. Cosa pensate che possa nascere da questo “scontro” fra musica e testo?

Crediamo che le diverse nature della musica e dei testi concorrano a creare l’atmosfera dell’album nella sua completezza, caratterizzata dal forti tinte malinconiche che però si permeano di una certa positività.

Il 23 dicembre siete stati nella vostra Firenze all’Auditorium Flog aprendo il concerto dei Selton. Con il batterista della band, Daniel Plentz, avete collaborato anche in Riva. Com’è nata questa collaborazione musicale? Vi sentite vicini alla loro musica?
È nata grazie ad un amico comune, il musicista brasiliano Tomaz “Toco” di Cunto, lui ci ha fatti prima incontrare col nostro producer Marco Olivi e poi con Daniel, il quale fu così carino da partecipare alle sessions di registrazione portando con sè una borsa piena di percussioni, sonagli e bracciali porta fortuna dell’Amazzonia…da quel giorno per noi è diventato il Mestre Daniel “Lo Sciamano” Plentz! In comune coi Selton c’è l’amore per la melodia e per la canzone pop e, ovviamente, per il Brasile!

Che cosa avete in serbo per noi e quali sono i vostri progetti futuri?

Ad aprile intraprenderemo il nostro primo tour francese, supportato dalla nostra label transalpina Sand Music! Questa al momento è la novità che più ci appassiona, la possibilità di portare la nostra musica all’estero. E’ una scommessa che vogliamo assolutamente vincere! Concerti permettendo il 2018 porterà anche nuova musica che speriamo di farvi ascoltare presto!

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