Superman non convince la Conferenza Episcopale Italiana
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Il ritorno di Superman al cinema, firmato da James Gunn, non passa inosservato — e non solo per il peso del personaggio nell’immaginario collettivo. A catalizzare l’attenzione sono le parole della Conferenza Episcopale Italiana, che attraverso la Commissione di Valutazione delle Opere Audiovisive ha espresso un giudizio netto sulla pellicola uscita nelle sale il 9 luglio 2025.
Si tratta di un giocattolone infarcito di scene action ed effetti speciali; più che un uso c’è un abuso di spettacolarizzazione che invece di conquistare innesca confusione e noia diffusa. Un problema che Gunn si porta dall’esperienza in casa Marvel. Nel complesso è un film che funziona nella logica dell’evasione e dell’intrattenimento, un po’ caotico e fracassone nella forma, ma salvato da intuizioni tematiche interessanti sulla difesa della cultura della pace e del valore della vita umana. Consigliabile, semplice, per dibattiti.
Parole che non si limitano a un giudizio estetico: la CEI individua nella ricerca di un messaggio sulla pace e il valore dell’esistenza umana l’aspetto più riuscito dell’opera, pur criticandone la spettacolarizzazione eccessiva.
Superman — scritto e diretto da James Gunn e interpretato da David Corenswet nei panni di Kal-El/Clark Kent — segna l’inizio del nuovo DC Universe, il “Capitolo 1: Gods and Monsters”. Accanto a Corenswet troviamo Rachel Brosnahan (Lois Lane), Nicholas Hoult (Lex Luthor) e un ricco cast di personaggi dell’universo DC, tra cui Lanterna Verde, Hawkgirl, Metamorpho e Mister Terrific.
Ispirato alla run a fumetti All-Star Superman di Grant Morrison e Frank Quitely, il film racconta un eroe in bilico tra le sue origini kryptoniane e l’infanzia terrestre, simbolo di “verità, giustizia e sogno americano”, qualità viste oggi come fuori moda.
Ma, al di là dell’operazione industriale di rilancio di Superman, il commento della CEI sposta il dibattito su un piano più profondo: quanto spazio resta, nel cinema dei supereroi, per una riflessione autentica sui valori fondamentali dell’uomo? Gunn sembra provarci, pur tra esplosioni e combattimenti frenetici, e il giudizio dei vescovi lo riconosce: il film è caotico, sì, ma non privo di spunti per chi voglia discuterne oltre la semplice evasione.
In definitiva, questo Superman non è solo la prima tappa di un nuovo universo narrativo: è anche un termometro culturale, che misura quanto il cinema popolare riesca ancora a trasmettere ideali di pace, giustizia e rispetto per la vita umana — temi che, almeno per la CEI, meritano di essere al centro del dibattito.
Che ne pensate?