Colossal – Recensione in anteprima

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Nacho Vigalondo, regista spagnolo nato negli anni settanta, è un regista che si è fatto notare nel corso degli anni per le sue pellicole intriganti e intricate. Un esempio fulgido del suo cinema è sicuramente Timecrimes, una storia sui viaggi nel tempo dove è la sceneggiatura a essere protagonista, strutturata in modo tale da affascinare il più possibile lo spettatore. Un tipo di cinema che ha provato a rielaborare, con due pellicole che non hanno avuto la stessa fortuna, ovvero Extraterrestre e Open Windows, quest’ultima diretta in screencast, con protagonisti Elijah Wood e Sasha Grey.

Accantonate queste due produzioni, Vigalondo torna a far parlare di sé, dirigendo Colossal, una pellicola ”unica nel suo genere”, che ha come protagonista Anne Hathaway. Nel cast anche Dan Stevens (The Guest), Jason Sudeikis (Come ti spaccio la famiglia), Austin Stowell (Whiplash) e Tim Blake Nelson (Fratello dove sei?).

La storia narra le vicende di Gloria, una donna che ha perso lavoro e fidanzato a causa dei suoi problemi d’alcolismo. Per ricominciare da capo, decide di tornare nella sua città natale, luogo che gli permetterà di riallacciare alcuni rapporti, tra cui quello con il suo miglior amico d’infanzia Oscar. Nello stesso momento, dall’altra parte del mondo, per la precisione a Seoul, un enorme Kaiju sta devastando la città e sembra avere qualche strano collegamento con la protagonista.

La prima che salta all’occhio di questa pellicola è il modo in cui il regista riesce ad amalgamare così tanti generi insieme, rendendoli inaspettatamente credibili. Il genere ”monster movie”, la commedia, il sentimentale, il tutto affrontato da Vigalondo in maniera convincente. In che modo? Inserendo elementi comici ed espedienti fantascientifici davvero affascinanti nei momenti più opportuni. Una storia che fa dei personaggi la vera essenza del film, creando una vera e propria riflessione su quella che è la natura umana, facendo capire allo spettatore come anche un semplice gesto possa rivelare molto di una persona, che sia sconosciuta o meno. Una convinzione che arriva anche dall’interpretazione della Hathaway, che qui sembra trovarsi a proprio agio con il personaggio, ma anche dal personaggio interpretato da Sudeikis, che a fine visione si rivelerà molto importante.

Tuttavia Colossal non si può definire una pellicola del tutto riuscita, complice anche un finale affrettato e che avrebbe meritato maggior sviluppo. Un difetto, che comunque, non macchia una storia originale, divertente e che sorprende per la sua semplicità. Un’autentica sorpresa, ma anche un atto di rivoluzione, nei confronti di un cinema ormai privo di idee.

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