La Torre Nera – Recensione in anteprima

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Trasporre un romanzo di Stephen King per il grande schermo non è mai stata un’impresa facile. Negli anni, abbiamo assistito a diverse trasposizioni e alcune di loro sono entrate a far parte della storia del cinema in maniera positiva. Basti pensare a film meravigliosi come ”Le Ali Della Libertà” e ”Il Miglio Verde”, entrambi diretti da un regista molto caro allo scrittore, ovvero Frank Darabont. Purtroppo non è tutto oro quello che luccica. Esistono film (e alcuni di loro sono stati diretti e sceneggiati dallo stesso King) che sono finiti nell’olimpo dei peggiori, da Maximum Overdrive al recentissimo Cell con John Cusack e Samuel L. Jackson e, dispiace dirlo, tra questi va a inserirsi anche il film su La Torre Nera.

Tratta da una serie di romanzi, La pellicola narra le vicende di un pistolero, Roland Deschain (Idris Elba), condannato ad un’eterna battaglia contro Walter O’Dim, conosciuto come l’Uomo in Nero (Matthew McConaughey), per impedire il crollo della Torre Nera, che tiene insieme l’universo. La posta in gioco è il destino del mondo: il bene ed il male si scontreranno in una battaglia estrema e solo Roland potrà difendere la Torre dall’Uomo in Nero.

Come ben sappiamo, la produzione de La Torre Nera ha avuto parecchi problemi. A costruire l’intera storia, inizialmente, erano stati chiamati J.J Abrams e Damon Lindelof, ma dopo il successo e la fatica avuta con Lost hanno abbandonato il progetto per concentrarsi su altri adattamenti. A prendere in mano la situazione arrivò Ron Howard, insieme al suo sceneggiatore di fiducia Akiva Goldsman. Entrambi scelsero con estremo coraggio di produrre una delle storie più complesse del re del brivido, chiamando alla regia Nikolaj Arcel.

Ciò che ha lasciato più perplessi durante la lavorazione è stata sicuramente la durata striminzita del film e al suo interno, non si può non notare una evidente restrizione delle scene, facendo apparire la pellicola come una sintesi dell’intera saga. I personaggi secondari, ma anche quelli principali, risultano tremendamente abbozzati, privi di una vera e propria caratterizzazione che permette allo spettatore di identificarsi all’interno della vicenda. Il cast, in questo ambito, non da per niente una mano. L’unico a credere veramente nel progetto è Idris Elba, che durante le scene si sforza di entrare appieno nel personaggio, ma dall’altra parte abbiamo un Matthew McConaughey stanco, svogliato, a cui non bastano qualche mossa con le mani per incutere timore. Per non parlare della regia scialba e ripetitiva di Arcel, che non aggiunge nessun valore alla storia e che si avvale di un montaggio iniziale confusionario e davvero fastidioso.

A fine visione, lo spettatore avrà la sensazione di aver visto una storia del tutto differente, ben lontana dai romanzi da cui la pellicola è tratta. Un disastro produttivo in cui a vincere, per una volta, sono coloro che hanno abbandonato.

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