The Artful Escape recensione: un artistico ponte tra musica e videogioco

La recensione di The Artful Escape, il coloratissimo rhytm game sviluppato da Beethoven & Dinosaur e pubblicato da Annapurna Interactive.

Artful Escape recensione
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Ti chiami John Galvatron. Sei chitarrista e fondatore della band The Galvatrons. Hai studiato animazione in un college australiano e possiedi uno sconfinato amore per i videogiochi. Come unire due delle tue passioni in una cosa sola? La risposta la troviamo in questa recensione di The Artful Escape. Un’opera artistica e musicale che sfrutta il medium videoludico per veicolare un semplice messaggio: la musica è vita.

Il titolo, ideato da John Galvatron e sviluppato da Beethoven & Dinosaur, è disponibile dal 9 settembre 2021 su Xbox Series X/S e al day one sul catalogo Game Pass. Un’altra perla che si aggiunge ai videogiochi distribuiti da Annapurna Interactive.

Benvenuti a Calypso

The Artful Escape ci racconta la storia di Francis Vendetti, nipote di Johnson Vendetti (alter ego di Bob Dylan), la deceduta leggenda folk originaria di Calypso, fittizia città nel Colorado. Per i vent’anni dall’uscita dell’album che ha consacrato l’artista, gli abitanti della città hanno organizzato un grande festival. Francis, avrà l’arduo compito di suonare le canzoni dello zio che l’hanno reso leggenda. C’è solo un problema. Francis ama il rock e non vuole suonare il folk. Vuole trovare la sua via nel vasto firmamento musicale. Liberare, attraverso le sei corde della sua chitarra, l’incontenibile energia dentro di sé e scrollarsi di dosso questo vincolo parentale.

Artful Escape recensione

Sarà proprio con l’incontro con Violetta prima, una ragazza innamorata delle luci e del palco, e con Zomm, aliena arrivata da un’altra dimensione, che la vita di Francis cambierà del tutto. Quest’ultima infatti condurrà il protagonista da Lightman, un favoloso chitarrista che vuole che il giovane protagonista apra il suo concerto. A questo punto, il plot narrativo esploderà. Si apre uno squarcio tra il mondo reale e un folle universo che percorreremo in lungo e in largo per trovare la nostra ispirazione.

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Se a questo punto avete pensato ad un collegamento con l’album “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” di David Bowie, non vi sbagliate. La “storia” che si cela dietro ad uno dei lavori più famosi dell’artista inglese, è ripresa da The Artful Escape. Il racconto di un ragazzo che diventa rockstar grazie all’aiuto di un alieno. Il titolo è pieno zeppo di omaggi alla musica e non solo. Troveremo infatti diversi riferimenti a Jimi Hendrix, Bob Dylan ma anche ai lavori di Wes Anderson e Steven Spielberg da cui John Galvatron ha preso ispirazione per l’immenso comparto artistico.

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Il rock è colori

Appena entriamo all’interno di questo nuovo universo, inizierà un vero e proprio trip psichedelico fatto di riff, assoli e indimenticabili personaggi secondari. Ogni interazione e dialogo con gli NPC aiuterà Francis a crescere e a combattere contro le pressioni esterne. A tal proposito, un grosso applauso va fatto alla scrittura di The Artful Escape. Matura ma al tempo stesso scanzonata, ci regalerà sia sorrisi che momenti di profonda riflessione che colpiranno anche l’anima di noi giocatori. Il compito di ogni alieno, è quello di liberare il giovane artista dalla paura dei fantasmi del passato e contribuire così alla creazione del vero Francis Vendetti. Per fare questo, bisognerà percorrere tre diversi livelli, che corrispondono ad altrettanti mondi di gioco.

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L’impatto con ognuno di essi vi lascerà senza parole. La cura per l’estetica, per i colori, per tutto ciò che è vita all’interno di ogni livello meriterebbe un’esposizione all’interno di un museo. Il comparto artistico di The Artful Escape è uno dei migliori che abbiamo visto quest’anno, insieme a Psychonauts 2. Vi sembrerà quasi che Giotto, in preda ad un attacco di creatività, abbia preso la sua tavola per dipingere, sul vostro monitor, un quadro rock – alieno in movimento.

Percorrendo questi livelli, non rimane infine che focalizzarsi su un minuscolo ma altrettanto significativo dettaglio. Mentre ci sposteremo da punto A a punto B e tenendo premuto il tasto X, Francis prende la sua chitarra e inizia a suonare. Il mondo prende vita e si riaccende di una luce fino a quel momento sopita. La vegetazione e gli alieni si animano. Tutti iniziano a ballare in preda ad un’eccitazione che solo la musica riesce a regalare. Sembrerà quasi di vedere Axl Rose che corre sul palco durante il concerto di Tokyo ’92, mentre canta Knocking On Heavens’ Door.

Un meraviglioso concerto ma senza encore

Il gameplay di The Artful Escape è estremamente semplicistico. Le fasi platform, se così vogliamo definirle, si riassumono in elementari salti per spostarsi da una piattaforma ad un’altra. La componente rhytm & game invece è molto divertente ma al tempo stesso non vuole essere impegnativa. I tasti da premere sono Y, LB, RB, X e B. Se commetterete un errore, non ci saranno penalità, eccetto quella di ricominciare la sequenza dall’inizio, e non dovrete neanche rispettare i tempi. Potrete essere lenti o veloci e in un modo o nell’altro, completerete il vostro assolo. Ad ogni tasto premuto, ecco esplodere una meravigliosa commistione di musica, colori ed energia che inonderà i vostri occhi e le vostre orecchie. Le “boss fights” infine, in cui cercheremo di impressionare i critici alieni che incontreremo, si riveleranno altamente spettacolari.

C’è solo un appunto da fare. Queste sessioni musicali sono poche, se consideriamo che la durata complessiva del titolo è di quattro ore. Arrivati ai titoli di coda, la sensazione sarà, per assurdo, quella di essere stati ad un concerto del vostro gruppo preferito e questo, non ci ha regalato un encore. Vorremmo urlare alle nostre rockstar di non andarsene, perché noi siamo ancora qua, per urlare ed emozionarci fino alla fine.

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Conclusioni

The Artful Escape è un prodotto unico nel suo genere. Invita i giocatori ad inseguire i propri sogni, anche quando questi seguono una direzione opposta alla volontà altrui. Un titolo che racconta anche il lungo processo di inserimento nella scena musicale che John Galvatron ha vissuto sulla sua pelle con la fondazione dei The Galvatrons.

The Artful Escape riesce, grazie alla narrativa e al comparto artistico e musicale, a creare un ponte tra la musica e il videogioco. Il nostro consiglio è quindi quello di accendere la console, indossare le cuffie e partire per questo indimenticabile viaggio frutto della geniale creatività dell’autore. Un on the road musicale da percorrere un po’ alla volta e non tutto d’un fiato, se considerate anche la sua durata. Quando vorrete fuggire dalla realtà e staccare con il mondo, Francis Vendetti, Lightman e tutti gli altri personaggi, sono nella vostra Xbox che vi aspettano, pronti a suonare insieme a voi.

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