La musica nei libri – Le top 5 di Rob in Alta fedeltà

La musica nel libro Alta fedeltà è una componente fondamentale nella vita del protagonista Rob e dei suoi amici

Alta fedeltà è un romanzo del 1995 dello scrittore inglese Nick Hornby. Nel 2000 Stephen Frears ne ha realizzato l’adattamento cinematografico.

Il trentacinquenne Rob, reduce da una recente rottura di coppia, spende gran parte del tempo nel proprio negozio di dischi, il Championship Vinyl. Una delle sue attività preferite è stilare classifiche di ogni genere, prediligendo le top 5, insieme ai suoi dipendenti Dick e Barry.

Il capitolo iniziale si apre con questa top 5: “Le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi”, ovvero le sue prime cinque delusioni amorose. Ma la componente più importante della vita di Rob è senza dubbio la musica.

“Ascoltavo la musica perché soffrivo? O soffrivo perché ascoltavo la musica?”

Si chiede nel primo capitolo dopo la rottura con la bella Charlie Nicholson che l’aveva portato ad ascoltare:

  • Only love can break your heart – Neil Young
  • Last night I dreamt that somebody loved me – The Smiths
  • Call me – Aretha Franklin
  • I don’t want to talk about it – Rod Stewart
  • When love breaks down – Prefab Sprout

E la lista prosegue con altre canzoni strappalacrime, ascoltate e consumate dagli amanti dopo le separazioni.

La musica nel libro Alta fedeltà è una componente fondamentale nella vita del protagonista Rob e dei suoi amiciNello stesso capitolo troviamo la top 5 dei cantanti preferiti da Penny, seconda tra le memorabili fregature, che sono: Carly Simon, Carole King, James Taylor, Cat Stevens ed Elton John.

Segue la top 5 musicale di Sarah, quinta ex di Rob, in cui troviamo: Madness, Eurythmics, Bob Dylan, Joni Mitchell e Bob Marley.

Alla fine degli anni Ottanta Rob ha fatto il deejay in un locale chiamato Groucho Club ed è proprio in una delle serate che conobbe Laura, la sua ultima ex.

Ecco dunque l’elenco dei suoi cinque pezzi apri-pista preferiti:

  1. It’s a good feeling – Smokey Robinson & The Miracles
  2. No blow no show – Bobby Bland
  3. Mr. Big Stuff – Jean Knight
  4. The love you save – The Jackson 5
  5. The ghetto – Donny Hathaway

Durante il lavoro in negozio, insieme a Barry e Dick, Rob parla di Elvis Costello e fa la classifica delle sue cinque migliori canzoni: Alison, Little triggers, Man out of time, King horse, Everyday I write the book.

In un altro pomeriggio al Championship Vinyl il protagonista e i suoi amici si intrattengono ipotizzando una top 5 delle migliori “canzone 1- lato A” di tutti i tempi, che secondo lui sono:

  1. Janie Jones – The Clash
  2. Thunder road – Bruce Springsteen (cameo nel film del 2000)
  3. Smells like teen spirit – Nirvana
  4. Let’s get it on – Marvine Gaye
  5. Return of the grievous angel – Gram Parsons

Barry, sconvolto dall’eccessiva semplicità delle scelte, risponde: 

“E i Beatles? E i Rolling Stones? E… Beethoven? Il primo pezzo del lato A della Quinta Sinfonia? Non dovrebbero permetterti di tenere un negozio di dischi”

Dick esce con una fan dei Simple Minds e questo turba i colleghi, poiché la band è al primo posto nella top 5 degli “Artisti che andrebbero fucilati se venisse la rivoluzione musicale”, seguono Michael Bolton, U2, Bryan Adams e i Genesis.

Dopo l’annuncio della morte del padre di Laura, Rob propone una classifica delle cinque migliori canzoni sulla morte, ma Barry non prendendolo sul serio sceglie Leader of the pack delle Shangri-Las, Dead man’s curve di Jan & Dean e Terry di Twinkle, aggiungendo poi che al funerale vorrebbe MadnessRolling Stones.

Rob decide allora di stilare un elenco delle canzoni adatte al proprio funerale:

  • One love – Bob Marley
  • Many rivers to cross – Jimmy Cliff
  • Angel – Aretha Franklin
  • You’re the best thing that ever happened to me – Gladys Knight (quest’ultima richiesta da una bella ragazza addolorata, anche se il protagonista non riesce ancora ad immaginare chi possa essere)

Infine, durante l’intervista della giovane Caroline per la serata di riapertura del Groucho Club, Rob viene preso alla sprovvista dalla domanda “Quali sono i tuoi primi cinque dischi di tutti i tempi?”. Nonostante tutte le classifiche fatte, la richiesta manda Rob nel panico. Inizia a fare nomi di dischi e poi a far cancellare la giornalista spaesata. Alla fine ci comunica però la sua vera top 5:

  1. Let’s get it on – Marvin Gaye
  2. The house that Jack built – Aretha Franklin
  3. Back in the USA – Chuck Barry
  4. White man in Hammersmith Palais – The Clash
  5. Tired of being alone – Al Green