Alice nel Paese delle Meraviglie: l’inquietante storia dietro il romanzo

Alice
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Quale fu l’ispirazione dietro Alice nel Paese delle Meraviglie? Molti forse preferirebbero non conoscere la risposta

Lewis Carroll e Alice

Alice nel Paese delle Meraviglie è uno dei romanzi per bambini più amati di sempre. Pubblicato nel 1865, è rimasto famoso per le sue narrazioni oniriche e psichedeliche con protagonista la piccola Alice in viaggio attraverso un mondo a tratti fantastico, a tratti grottesco ma sempre fantasioso.

La storia è divenuta ancora più famosa con l’adattamento cinematografico Disney del 1951, quello al quale ancora tutti pensiamo quando immaginiamo la protagonista ma anche lo Stregatto, il Bianconiglio, il Cappellaio Matto e tutti gli altri personaggi. Negli anni ci sono stati molti altri adattamenti, come quello di Tim Burton nel 2010.

Una “passione” per le bambine

La vicenda che non tutti conoscono e che sembra stia dietro il romanzo originale, è però piuttosto inquietante e fa specie ricordarla parlando di un romanzo per bambini. Parliamo dell’autore, Lewis Carroll, il quale sembra fosse, diciamolo in maniera diretta, un pedofilo recluso. Ossia, pare che provasse attrazione anche sessuale per bambine in età pre-puberale.

Carroll era noto per realizzare ritratti e fotografie di bambine, non una cosa così scandalosa all’epoca ma considerata ben diversamente se rivista ora. Sembra che in una occasione scrisse a una bimba di 10 anni: “Grazie e baci per la tua ciocca di capelli. L’ho baciata molte volte, perché vorrei avere te da baciare ma sai, anche i capelli sono meglio che niente”.

Scrisse anche: “Confesso che non ammiro i bambini maschi nudi nelle foto. A me sembra che necessitino sempre di vestiti, laddove uno difficilmente vede perché le amabili forme delle ragazze [bambine] dovrebbero mai essere coperte!” Punti di vista che troverebbero molto difficilmente accoglienza nella morale di oggi.

La vera Alice

A un certo punto della sua vita Carroll conobbe le tre figlie di Henry George Liddell, rettore di Oxford (dove Carroll studiò per vent’anni): Lorina, Edith e… Alice. Lo scrittore fece amicizia con le tre bambine e iniziò a scrivere una storia per intrattenerle: “In un tentativo disperato di trovare una nuova linea di fatata tradizione, spedii la mia eroina giù per la tana di un coniglio”.

Non è noto fino a che punto “l’amicizia” di Carroll si sviluppò con le tre bambine, e non ci sono prove che abbia mai fatto più che scattare fotografie (tra le quali, però, un nudo integrale di Lorina, la sorella di Alice). Quello che si sa è che nel 1863 i rapporti tra lo scrittore e la famiglia Liddell si interruppero bruscamente.

Una richiesta di matrimonio

Sembra, ma non è confermato, che semplicemente Carroll chiese a Liddell la mano di Alice, che allora aveva 12 anni. Anche questo oggi ci può apparire scandaloso ma era in realtà pratica piuttosto comune per l’epoca. In ogni caso questo non significa che fosse adottata da tutti: infatti, probabilmente i Liddell rifiutarono, non si sa se sdegnati o no.

Negli anni si è molto discusso circa la sessualità di Carroll e quando questa abbia “toccato” le tre bambine o altre sue piccole amiche. C’è chi dice che sono tutte menzogne e che semplicemente lo scrittore avesse più piacere della compagnia di donne molto giovani. Un’eredità comunque ingombrante: vi impedirà di rileggere le avventure di Alice a cuor leggero?

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