Superorganism – World Wide Pop | RECENSIONE

Superorganism
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Il collettivo indie pop Superorganism torna con un album anarchico e avant-pop

Nell’indie pop, specie quello di varietà più strettamente commerciale, è raro trovare un gruppo più eccentrico ed incontrollabile dei Superorganism. Il collettivo torna dopo quattro anni di assenza con un progetto decisamente ridimensionato (da otto a cinque membri). E con una direzione musicale più precisa, seppur sempre bizzarra e per il genere audace.

Se infatti i Superorganism non si spingono agli eccessi sperimentali dei Kero Kero Bonito e non perseguono la coerenza stilistica dei Guerrilla Toss, la loro musica emerge comunque come una delle più intriganti realtà indie pop contemporanee. Potenzialmente intriganti in realtà, perché di questo nuovo album, progressista e positivo, non si può dire completamente bene.

World Wide Web sempra un po’ la traduzione di un inno hippie all’amore e alla pace universale filtrato attraverso composizioni digitali, adulterate e forzatamente artificiose. Il classico commento sulla civiltà del consumo di massa realizzato dall’interno e con i mezzi fornità dalla civiltà stessa, che incita con fiera incoerenza alla liberazione e all’emancipazione in salsa empowerment.

Il disco diffonde quindi messaggi positivi e progressisti nascosti tra le pieghe di suoni computeristici e sci-fi. Si scartano gli elementi neo-psichedelici del primo album e dando molta più importanza ai featuring. Ossia: quelle matte delle CHAI, l’artista francese Pi Ja Ma e, senza ragione valida (ma va benissimo così) Stephen Malkmus dei Pavement, icona dell’alt rock anni ’90.

Il risultato finale? Un pop affastellato di immagini sonore confuse, colori vividi e caleidoscopici, ritornelli e melodie memorabili nascosti sotto strati e strati di effetti. A fronte poi sempre il carisma da zoomer annoiata e disincantata della giovanissima (poco più che adolescente) front-girl, la cantante Orono Noguchi.

Un album in sostanza che, come si diceva e come il precedente della band, non si può certo considerare un capolavoro dirompente. Ma ciò che è sicuro dei Superorganism è che il loro stile è e rimane per molti versi imprevedibile, inafferrabile, piacevolmente anarchico. E piace pensare che World Wide Pop sia solo l’inizio di una evoluzione che conduca a lidi ben più interessanti.

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Superorganism – World Wide Pop / Anno di pubblicazione: 2022 / Genere: Indie Pop
RECENSIONE
VOTO:
Avatar di Andrea Campana
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.
superorganism-world-wide-pop-recensione Il collettivo indie pop Superorganism torna con un album anarchico e avant-pop Nell'indie pop, specie quello di varietà più strettamente commerciale, è raro trovare un gruppo più eccentrico ed incontrollabile dei Superorganism. Il collettivo torna dopo quattro anni di assenza con un progetto decisamente ridimensionato...