Twin Peaks 3: Recensione 3×12

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Parte 12 intitolata “Let’s Rock” apre le tende ai misteri di Twin Peaks legati al progetto segreto “Blue Rose”, riportando sullo schermo insieme ad essi uno dei personaggi più attesi e noti della serie e rivelandoci attraverso delle coordinate il luogo dove convergeranno prima o poi tutte le trame con i rispettivi protagonisti.

FBI

Concisamente, come richiesto da Gordon, apprendiamo assieme all’agente Preston dei progetti segreti governativi riguardanti gli UFO, è dell’insabbiamento da parte delle autorità su 20 anni di ricerche e casi legati ad essi. Dalle ceneri del progetto “Blue Book”, grazie alla coesione di militari ed FBI verrà creata segretamente una Task Force ad hoc denominata “Blue Rose”. La squadra era capeggiata allora dallo scomparso Phillip Jeffries che a sua volta coinvolse sotto il suo comando gli agenti Chet Desmond (Fuoco cammina con me), Albert (l’unico fin ora a non essere misteriosamente svanito per anni) e il nostro buon agente Dale Cooper. Dopo la rivelazione viene ufficializzata l’entrata di un entusiasta agente Preston nella Task Force comandata ora da Gordon. Nella stanza vediamo poi emergere da delle tende rosse (stranamente simili a quelle della Loggia) l’enigmatica Diane. Quest’ultima, tenuta ormai largamente a distanza da conversazioni private, verrà fatta provvisoriamente rientrare in servizio dietro compenso per seguire il caso “Blue Rose” (forse al solo scopo di tenere d’occhio le sue conversazioni telefoniche), lei accetterà di buon grado pronunciando stranamente l’oramai ricorrente frase “Let’s Rock”.

Note: Dal suo telefono Diane ricerca le coordinate segnate sul braccio di Ruth Davenport, che memorizzate nella puntata precedente, condurranno il suo navigatore a Twin Peaks.

Ironica la sequenza che ci mostra il vecchio volpone Gordon assieme ad una sensuale donna francese intenti a sorseggiare Bordeaux, interrotti da Albert sopraggiunto per aggiornare il suo capo sulle conversazioni telefoniche di Diane. La francese con tutta la calma del mondo, dopo essersi sistemata la gonna, il trucco e il rossetto, finito l’ultimo bicchiere di vino, si vedrà costretta a malincuore ad abbandonare la stanza. Significativi invece gli sguardi che Gordon rivolge al collega, accompagnati da lunghe e silenziose pause. Il regista sembra uscire dal suo personaggio nel momento in cui appoggia la mano sulla spalla dell’ormai compianto amico, rammentandogli di come a volte lo faccia preoccupare (l’attore che interpreta Albert RosenfieldMiguel Ferrer, è morto poco dopo il termine delle riprese).

Twin Peaks

Al Great Northern Hotel lo sceriffo Truman informa Ben Horne dei crimini commessi da Richard, ora ricercato dalla polizia. Ben, avvilito, racconta che il nipote “non ha mai avuto un padre” , una mancanza che nel tempo ha influito nel carattere del ragazzo trasformandolo gradualmente in un criminale. Prima di congedarsi lo sceriffo riceverà da Ben la vecchia chiave della stanza nella quale riposava l’agente Dale Cooper durante la sua permanenza a Twin Peaks, ricevuta per posta nelle puntate precedenti.

Dal nulla viene poi introdotta finalmente la tanto attesa ultima componente della famiglia Horne, Audrey (Sherilyn Fenn). Quest’ultima sembra apparentemente esclusa dalle vicende avvenute nella città e dai crimini commessi da quello che si suppone essere suo figlio Richard, il suo nome non viene mai citato nemmeno da Ben. Piuttosto, attraverso una snervante sequenza, la vediamo infuriarsi tentando di convincere il piccolo e lentissimo marito Charlie (Clark Middleton), nell’accompagnarla nella ricerca del suo amante, Bill (forse lo stesso interrogato da Andy e poi scomparso nell’episodio 7). L’ultima ad aver visto Bill è una certa Tina che attraverso una telefonata rivela qualcosa di sconcertante al pietrificato Charlie, qualcosa che almeno per ora resta un segreto. David Lynch infatti ci lascia sulle spine facendoci esasperare come Audrey che difronte alla mutezza del marito esplode urlandogli “You’re not going to tell me what she said?!”.

In un market della cittadina rivediamo finalmente poi Sarah Palmer (come sempre una maestosa Grace Zabriskie) introdotta alla fine della prima puntata del revival. Questa darà di matto con i cassieri del negozio avvertendoli che “possono capitare delle cose” e che “gli uomini stanno arrivando” iniziando poi a conversare con se stessa o forse con qualcuno ospite al suo interno.. è la previsione di un incombente minaccia in arrivo?. Poco dopo nell’oscura casa Palmer verrà raggiunta da Hawk il quale informato degli eventi si vuole accertare delle sue condizioni. Dall’interno della casa si sentono strani rumori che fanno supporre che non sia sola. Non dimentichiamoci poi che nel corso delle vecchie stagioni la madre di Laura vede più volte BOB, oltre ad avere visioni di un cavallo bianco.

Note: A Twin Peaks ci viene mostrato un compassionevole Carl intento a convincere un povero uomo a farsi pagare per i lavori che svolge.

Jerry Horne in panico riesce finalmente ad uscire dai boschi.

Il dottor Jacoby in diretta dal suo studio sulle montagne continua il suo show rivoluzionario.

Miriam scampata alla follia di Richard è ricoverata in ospedale, sappiamo che deve essere urgentemente operata.

In South Dakota invece i due seguaci di Bad Cooper freddano senza indugi il direttore della prigione dalla quale era evaso il loro capo, prima di andare a mangiare un hamburger da Wendy’s.

Brevissima parentesi per Dougie/Cooper e per suo figlio Sonny Jim, intento nell’impossibile missione di giocare a baseball con il passivo padre.

Infine tornano i Chromatics ad accompagnare musicalmente i titoli di coda al Bang Bang Bar, mentre alla Roadhouse vengono introdotti un altro gruppo di abitanti della cittadina, due ragazze intente a parlare di triangoli amorosi vengono poi raggiunte da un loro amico scampato poco prima ad un incidente. Mentre a Twin Peaks e ai suoi abitanti vediamo sempre di più “accadere cose” (tanto per citare la Zabriskie), un vento maligno soffia minaccioso sulla città. Let’s Rock.

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