Xavier Dolan tra autografi e sorrisi alla Festa del Cinema di Roma: “Titanic mi ha cambiato la vita”

Il regista e attore canadese Xavier Dolan è protagonista di un incontro con il pubblico in attesa di vedere il suo prossimo film "La mia vita con John F." con un cast stellare americano da Jessica Chastain a Kit Harington

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Xavier Dolan

Xavier Dolan, 28 anni, canadese, attore, regista di 7 film in 8 anni e di un video musicale con Adele che ha ottenuto 2 miliardi di visualizzazioni, approda a Roma con il suo nuovo look platino per la Festa del Cinema e viene accolto dai numerosi fan con un’ovazione.

L’enfant prodige, dopo il gran premio della giuria per Fino alla fine del mondo e il premio della giuria per Mommy, sta lavorando al suo primo film in lingua inglese La mia vita con John F., che può vantare un cast stellare con Jessica Chastain, Natalie Portman e Kit Harington. Alla domanda se preferisce il lavoro di attore o quello di regista, Dolan risponde: “Preferisco recitare perché quando dirigo in qualche modo recito soltanto attraverso attori che ammiro invece che con il mio corpo. Non è soddisfacente come quando lo faccio in prima persona, però ho imparato molto nel vedere gli altri trasformarsi. Nel mio cuore mi manca recitare e quindi nei prossimi anni voglio farlo di più per me o altri”. E infatti lo vedremo presto come interprete nel film di Joel Edgerton, Erased con Nicole Kidman e Russell Crowe.

Xavier Dolan

A 21 anni “ho pensato di scritturarmi e fare un film sulla mia vita e mi sono imbarcato in questo viaggio che avrei pensato più semplice”. Sta parlando del suo primo film Ho ucciso mia madre, inedito in italia, che è nato dal “mio bisogno di cominciare, non avevo fatto scuole né girato corti, il mio nome era solo sul diploma di liceo. Avevo bisogno di fare qualcosa perché come attore ero disoccupato. Ci ho investito tutti i miei soldi perché sapevo di dover ‘uccidere’ mia madre per diventare grande”.

Quando gli viene chiesto dei suoi maestri, dei riferimenti cinematografici che ha avuto, ci lascia sorpresi e confessa: “Non ho visto molti film e spesso vedo la delusione sulla faccia di quelli che mi parlano perché citano film che io non ho visto. Mi sento sempre in colpa per questo. Quando ho fatto Ho ucciso mia madre avevo visto qualche film e riguarda a In the mood for love, di certo Wong Kar-Wai mi potrebbe accusare di plagio per come ho rubato da lui. La mia Bibbia è un libro che si intitola Ruba come un artista il cui mantra dice inizia che sei fasullo e poi diventerai reale, e un’altra lezione è quella di Coppola che dice vogliamo che voi rubiate da noi, dalle nostre inquadrature finché verrà un giorno in cui qualcuno ruberà da te“.

Xavier Dolan

Un suo film che permette di capire al meglio quali sono i personaggi e le tematiche su cui Dolan predilige soffermarsi è Laurence Anyways, il cui protagonista lascia la moglie per diventare donna. “Ci sono molti film sulle persone che non hanno né speranze né fortuna e magari lottano per avere qualcosa ma tutti gli sono contro, li chiamiamo pornografia del povero. Si tratta di un tipo di cinematografia che ha per protagonista coloro che non hanno privilegi, sono maltrattati ma senza dare loro mai la chance per venirne fuori. A me invece piacciono le storie sui sognatori e sui combattenti che lottano per essere quello che vogliono, la società ha un problema con quelli che cercano di essere autentici perché la loro presenza mette in luce la finzione degli altri. Tutti i miei film riguardano persone così che vogliono diventare donna se sono nati uomo, uscire da un difficile rapporto madre-figlio o cercare un posto nel mondo. I miei film saranno sempre su di loro, qualche volta riusciranno a ottenere ciò che vogliono, qualche altra no, ma la responsabilità di questo è della vita, non loro, che non smetteranno mai di lottare”.

Xavier Dolan

L’ispirazione per la carriera che Xavier Dolan sta intraprendendo gli è venuta esattamente a otto anni subito dopo aver visto Titanic, film che rimarrà per sempre nel suo cuore. “Lo venero, lo considero un capolavoro dell’intrattenimento moderno. L’ho visto a otto anni e quello è il film che mi ha fatto venire voglia di fare cinema anche se all’epoca in realtà sono uscito dalla sala pensando che volevo scrivere una lettera a Leonardo DiCaprio. Quel titolo è quello che mi ha detto ‘vola‘, che mi ha dato fiducia”.

Inizialmente si vergognava ad ammetterlo in pubblico, “una volta l’ho dovuto confessare di fronte a un gruppo formato da Charlize Theron, Sean Penn, Julian Schnabel, Ron Howard, il mio agente mi aveva portato a questa cena dicendo è qualcosa di informale e poi mi sono ritrovato con una tale compagnia. Si comincia a parlare dei film che in qualche modo ti hanno ispirato, quelli che ti hanno portato a diventare regista e c’era chi parlava dei film anni Trenta e altri del cinema africano e io ero terrorizzato di dover confessare Titanic. Non sarà un’opera intellettuale ma i film che mi hanno formato sono Jumanji, Lezione di piano e oggi non mi vergogno più a dirlo”.

C’è anche tra i titoli più recenti che lo hanno colpito al cuore un italiano: “L’ho visto da poco e sono rimasto incantato da Call me by your name di Luca Guadagnino“.

 

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