Ci sono opere concepite da una semplice idea che riescono a diventare capolavori indiscussi nel proprio genere d’appartenenza. Lo Sci-Fi BLAME! nasce dalla matita di Tsutomu Nihei nel 1998 e rientra assolutamente in questa categoria. Dopo la conclusione del manga e il notevole riscontro da parte della critica, nel 2003 viene prodotta una ONA (Original Net Anime) divisa in 7 parti da circa 5 minuti ciascuna, intitolata “BLAME! Ver.0.11 Salvaged Disc by Cibo“. Si trattava però di un mero esperimento atto a testare nuove forme di animazione e questo lasciò i fan della serie delusi e ancora più desiderosi di un progetto più ampio.

Dopo il sodalizio tra Nihei e lo studio Polygon Pictures nato nel 2014 con la serie Knights of Sidonia, Netflix ha deciso di produrre e promulgare la notizia che dal 2015 sarebbero iniziati i lavori sul film di BLAME!. Da estimatore massimo del manga e del maestro Nihei, non ho potuto che gioire di fronte a tale notizia e dopo ben due anni dall’annuncio abbiamo finalmente avuto la possibilità di assaporare la trasposizione animata del titolo.

Così come per Knight of Sidonia, anche in BLAME!, Polygon Pictures si avvale della tecnica CGI (Computer-Generated Imagery) per animare il film. Negli ultimi tempi possiamo trovare molti film e serie animate con questa tecnica e la sua resa è decisamente altalenante. In BLAME! possiamo mettere in pausa in qualsiasi momento per goderci frame decisamente spettacolari, ma quando i personaggi si muovono su schermo questi sembrano legnosi e scattosi. Dopo qualche minuto l’occhio si abitua a certe movenze, ma dal canto mio prediligo animazioni più fluide e veloci rispetto a quelle 3D. Al di là dell’aspetto tecnico, il vero fulcro del film è la trama che gli è stata cucita intorno. Avete presente quando leggete un libro che vi piace da impazzire e poi l’adattamento cinematografico cambia totalmente il succo del suo contenuto? Ecco anche per BLAME! è successa la stessa identica cosa. Sembra che il regista Hiroyuki Seshita e lo sceneggiatore Sadayuki Murai abbiano, con lo zampino dello stesso Nihei, strizzato troppo l’occhio a ciò che il grande pubblico si attende da un film di animazione. Nella trama infatti sono presenti i due principali protagonisti del manga che però procedono in un’avventura del tutto slegata dalla serie originale. Anche solo dalla prima frase pronunciata nel film possiamo capire che l’andamento della trama si discosta di molto dal manga. Al centro delle vicende vi sono un gruppo di Pescatori degli Elettrosilos che rendono il vero protagonista dell’opera come un ornamento e nulla più. La missione di Killy di trovare un individuo che possieda i Geni della Rete Terminale viene quasi del tutto messa in secondo piano rispetto alla sopravvivenza e la difesa dei Pescatori e del loro villaggio. Passando oltre alle dure differenze tra manga e film, la storia risulta godibile ma decisamente carente per quanto riguarda epicità e situazioni concitate. Non dico che non ci siano, ma vengono sbrigate velocemente senza pathos e senza troppa tensione. Verso la fine, molte sequenze risultano confusionarie e a volte diventa difficile capire immediatamente cosa succede sullo schermo. La colonna sonora fa il suo dovere ma senza mai esagerare. Soprattutto nel finale ci si poteva aspettare un ingresso sonoro più deciso e marcato.

Nel complesso il film è godibile, ma dà la sensazione di incompiuto e di aver pressappoco scalfito la punta dell’iceberg, nascondendo tutta la vera trama sotto il tappeto. Personalmente trovo che la ONA “BLAME! Ver.0.11 Salvaged Disc by Cibo” sia decisamente più interessante e appropriata rispetto al film Netflix, regalando quello stupore, quelle ambientazioni e quei fantastici nemici che il manga ha saputo donare quasi vent’anni fa. Il film lascia un finale aperto a un’eventuale sequel, dove si spera con tutto il cuore di poter trovare molti più legami con la serie originale, dove il protagonista Killy si trova a dover combattere contro un ambiente schiacciante e una miriade di nemici formidabili.