Gex: Enter the Gecko – Recensione del grottesco platform per PSX

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Gex: un gecko a spasso tra i canali televisivi

Gex il gecko è una delle figure sicuramente più memorabili dell’era PSX (seppur noi lo abbiamo riscoperto per PC). Mascotte non ufficiale della console Sony, è anche uno dei personaggi per l’epoca più atipici e difficilmente inquadrabili. Così come, del resto, i tre titoli che lo vedono come protagonista.

Della saga, il più memorabile è sicuramente il gioco centrale. Enter the Gecko (come Enter the Dragon, film con Bruce Lee) è un manifesto videoludico di sperimentazione confusa e libera al tempo stesso. E reca un marchio specifico: quello di Crystal Dynamics.

Negli anni ‘90 la casa californiana si fa notare per la produzione di titoli di alto livello come quelli originali della saga di Pandemonium e Legacy of Kain. I loro giochi sono significativamente inquietanti, spesso oscuri ma in maniera anche “psichedelica”.

Gex mette il cappello all’intera concezione videoludica di Crystal Dynamics, specie appunto in questo secondo titolo. Già il protagonista, un gecko antropomorfo coinvolto in segreti governativi che viaggia letteramente tra le television, dice tutto.

Nel gioco in 3D, uscito nel 1998, il protagonista deve combattere l’entità Rez, il signore della “dimensione dei media”. Per farlo deve giungere al suo nascondiglio, aprendosi la strada collezionando dei telecomandi ottenibili nei vari livelli.

Livelli che, ognuno a proprio modo, sono tematicamente ispirati a stereotipi di trasmissioni televisive e programmazioni cinematografiche da palinsesto. Ci sono quindi: il canale dell’orrore, quello dei cartoni animati, quello sui viaggi spaziali, e così via.

Una finzione tanto esagerata quanto inquietante

Naturalmente, si tratta solo di un pretesto per ricreare quante più ambientazioni fantasiose possibili, nelle quali il gecko si farà strada seguendo varie missioni prestabilite ma anche potendo esplorare liberamente in stile Mario 64.

Le dinamiche di gioco sono piuttosto semplici: Gex salta, attacca con una codata, si ricarica oppure ottiene poteri extra mangiando libellule e ogni tanto fa battute e citazioni (inclusa una di una canzone dei Talking Heads).

I livelli stessi sono strutturati come parodie delle programmazioni che intendono ricreare, giocando su cliché e stereotipi in maniera volutamente grossolana. Ma anche, sempre ed immancabilmente, piuttosto inquietanti.

Come in ogni gioco Crystal Dynamics, ogni elemento è pensato per costruire un’esperienza nel complesso grottesca, assurda al limite della follia. In ogni momento, l’evidenza di una realtà fittizia è ben palesata proprio dalle esagerazioni e dall’insistenza su motivi prevedibili.

Allo stesso tempo, i mostri e i nemici affrontati da Gex, via via più “dark” man mano che il gioco prosegue (come lo spaventoso Moshoo Pork), danno l’impressione di immergersi sempre di più in un palinsesto televisivo che privilegia soprattutto lo strambo, l’assurdo e l’orrifico.

Sono queste forse le qualità più memorabili del gioco, al di là dell’ottima resa del 3D (salvo parecchi problemi di telecamera…) e del gameplay, per un gioco di questo genere e versato sul platform, certamente state of the art. Nel complesso, un titolo memorabile anche se potenzialmente traumatico.

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Gex: Enter the Gecko | Testato su PC

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RECENSIONE
VOTO
8.5
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Avatar di Andrea Campana
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su SentireAscoltare, OndaRock, Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.
gex-enter-the-gecko-recensioneAl netto di qualche problema alla telecamera e ai comandi, Gex: Enter the Gecko è un'opera tanto folle quanto ricercata. La parodia dei canali TV è una sorta di critica alla società da parte dei creatori Crystal Dynamics che rende questo gioco decisamente più profondo di quel che sembra in superficie.