I Tauro Boys ci hanno spiegato perché l’era della trap non è ancora finita

Chiacchierando di trap, internet ed emoji, ci siamo resi conto che i Tauro Boys sintetizzano al meglio l'essenza della net generation.

Tauro Boys lascimmiapensa.com

Incontriamo i Tauro Boys quasi per caso. 

Convinti che i tre giovani di Roma non avessero ancora raggiunto lo storico bar di Milano in cui ci eravamo dati appuntamento, li abbiamo aspettati per non più di una decina di minuti lì all’ingresso, seguendo con lo sguardo tutti i taxi che ci passavano davanti e strizzando gli occhi per cercare di vedere meglio ogni volta che intravedevamo delle sagome giovanili. Per poi scoprire che, in realtà, i Tauro Boys ci stavano già aspettando dentro.

Usciti casualmente dal locale con la voglia di fumare una sigaretta, Prince e Yang Pava si presentano disponibili e sorridenti, cercando di convincerci di aver appena finito un’altra intervista, dicendoci che non eravamo noi quelli ad essere arrivati in ritardo. Dopo le necessarie presentazioni iniziali e tutte quelle frasi gentili che dici alle persone con il solo obiettivo di farle sentire un po’ meglio, iniziamo a parlare del troppo caldo di Milano e del caldo afoso di Roma (che almeno l’umidità non c’è, lì), del loro ultimo disco Alpha Centauri e di quali siano le nostre tracce preferite, di come il loro obiettivo sia quello di riuscire a pubblicare un album fisico e delle loro prossime date estive. 

Poi rientriamo dentro, ci presentano Maximilian, anche lui cordiale e solare, e iniziano a parlare tra di loro del prossima foto da pubblicare su Instagram e a discutere delle emoji da mettere nella descrizione, mentre aspettiamo che arrivi il caffè. Già solamente quest’ultimo aneddoto delle emoji, a nostro avviso, riesce a presentare un quadro fedele di ciò che sono i Tauro Boys: artisti giovani e carismatici, ma ancora definiti da quella fresca autenticità che caratterizza solamente quelli che hanno i piedi ancora ben ancorati terra.

Vi avvisiamo: l’intervista sarà abbastanza lunga e qualcosa è stato omesso semplicemente per evitare che l’articolo diventasse ancora più lungo. 

Purtroppo, non c’è stato spazio per l’elenco delle emoji preferite della vostra boy band del cuore e neanche per quello dei locali di Milano che questi tre rubacuori solitamente frequentano. E nemmeno per la marca di sigarette che fuma Prince o per il racconto della prima volta in cui Maximilian si guardò Il signore degli anelli. Riuscirete a perdonarci?

Tauro Boys lascimmiapensa.com
Grafica a cura di Giulia Stucchi

Come nascono i Tauro Boys?
PAVA: Eravamo al liceo, tutti in classe insieme. Quindi abbiamo iniziato, come molti, a scuola. Ci mettevamo in cortile e buttavamo giù qualcosa nel modo più semplice, quasi random. Non eravamo solo noi, era un momento in cui lo facevano tutti: eravamo noi insieme ad un’altra decina di amici nostri. Niente di particolare, abbiamo cominciato perdendo un po’ di tempo con il telefono, buttando giù due rime. Poi, una volta preso il microfono a casa di Prince, ci siamo spostati in camera sua ed è iniziata a diventare una cosa più seria. A partire da Pegaso, le prime cose che abbiamo fatto le abbiamo sempre caricate su Youtube e, quindi, è possibile vedere la nostra evoluzione.

Pegaso è quella con Carl Brave, giusto? Lui ha curato la produzione del pezzo?PRINCE: In realtà, lui lì ha fatto solo il mix e il master.
PAVA: Tra l’altro, quel pezzo è nato in un modo singolare. Loro (Carl Brave x Franco126, ndr) ci chiesero di aprire un loro concerto. Noi volevamo avere almeno un brano non online e, quindi, siamo usciti di fretta con quello. C’era anche Ketama126, tra l’altro.

Siete un fenomeno nuovo all’interno della trap italiana. Come etichettereste il vostro sottogenere? Sempre se volete etichettarlo.
PRINCE: Non ci abbiamo mai provato, onestamente. Le gente, invece, c’ha provato, ma noi mai.

Lo trovate fastidioso?
PAVA: Ma no, non è fastidioso. Alla fine, quando ascolto qualcuno, pure io lo categorizzo. È naturale.
MXMLN: Però è vero anche che non ci va troppo di essere etichettati. Siamo i Tauro Boys…

E fate Tauro Music.
PRINCE: Sì, Tauro Music. Mi sembra l’etichetta più appropriata.

Cosa ne pensate della trap di oggi? Non sta sfociando un po’ troppo nel pop?
PRINCE: Guarda, ne stavamo parlando prima. Non riusciamo a capire se ci sarà un ritorno all’hip hop classico, dato che molti nomi (sia in Italia che in America) ci stanno un po’ ritornando. Oppure potrebbe succedere anche il contrario: l’hip hop vero potrebbe sparire, diventando sempre più pop. Di fatto, però, oggi la trap è il nuovo pop.
MXMLN: La trap sta diventando sempre più un macro-genere, dove puoi collocare un sacco di sonorità. È un macro-genere dalle mille sfaccettature. 

Quindi, secondo voi, la trap non sta morendo?
PAVA: Secondo me, in Italia, la trap in quanto trap l’ha fatta solo la Dark Polo Gang. Da quando loro hanno smesso, è finito tutto. Quindi si parla di trap, ma nessuno sa cos’è veramente la trap. La trap italiana come è intesa ora è solamente un contenitore. La trap music intesa come ragazzi con le pistole che “ti spaccio a casa” non la fa nessuno. La facevano appunto la Dark quando erano usciti con quella roba lì e Sfera quando faceva Panette: ormai Sfera fa reggaeton, la Dark fa Cambiare adesso e la trap è qualsiasi cosa.

Ora forse sarebbe meglio soffermarci un po’ sul vostro ultimo disco, Alpha Centauri. È casuale che la copertina dell’album richiami quella di Millennium dei Backstreet Boys?
MXMLN: No, non è casuale. O almeno, non del tutto. Dato che siamo la prima boy band della trap, stando a quello che ci hanno detto recentemente. Abbiamo semplicemente deciso di riprendere quest’idea.

Il tratto caratteristico del vostro ultimo album è sicuramente il suo presentarsi come un ibrido di musicalità. Quali sono le influenze che vi hanno aiutati a creare questo sound?
PRINCE: Noi stiamo stati ispirati sia da Young Thug che da Yung Lean, due artisti veramente agli opposti.
MXMLN: E, oltre a loro, (a livello di musicalità, ndr) noi Tauro Boys ci ispiriamo molto sia alla trap che al pop.
PRINCE: Esatto. E poi abbiamo sempre ascoltato anche molta musica rock. Tutto questo ci ha portato a produrre pezzi diversi, pezzi con i synth, pezzi con le chitarre e anche pezzi come Alla fine è andata bene, che è un po’ un esperimento anni Ottanta. Come vedi, le ispirazioni sono davvero tante.

Un’altra caratteristica di Alpha Centauri, poi, è anche il vostro essere in continua evoluzione. Secondo voi, come viene recepito dal pubblico dei Tauro Boys? È chiaro che si tratta di un aspetto che ha i suoi pro e i suoi contro…
PAVA: Nel nostro caso, anche solamente parlando del primo disco, brani come Equilibrio non ne escludevano altri come Bondage. Non è che abbiamo seguito una logica lì. Non avendo mai avuto un criterio, io non riesco a capire il ragionamento di quello che mi critica dicendo “ma guarda che prima facevi Bondage”. Certo, ho fatto Bondage, ma ho fatto anche Equilibrio.
PRINCE: Già, le chiacchiere stanno a zero.
PAVA: C’è da dire, però, che forse (TauroTape1, ndr) aveva un pubblico ad hoc che adesso c’è un po’ meno. Tra TauroTape2 e Alpha Centauri, non c’è questo stacco netto, per quanto poi si possano sentire delle differenze. Siamo sicuramente maturati, però sono delle musicalità in linea. A differenza di TauroTape1, un mixtape che aveva una fetta di fanbase più marcata. Forse anche perché si parla di quelli che ci hanno scoperti su Soundcloud e che erano impazziti per un sound del genere.

Eppure le sonorità marcate del primo TauroTape sono ancora presenti. Forse più smussate, ma ci sono ancora. Non vi siete subito buttati sul commerciale, rinnegando la vostra produzione precedente.
MXMLN: Quello no. Magari, in Alpha Centauri, sono presenti delle influenze un po’ più pop, ma non siamo sfociati nel commerciale e nel pop al 100%.
PAVA: Sicuramente, rispetto a quelli precedenti, questo è un progetto molto diverso, molto più pop, molto più studiato e molto più elaborato anche nelle sonorità. Essendo registrate in uno studio, le canzoni sono proprio diverse.
MXMLN: Però appunto, anche per quanto riguarda l’approccio pop, non è che dici “facciamo pop con la consapevolezza di voler far pop”. Piuttosto, prendiamo dei suoni più pop e li interpretiamo a modo nostro, proprio come avremmo fatto una volta con Bondage, per esempio.

Che poi, da quanto ho visto, è cambiato anche il vostro approccio con i featuring.
PRINCE: Già, ci siamo aperti anche ai featuring. Finalmente.

Eliminando del tutto quelli con Tutti Fenomeni.
PRINCE: Eh già. In questo disco, lui non c’è. Sta pensando e lavorando al suo progetto. Si è preso un po’ di tempo, ma non è che abbiamo smesso di collaborarci del tutto. Sai, volevamo solamente darci un po’ più di respiro e farci vedere con altre persone.
MXMLN: Il nostro obiettivo era anche quello di uscire dalla zona di comfort che c’eravamo creati con i due mixtape. Alla fine, sarebbe stato più che scontato un feat dei Tauro Boys con lui.

E per quanto riguarda la produzione, invece?
PRINCE: Ci sono state diverse novità.
PAVA: Ma anche qui, come produzione, in realtà, sono sempre gli stessi producer con cui avevamo lavorato in TauroTape1.
PRINCE: C’è qualcuno di nuovo, in realtà.
PAVA: Peppe Amore è nuovo, vero.
MXMLN: Pure Zollo non aveva mai lavorato con noi. Almeno, non aveva mai lavorato con noi pubblicamente. Mettiamola così. E anche NkoDrumz. Gli altri, invece, c’erano già tutti.

E, a livello di processo creativo, scrivete solamente in studio oppure siete in metro, vi viene una frase e ve la appuntate?
PRINCE: Solo in studio? Mai.
MXMLN: Io sono più come la seconda. Molte frasi me le appunto e poi le riprendo dopo. A volte, invece, scegliamo delle parole chiave. Resta, però, una scrittura di flussi di coscienza. Ed è anche molto personale.

Adesso arriva la domanda importante. Ce lo stiamo chiedendo tutti: la trilogia dei TauroTapes avrà mai una fine?
MXMLN: Chi lo sa? Non si può mai sapere.
PRINCE: Silenzio stampa.

Parlando di trilogie, cosa ne pensate del cinema?
PRINCE: Ci piacciono le trilogie: Star Wars e la sua doppia trilogia su tutte. Siamo dei cultori. 

Ha influito sulla vostra musica?
PRINCE: Un po’ sì, ma senza esagerare. Insomma, ci son rapper che hanno costruito la loro carriera sul citare i loro film preferiti. Che, alla lunga, un po’ ci stufava quella cosa lì.
MXMLN: Riprendendo le trilogie, io ho visto anche Matrix (oltre a Il signore degli anelli, ndr) per la prima volta. Sempre quest’anno. Effettivamente ha influito molto sulla traccia Gemini, quando dico “Mi sono installato le arti marziali / Mi restano solo due gigabyte”. Ero tutto preso da Matrix ed è uscito fuori questo.

A differenza di altri rapper della vostra zona, la romanità e un’unica realtà di quartiere non sono così presenti nei vostri testi. È quasi come se i Tauro Boys venissero veramente da un’altra galassia o da Alpha Centauri. Qual è il perché di questa scelta?
MXMLN: In realtà, non c’è nei nostri testi, ma è molto presente nel nostro immaginario. Comunque, anche solamente in Bella Bro, siamo nei nostri luoghi, nella nostra zona, nella nostra città: ci sono il nostro liceo, c’è via Giulia… Per noi, per il nostro tipo di immaginario e per la nostra musica, essere ragazzi del centro ha influito molto. Anche se non abbiamo mai fatto la traccia dedicata a Roma. Forse dovremmo farla?
PRINCE: Tauro Gang, Roma centro. Dobbiamo farla.

È strano e interessante vedere come Roma sia il centro di questa nuova musica italiana.
PAVA: Vero? Noi siamo stati fortunati. Siamo arrivati nel momento in cui il cuore della musica si è spostato da Milano a Roma. Ed è giusto così dato che erano dieci anni che uscivano fuori solamente rapper milanesi. Tra l’altro, è proprio a causa di Roma che il rap si è trasformato dall’essere rap rap all’essere più un rap indie.
MXMLN: Poi credo sia anche legato alla questione accento. Fino a quando il rap era ancora underground, l’accento di Roma era ancora un po’ troppo duro. A partire con il cambiamento indie, si è via via sempre più ammorbidito. 

Il vostro immaginario è una delle cose che colpisce di più. Incanalando i simboli della net generation, siete riusciti a creare un’estetica che distingue completamente da quella di altri artisti italiani.
PRINCE: Giustamente hai detto net generation: noi facciamo parte di quella generazione lì. Il rap si è spostato dalla strada ad internet e noi eravamo lì pronti a testimoniarlo.
MXMLN: Poi, rispetto ad altri gruppi rap, noi non abbiamo mai imposto un’estetica Tauro che deve essere condivisa e uguale per tutti e tre. Manteniamo sempre le nostre particolarità e le nostre differenze. Apparire, però, è importante.

Come ha appena evidenziato Maximilian, i Tauro Boys sono tre personalità molto diverse. Come fate ad amalgamare i vostri stili così coerentemente?
PRINCE: Ognuno di noi ci mette il proprio sulla strofa: dobbiamo solo accordarci sul beat e poi possiamo subito iniziare a lavorare. È davvero super naturale, devo ammetterlo.
MXMLN: Forse anche l’essere amici da una vita ci aiuta molto.
PRINCE: Ma, alla fine, è quello. Essendo amici da una vita e facendo questa cosa insieme da sempre, sappiamo fare musica così, solo in questo modo. Ormai siamo abituati a susseguirci nelle storie e abbiamo abituato anche l’ascoltatore ad aspettarsi un determinato ordine. Ci siamo amalgamati così.

Prima mi avete detto che quest’estate sarete impegnati con le date del tour. Quali sono, invece, i vostri progetti futuri? I progetti post-estate, intendo.
PRINCE: Post-estate? Beh, mi sa che ci prenderemo una vacanza per progettare grandi cose.

Alle Bahamas?
PRINCE: Non so, forse non così lontano…
PAVA: Forse a Tarquinia.
MXMLN: O Tarquinia o Tenerife. Bisogna ancora deciderlo!

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