Qual è il legame tra musica e droghe? Ce lo dice la scienza

Droga

La storia della musica, in ogni sua sfumatura, è zeppa di esempi di musicisti che hanno usato e, diciamolo, abusato di droghe per migliorare la propria creatività e per attingere alla parte più recondita del loro estro.

Gli ascoltatori, a loro volta, hanno spesso utilizzato sostanze stupefacenti per amplificare il piacere e le sensazioni suscitate dalla musica.

Ben lungi dall’incoraggiare l’utilizzo di queste sostanze, il nostro scopo è di procedere ad una veloce disamina del rapporto che intercorre tra musica e droghe, riportando quanto indicato in un articolo de The conversation.

Il rapporto tra droga e musica si riflette innanzitutto nei testi e nel modo in cui questi sono stati composti dai vari artisti

E’ ormai noto chi (ed in che misura) sia stato indubbiamente influenzato dalle copiose quantità di eroina, cocaina e LSD consumate. Non è raro trovare delle vere e proprie confessioni/prese di coscienza nei loro brani.

Ci sono casi in cui i riferimenti sono più velati.

Prendiamo White Rabbit dei Jefferson Airplane; alla base vi è una forte critica nei confronti della contraddittoria middle class americana: nonostante l’abuso di barbiturici e psicofarmaci – dettate dalle “mode” cliniche dell’epoca – è droga solo ciò che è definito dalla “mamma” come tale, ovvero tutto ciò che non è socialmente accettabile e che accade al di fuori delle mura domestiche.

“Una pillola ti rende grande e una pillola ti rende piccolo,
E quelle che ti dà la mamma in fondo non fanno nulla

Altre volte invece i riferimenti alle droghe sono decisamente più espliciti. Un esempio? Heroin dei Velvet Underground, i cui versi descrivono effetti e sensazioni derivanti dall’uso dell’eroina.

“Perché mi fa sentire come se fossi un uomo
quando infilo un ago nella mia vena”

Ora, l’acid Rock non avrebbe avuto ragion d’essere senza l’LSD. Allo stesso modo, la musica House con i suoi 4/4 ripetuti sarebbe rimasto un genere di nicchia se non fosse stato per l’ampia diffusione dell’ MDMA tra gli anni ’80/90.

…ma, cosa dice la scienza?

Pare che l’ascolto di musica mentre si è fatti dia la percezione che quello che si ascolta sia in qualche modo migliore. Nel caso della cannabis però, recenti studi indicano che non tutti i tipi sortiscono lo stesso effetto. E’ l’equilibrio tra due componenti chiave, il tetraidrocannabinolo (più noto come THC) e il cannabidiolo, che influenza il desiderio di musica e il piacere che deriva dal suo ascolto. E’ stato ampiamente dimostrato come già la sola musica possa ridurre i livelli di stress e migliorare lo stato d’animo dei fruitori. Sembra però che l’uso di alcune sostanze possa cambiare l’esperienza di ascolto.

Studi clinici hanno portato a somministrare LSD a diversi volontari: quello che hanno scoperto è che la sostanza è in grado di aumentare l’emozione evocata dalla musica, notando nel campione una maggior propensione a sentimenti di meraviglia, trascendenza, potere e tenerezza. Gli studi sull’imaging cerebrale suggeriscono anche che l’assunzione di LSD durante l’ascolto di musica influisce su una parte del cervello che porta ad un aumento di immagini visive complesse ispirate alla musica.

E non dimentichiamoci che alcuni stili musicali corrispondono agli effetti di determinati droghe. L’anfetamina, ad esempio, è spesso abbinata a musica veloce e ripetitiva, poiché fornisce stimoli continui, consentendo alle persone di ballare velocemente. La tendenza dell’MDMA (estasi) a produrre movimenti ripetitivi e sensazioni di piacere attraverso il movimento e la danza è anche ben nota.

Un consumatore di estasi nel descrivere l’esperienza di un rave disse:

“Ho capito perché le luci del palco erano luminose e lampeggianti, e perché la musica trance è ripetitiva; la musica e la droga si completavano perfettamente l’un l’altro. Era come se mi fosse stato tolto un velo dai miei occhi e finalmente potevo vedere quello che vedevano tutti gli altri. È stato meraviglioso.”

Dunque non è un mistero il motivo per cui ci sia una così ricca rappresentazione della droga nella musica popolare, e sebbene gli studi abbiano mostrato livelli più alti di uso di droghe negli ascoltatori di alcuni generi musicali in particolare, la relazione è complessa. La droga e la musica sono potenti modi per rafforzare i legami sociali. Entrambi forniscono un’identità e un senso di connessione tra le persone.

Le persone tendono a far gruppo e a identificarsi in coloro che condividono le proprie preferenze culturali, che possono essere simboleggiate attraverso scelte musicali e non. Sebbene ci siano alcune evidenti sinergie tra musica e droghe specifiche – come la dance/elettronica e l’estasi – altri collegamenti si sono sviluppati in modi meno ovvi. Le droghe sono una componente, spesso minore, di un’identità più ampia e un mezzo importante per distinguere un gruppo dagli altri.

“Comprare droga è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di questo biglietto è la vita” diceva Jim Morrison.

Sebbene sia importante non assumere la causalità e sovrastimare i legami tra alcuni generi musicali e diversi tipi di uso di droghe, le informazioni sulle preferenze sono utili per indirizzare e personalizzare gli interventi: a partire da questo vengono orientate le iniziative di riduzione dei danni legati all’uso delle sostanze psicotrope in alcuni eventi o locali.

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