Valerian, la recensione

Recensione di Valerian, il nuovo film di fantascienza di Luc Besson con protagonisti Dane De Hann e Care Delevigne.

Condividi l'articolo

VALERIAN, LA RECENSIONE – Dopo aver diretto Scarlett Johannson in Lucy, Luc Besson torna con Valerian, film tratto dalla graphic novel scritta da Pierre Christin e Jean-Claude Mézières. Il regista ci racconta una storia particolare, visivamente pazzesca, ma che risulta vittima del tempo. La storia ha inizio nell’anno 2740 e narra le vicende del maggiore Valerian (Dane De Hann), un agente governativo piuttosto scanzonato, ma anche stella nascente nell’esercito degli umani. Al fianco della bellissima e intrepida partner, il sergente Laureline (Delevingne), si imbarcheranno per una missione nella città intergalattica di Alpha, metropoli in continua espansione e dimora di migliaia di specie diverse provenienti da ogni angolo della Galassia. Questa importante e storica città, è sotto l’attacco di un nemico sconosciuto e i due agenti faranno di tutto per trovarlo.

VALERIAN, LA RECENSIONE – Viviamo in un’epoca in cui la fantascienza può fare davvero delle grandi cose. Negli anni abbiamo potuto assistere a diverse pellicole, che nonostante tutto hanno saputo farsi distinguere per la loro innovazione e originalità visiva. Basti pensare a uno dei film ”simbolo” degli ultimi anni, ovvero Avatar di James Cameron. Con il suo stile visivo fresco e originale ha saputo portare una ventata d’aria fresca all’interno del genere, ma si potrebbero fare tantissimi esempi.

LEGGI ANCHE:  Trainspotting 2 - Recensione in anteprima

Tra questi esempi rientra anche il nuovo Valerian di Luc Besson?

Purtroppo no. Forse avrebbe potuto farlo un tempo, ma quello a cui lo spettatore si trova davanti non è altro che pura banalità, infarcita da una sceneggiatura, scritta dallo stesso Besson, debole e davvero confusionaria. Una pellicola che offre dei momenti interessanti, specialmente nella parte centrale, ma che non bastano a risollevare le sorti di una storia che non ha più niente da dire. I personaggi si muovono in maniera incerta, specialmente i protagonisti. Le interpretazioni di De Hann e Delevingne risultano sin da subito spoglie, senza mordente, caratterizzate decentemente, ma recitate senza alcuna voglia. La regia di Besson è buona, ma in alcuni momenti risulta troppo artificiosa, specialmente nelle parti iniziali dove si nota un uso lampante del green screen.

VALERIAN, LA RECENSIONE – Tuttavia la nuova pellicola di Luc Besson non è da buttar via. È vero che qualche anno fa avrebbe potuto dare di più, ma ha quei due o tre momenti visivamente pazzeschi che possono ribaltare completamente l’idea dello spettatore. Un film che potrebbe dividere, ma anche compiacere un semplice fan in cerca di nostalgia e senza troppe pretese. Per un occhio allenato, sopratutto del genere, è un’occasione sprecata.

LEGGI ANCHE:  Pet Sematary: recensione dell'horror tratto dal classico di Stephen King