10 film che trascendono la realtà e scavano nella metafisica

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La metafisica prende in considerazione gli elementi che prescindono dall’esperienza sensibile, si occupa degli aspetti ritenuti più autentici della realtà.

“Non si spiega niente per l’eterna ragione che non c’è nulla da spiegare”, ma un momento, un pensiero, una combinazione che si rivela con la velocità di un fulmine, ci fa tremare, ci getta davanti a noi stessi come davanti alla statua di un dio sconosciuto. Come il terremoto scuote la colonna sul suo plinto, noi trasaliamo fino al fondo delle nostre viscere. Gettiamo allora sguardi sorpresi sulle cose. È il momento. Il Proteo che dormiva in noi ha aperto gli occhi. E noi diciamo quello che bisognava dire. Queste scosse sono per noi ciò che per il profeta glauco erano i lacci e le torture.

Giorgio de Chirico

Qui sotto vi proponiamo una lista di 10 film che rientrano nella categoria.

  1. Twin Peaks: Fuoco cammina con me di David Lynch (1992)

Prequel dell’ormai leggendaria serie tv Twin Peaks, “Fuoco cammina con me” fu presentato al 45° Festival di Cannes che valse a David Lynch solo fischi e critiche unanimemente negative.

A 25 anni dall’uscita, e dalle critiche negative, sia di chi lo aveva considerato un prodotto impossibile da comprendere se non per gli appassionati de I segreti di Twin Peaks e sia da chi lo accusò di un linguaggio assai criptico, oggi possiamo finalmente considerarlo come una delle dichiarazioni di poetica visionaria più brillanti del Secolo.

Narra degli ultimi sette giorni di Laura Palmer, tra autocastigazione e disarmonie familiari e visioni orrorifiche. Un’altra opera del Maestro che ci proietta, come suo solito, in un microcosmo onirico sorretto da logiche non razionali, coerenti al suo stile ormai più che riconoscibile.

2. Bad Lieutenant (Il Cattivo Tenente) di Abel Ferrara (1992)

Un immenso e perverso Harvey Keitel nei panni del Bad Lieutenant, personaggio-icona del cinema maledetto di Abel ferrara. Il lungometraggio è la parabola esistenziale di uno sbirro sui generis: si serve della sua condizione di autorità d’ordine pubblico per soddisfare le sue perversioni e i suoi stravizi. Beve, fuma, scommette, accetta mazzette e così via. Siamo a New York e l’azione si concentra sull’evento del momento: una suora viene stuprata da due giovani teppisti, il caso viene affidato al tenente.

Primo film della trilogia del peccato, un vero neo-noir (poliziesco) americano dove riecheggia lo stile delle New York stories di Scorsese come After Hours e Mean Streets. La metropoli americana è dimora del peccato, marchio stilistico del regista insieme alla Notte e alla Strada.

New York è tanto personaggio quanto il tenente, si personifica. E’ il mattatore dello spettacolo. Ferrara contestualizza il suo Bad Lieutenant portandolo “Down into fuckin’ hell” perchè qui non si giudica la figura autoritaria del tenente ma la discesa infernale dell’uomo post-moderno.

(Qui potrete trovare un’analisi più dettagliata)

“I vampiri sono fortunati, si nutrono degli esseri che trovano. Noi invece divoriamo noi stessi. Dobbiamo mangiare le nostre gambe per trovare la forza di camminare. Dobbiamo arrivare per poter andare via. Dobbiamo succhiarci fino in fondo, dobbiamo divorarci da soli. Finchè non ci resta nient’altro che la fame.”

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