La musica ad alto volume fa bere di più: lo dice uno studio

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Nel corso delle serate, i responsabili dell’esperimento si dilettavano a manipolare arbitrariamente il livello del volume della musica suonata nei locali, passando da 72 decibel (livello considerato “normale”) ad 82 decibel (cioè “rumoroso”). Tra le canzoni suonate sono state poi accuratamente selezionate solo hit da top 40, cioè brani noti e trascinanti.

Ogni volta che uno dei soggetti selezionati lasciava il bar, il volume veniva nuovamente variato e veniva scelto un nuovo partecipante. Risultato: i momenti in cui la musica veniva portata a volume più alto corrispondevano a fasi durante le quali gli avventori consumavano alcol più in fretta.

Secondo Guéguen ci potrebbero essere due distinte spiegazioni per questo comportamento. Uno: gli alti livelli di volume ccauserebbero una maggiore “vivacità”, portando il soggetto a bere più velocemente e ad ordinare più drink. Due: il chiasso ha un effetto negativo sull’interazione sociale nel locale (poiché è impossibile parlare), quindi si beve di più perché si chiacchiera di meno.

Detto questo, l’esperimento di Guéguen si è spinto anche a finalità sociali. Il professore faceva infatti notare come ben 70mila persone muoiano in Francia ogni anno a causa di abuso cronico di alcol e conseguenti incidenti stradali. E anche se l’esperimento è del 2008, non ci aspettiamo che la cifra oggigiorno sia molto minore.

Il ricercatore chiede quindi una presa di coscienza collettiva: “Abbiamo dimostrato come la musica suonata in un bar sia associata con un incremento nel bere. Incoraggiamo i proprietari dei locali a suonare musica ad un livello più moderato, e a rendere consci i consumatori di come il rumore possa influenzare il loro consumo di alcol”. Quindici anni dopo, non pare che il suo appello sia stato granché ascoltato.

Fonte: Science Daily

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