Live Report – Monumental: The Holy Body Tattoo + Goodspeed You! Black Emperor

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Mai nome poteva essere più azzeccato. Monumentale.
Solo così si poteva descrivere lo spettacolo, portato in scena il 13 e 14 Ottobre all’Auditorium Conciliazione di Roma dai The Holy Body Tattoo, compagnia di danza canadese, arricchito dalla sonorizzazione dal vivo dei Goodspeed You! Black Emperor.

Un lavoro volto a esplorare la psiche umana, il caos della vita moderna, il linguaggio del corpo.
Nove danzatori sul palco, vestiti da ufficio e sopra dei piedistalli bianchi.
Un telo da proiezione dietro di loro, su cui verranno proiettati testi e immagini presi da Living, opera del 1981 dell’artista statunitense Jenny Holzer.
Dietro il telo i GY!BE, che propongono il loro ultimo album Luciferian Towers nella sua interezza.

 

A chi si accomoda sulle poltrone sono concessi pochi momenti, pochi attimi di tranquillità, prima di essere travolto dal muro sonoro che fa da cornice al mondo proposto in scena.

Un mondo caotico, fatto di gesti quotidiani e tic nervosi portati allo sfinimento. La noia della vita moderna, che viene trasformata in paranoia dalla ripetitività di tutti i giorni.

Vengono proposti anche temi importanti come i diritti di un essere umano, l’abbattimento delle barriere fisiche e morali tra razze, il libero arbitrio.
Temi di cui si dovrebbe parlare ma a cui, spesso, non diamo voce.
Le coreografie sono studiate in relazione all’amalgama sonora dei GY!BE (tre chitarre, due batterie, contrabbasso, violino e percussioni), che cattura ogni movimento fatto dai danzatori in un vortice di chitarre e crescendi distorti, a tratti cupi, a tratti emozionanti.
Nel corso dell’opera ci si ritrova spesso a emozionarsi, a incupirsi, a riflettere sul peso delle nostre azioni.

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La fusione tra danza, musica e immagini è totale. In alcuni punti, la simbiosi è talmente profonda che la mancanza di uno dei tre elementi farebbe crollare la struttura dello spettacolo.
Perfino nel silenzio c’è rumore, dietro ogni gesto dei danzatori c’è un pensiero, una riflessione, qualcosa di non detto, qualcosa che possiamo capire senza sentire.
Un progetto ambizioso, che segna l’apice artistico degli Holy Body Tattoo e la conferma dei Godspeed You! Black Emperor come band di culto.


In conclusione, un’opera incredibile, capace di mettere insieme due realtà simili, eppure diverse tra loro, come il mondo della danza e dei concerti, in un connubio finemente curato in ogni minimo dettaglio.
Un’esperimento, volto a unire questi due mondi con un pensiero che,con la giusta interpretazione, vale più di mille parole.