In Sordina: Serie TV – The Night Manager

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La rubrica In Sordina dedicata alle serie TV passa oggi ad una serie che non è sicuramente passata inosservata, ma che impersona il concetto di non farsi notare. The Night Manager, la serie messa in onda nel febbraio 2016 dalla BBC One e diretta da Susanne Bier, è infatti un ottima serie drammatica che dipinge l’attualità del nostro mondo come un intreccio di loschi affari tenuti in piedi da abili doppiogiochisti. La miniserie è ispirata all’omonimo romanzo scritto nel 1993 da John Le Carré, un famoso scrittore di romanzi di spionaggio che ha potuto a sua volta lavorare come agente per i servizi segreti britannici. Una storia che, come avrete capito, ci trasporta in un mondo fatto di spie e spietati uomini di affari intenti a giocare con il mondo.

Tom Hiddleston interpreta Jonathan Pine, un ex militare britannico impiegato in Iraq ed ora un gentile e discreto night manager del lussuoso Nefertiti hotel al Cairo. La sua vita da auto esiliato procede tranquilla fino alla conoscenza di una bellissima donna, che lo trascinerà in un vortice di eventi dal quale sarà impossibile sottrarsi. Un susseguirsi di avvenimenti che lo porteranno a rientrare in servizio come agente sotto copertura. Reclutato dall’agente dell’MI6 Angela Burr, interpretata da un’ottima Olivia Colman, Pine dovrà riuscire nel delicato compito di infiltrarsi nel ristretto gruppo fidato di Richard Roper; un uomo con la facciata da ricco filantropo che nasconde in realtà un traffico di armi mondiale. Un falso filantropo dall’animo diabolico e spietato, i cui panni vengono perfettamente indossati da Hugh Laurie, a tutti meglio noto come Dr. House. Altri due personaggi degni di nota sono la bella ed ignara Jed, fidanzata di Roper interpretata da Elizabeth Debicki e Lance “Corky” Corkoran, il braccio destro di Roper. Interpretato da Tom Hollander quest’ultimo personaggio risulta essere un ubriacone molesto ma molto acuto; talmente sospettoso che non riesce infatti a vedere Pine come una persona di cui fidarsi. Hollander riesce a donare al personaggio un senso di imprevedibilità legato al suo sospetto che metterà Pine, insieme allo spettatore, in un costante stato di tensione.

Sono comunque Pine e Roper ad essere i veri protagonisti delle vicende, scatenando una vera e propria caccia tra gatto e topo. Il problema, che in realtà risulta essere un pregio, è capire chi sia la preda e chi il predatore e su chi si stia per tendere l’agguato. Una caccia che coinvolge anche tutti coloro che orbitano attorno all’operazione, lasciando che un senso di pericolo circondi tutti i personaggi. Le mani di Roper arrivano infatti più lontano e in alto di quanto si possa pensare, confermando che nessuno si trova davvero al sicuro. Il tutto si svolge su sfondi suggestivi e affascinanti che variano dal deserto del Cairo, all’Iraq fino ad arrivare al Matterhorn svizzero.

Le ottime interpretazioni degli attori sono sicuramente uno dei punti che confermano la riuscita della serie. Non a caso quest’anno i Bafta Awards come miglior attore protagonista e migliore attore ed attrice non protagonista sono stati vinti rispettivamente da Tom Hiddlestone, Hugh Laurie e Olivia Colman. Il personaggio di Pine è ben caratterizzato da Hiddlestone, aiutato molto dal suo fascino. Il personaggio presenta infatti uno charme e un magnetismo capaci non solo di ammaliare un gran numero di donne, ma anche di donargli un carisma in grado di persuadere tutti i volti utili al suo scopo. Hiddlestone riesce inoltre particolarmente bene nel rappresentare un personaggio così apparentemente calmo e passivo, ma in realtà molto irrequieto. Una tensione caratterizzante la sua interpretazione e che lo stesso attore ha rivelato di apprezzare molto. Un personaggio così ricco di sfumature che sorprende quanto ci dica di sé, nonostante ci venga rivelato così poco sul suo conto. Personaggio quasi opposto a quello di Roper, in grado sì di essere altrettanto convincente, ma per attirare con malefica mondanità le persone nella sua cerchia di riserbo. Un cattivo dal sapore “bondiano” rappresentato da un uomo di cultura il cui amore per il figlio, insieme al falso interesse verso i meno fortunati, dovrebbe nascondere il suo essere un mercante di morte.

È incredibile pensare come Le Carrè abbia concepito dei personaggi così precorritori dei tempi. Perché se è ormai consueto trovare dei protagonisti che mettano in dubbio la propria moralità con le loro azioni, non era per nulla scontato, negli anni ’90, creare dei personaggi senza curarsi del fatto che fossero considerati buoni o cattivi. La qualità della serie emerge soprattutto grazie ai personaggi e alle prove attoriali, ma va altrettanto apprezzato il lavoro della regista Bier. La serie riesce infatti ad esprimere per tutta la sua durata un’eleganza e un’attenzione ai dettagli impeccabili, offrendoci così delle bellissime immagini; una regista abile nel raccontare una storia di spionaggio lasciando che i nostri occhi indugino sui particolari.

La serie racconta una classica storia di spionaggio senza mai cadere nella noia, lasciando che siano i personaggi a supportare la trama dall’inizio alla fine. Tutto caratterizzato da un sorprendente tono di attualità legato ai suoi traffici illeciti gestiti da quelli che dovrebbero essere i più incorruttibili dei governi; un mondo non così difficile da immaginare e che per questo riesce a rimanere impresso.

In Sordina: Serie Tv, link alle puntate precedentiPrima puntataSeconda puntata, Terza puntata, Quarta puntata, Quinta puntata e Sesta puntata.

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