Ipersonnia: La nostra intervista al regista Alberto Mascia

Tra le novità su Prime Video questo Febbraio c'è anche un imperdibile nuovo Sci-fi, ambientato in un futuro distopico: Ipersonnia, con un grandissimo Stefano Accorsi. Ecco la nostra intervista al regista e sceneggiatore Alberto Mascia.

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@Groenlandia
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Ipersonnia, scritto e diretto da Alberto Mascia, è una delle più interessanti questo mese su Prime Video. Un fanta-thriller che colpisce anzitutto per l’estrema eleganza e la cura sul versante formale, e per questo, per usare gli standard del nostro beneamato Stanis La Rochelle, si presenta davvero “poco italiano”.

Ma ecco come il regista ci racconta la genesi del film, dalla vittoria del Premio Solinas all’incontro con il protagonista Stefano Accorsi, che regala in Ipersonnia una performance a dir poco straordinaria.

MZP: La prima cosa che colpisce nel tuo film è l’eleganza terrificante della sceneggiatura, sia in termini di struttura che di costruzione dell’azione, dei personaggi e dei dialoghi. E quando ho letto che lo script ha vinto il Premio Solinas non sono rimasta affatto stupita. 

Alberto Mascia: Sì, si trattava di Solinas Experimenta, un ramo dedicato in particolare al “genere” e alla costruzione di opere “low budget”. Io ed Enrico Saccà abbiamo scritto il film oltre dieci anni fa. La prima sceneggiatura era molto diversa dal film che vedete oggi, ad esempio era ambientata solo in interni, nel carcere, proprio per esigenze di budget.

All’epoca purtroppo però non trovammo nessuno sbocco produttivo, ci dicevano più o meno tutti che “non era un film per l’Italia” invitandoci a trovare fondi in Europa o magari addirittura oltreoceano.

Questo spazio si è venuto a creare negli ultimi anni, credo sia per l’ingresso sul mercato delle piattaforme come Prime e Netflix, che hanno ampliato tantissimo le opportunità di produzione in Italia, sia per l’opera meritoria di alcuni nuovi produttori, giovani e dinamici.

Nel mio caso sono stati prima Stefano Sardo e Ines Vasiljevic di Nightswim, che hanno poi coinvolto Ascent Film, ovvero Matteo Rovere e Andrea Paris. Questo quartetto di produttori ha poi incontrato Amazon Prime Video che è uno dei finanziatori più importanti del film.

Negli anni abbiamo realizzato con Stefano Sardo tante altre stesure e dopo questo lunghissimo percorso siamo arrivati a produrre Ipersonnia. E voglio anche aggiungere che Prime mi ha dato carta bianca, massima libertà nella realizzazione del mio film. 

Ipersonnia: Le influenze di Philip K. Dick e Jorge Louis Borges nel thriller con Stefano Accorsi

MZP: Rispetto al genere hai dichiarato che con il tuo film desideravi una “fantascienza morbida”, che non avesse la “pulizia” e l’estetica tipica dello Sci-fi mainstream contemporaneo.

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Alberto Mascia: Mi piace definire il film come un thriller ambientato in un futuro distopico. Ovviamente tra le varie componenti di genere l’elemento fantascienza c’é, ma non volevo un’estetica hight-tech, futuribile, come siamo abituati a vedere nei grandi blockbuster americani. 

C’è ovviamente una ragione molto pratica, è sempre sbagliato sfidare su questo piano chi ha dieci volte il tuo budget. Ma da parte mia c’era soprattutto una ragione estetica, di racconto, volevo mostrare una realtà più vicina allo spettatore e più vicina all’Italia.

Le capsule per l’ipersonno sono come dei barattoloni di latta, sono “scalcagnate”, non a caso una delle prime reference che ho mostrato allo scenografo sono i mattatoi dove vengono appesi i quarti di bue. Mi sembra uno scenario più credibile rispetto al panorama italiano, dove si bada più alla funzionalità che allo sfoggio dell’eccellenza. Così abbiamo costruito un futuro un po’ retrò.

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MZP: Tra gli elementi più affascinanti del film c’è la sensazione che, da un certo punto in poi, lo spettatore non sappia mai se quello che sta guardando è realtà o sogno, verità o frutto della mente del protagonista. Ti sei ispirato ai grandi classici della fantascienza? Pensavo in particolare a Minority Report e Vanilla Sky

Alberto Mascia: Vanilla Sky per me è stato un riferimento importante e ancor di più il film originale, di cui Cameron Crowe ha realizzato il remake, Apri gli occhi di Alejandro Amenábar. Un altro riferimento importante per me è anche L’uomo senza sonno, dove il personaggio di Christian Bale, scarnificato, si muove costantemente tra realtà e allucinazione.

Sono stato molto influenzato anche dal cinema di Christopher Nolan. In generale sono molto affascinato dai film dove il protagonista è un “testimone non attendibile”. Spider di Cronenberg ad esempio. Lo stesso Matrix ha un meccanismo analogo. La tematica filosofica che è al cuore del mio film si interroga sullo statuto della realtà.

Non sappiamo mai cosa sia vero e cosa stiamo proiettando di nostro sulla realtà, e in questa stratificazione si dissolve il concetto stesso di realtà e percezione. Tra i miei riferimenti letterari fondamentali ci sono infatti Philip K. Dick e Jorge Louis Borges, la sua speciale idea di “fantastico”. 

Ipersonnia: Un futuro distopico che racconta la retorica politica dell’Italia di oggi

MZP: Nel tuo film l’inventore di questo sistema detentivo fondato sull’induzione forzata del sonno, il Ministro Costa, in un passaggio fondamentale (non facciamo spoiler) sembra citare esplicitamente il discorso di Benito Mussolini in parlamento dopo il delitto Matteotti.

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Alberto Mascia: Sì certo, la citazione è quella. Ma abbiamo voluto che nel film riecheggiasse anche una certa retorica contemporanea. Si fa riferimento ad esempio alla sicurezza, alla tranquillità del cittadino per le strade. Ma soprattutto al fatto che gli ex detenuti, gli “zombie”, ci rubino il lavoro, come si dice degli immigrati. Sono temi che in realtà parlano della società di oggi. 

MZP: Stefano Accorsi interpreta un uomo sul quale il fato, il destino o chi per lui sembra essersi davvero accanito. Come avete lavorato insieme sul personaggio? In generale ho avuto la sensazione che tu abbia lavorato tantissimo con gli attori, anche quei personaggi teoricamente “minori”, che magari appaiono sullo schermo poche manciate di secondi.

Alberto Mascia: Tenevo molto all’aspetto della recitazione. In un film come questo dipende dagli attori che gli spettatori credano alla realtà loro mostrata. Abbiamo lavorato molto sulle backstory. C’era una bellissima atmosfera sul set e tutti erano contenti di lavorare su una cosa un po’ diversa dal solito. 

Stefano ci ha messo anche tanto del suo, è stato splendido. Si è messo al servizio di un’opera prima, lui si è affidato a me e io mi sono affidato a lui, alla sua esperienza.

Dopo la prima lettura del copione abbiamo modificato la sceneggiatura sulla base delle sue osservazioni. Con lui e con gli altri attori si è creato un magnifico gruppo di lavoro e credo che questo abbia molto giovato al film. 

E a questo punto, se non l’avete già fatto, non possiamo che consigliarvi di recuperare subito Ipersonnia su Amazon Prime Video. Si tratta infatti di un’opera non solo avvincente, ma estremamente seduttiva anche dal punto di vista visivo. E in Italia, speriamo di vedere sempre più film come questo.