Nuovo Cinema Paradiso, Salvatore Cascio: “Sono quasi cieco”

Durante un'intervista con La Stampa Salvatore Cascio, il bambini icona di Nuovo Cinema Paradiso, ha rivelato di star per diventare cieco

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Nuovo Cinema Paradiso, autentico capolavoro di Giuseppe Tornatore del 1988 è sicuramente uno dei migliori film che la nostra industria abbia prodotto negli ultimi 40 anni. Icona dell’intera pellicola è sicuramente Salvatore Cascio, il bambino totalmente rapito dalla magia del cinema.

L’attore, durante un’intervista a La Stampa, ha raccontato di aver dovuto abbandonare il cinema anni fa a causa di un brutto male, la retinite pigmentosa, una degenerazione genetica della retina, che lo sta portando alla totale cecità.

Questa patologia comporta la perdita quasi totale della vista, ci vedo pochissimo – ha spiegato Cascio. Non ne ho parlato mai, se non a chi conoscevo bene, per quella naturale riservatezza che interviene quando si deve parlare delle proprie cose, soprattutto quando sono negative. E anche perché ero sprofondato in un periodo buio, anche interiormente. È la prima volta che lo racconto pubblicamente. Mi ero chiuso in me stesso. Pazzesco. Grazie a Dio ci sono delle speranze nelle conquiste future della medicina. Spero sempre nella scienza, bisogna credere nella scienza. Grazie a Dio ho tanta fede. Ma ho vissuto anni difficili.

Dopo Nuovo Cinema Paradiso, il giovane attore ha partecipato solo ad altri 8 film, lavorando con altri grandi cineasti, come Pupi Avati e Ruggero Deoadato.

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Ero nel clou della mia carriera, ho dovuto rinunciare. Ho avuto la fortuna di parlare con persone come Andrea Bocelli, Alex Zanardi, Bebe Vio, Annalisa Minetti. Mi hanno trasmesso la loro forza di volontà grandissima e le risorse per dare voce a tutto ciò che ho vissuto. Anche Leonardo Pieraccioni è un amico vero, mi è stato sempre vicino. Voglio offrire uno sprone a chi vive prove particolarmente dure. Scrivo perché ora sono rinato. Ho superato quel che mi portavo dentro. Bisogna accettare i problemi, accettare la disabilità, che non è una condanna ma una condizione

Un grande in bocca a lupo Salvatore!