Curon, la nuova serie italiana sovrannaturale prodotta da Netflix [VIDEO]

Curon

Una nuova serie, tra dramma familiare ed esoterismo, sta arrivando su Netflix. Ed è tutta italiana, a partire dalla location scelta. Un paese nel Trentino Alto Adige a dir poco affascinante, anche per la storia del suo campanile nel lago. Stiamo parlando di Curon, località che dà anche il titolo di questa attesissima serie firmata dal colosso dello streaming.

La prima immagine rilasciata dalla piattaforma non poteva che essere legata al famigerato campanile del ‘300 che spunta dal lago artificiale creato negli anni ’50. Una storia molto affascinante, figlia di errori umani e di tragedie sfiorate, nonché di numerose proteste risalenti al primo Dopoguerra italiano. Stavolta però non ci sarà nulla di storico dietro Curon, quanto più un dramma esoterico avvolto dalle montagne.

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Prodotta da Netflix e Indiana Production, Curon racconterà la storia di un ritorno alle origini per una madre insieme ai suoi figli. Un viaggio attraverso il suo passato che avrà del sovrannaturale, dove le leggende si fonderanno alla realtà. La serie dovrebbe uscire all’inizio del 2020 e vedrà partecipare Valeria Bilello nel ruolo di Anna, insieme a Margherita Morchio (Daria) e Federico Russo (Mauro), nel ruolo dei gemelli adolescenti che dovranno indagare sulla misteriosa scomparsa della madre.

Sette episodi in cui i due giovani verranno a contatto con un passato traumatico e di cui non ne erano a conoscenza. Alla regia ci saranno Fabio Mollo e Lyda Patitucci. Ciò che inizia ad affascinare è sicuramente un luogo a dir poco suggestivo come Curon. E chissà che non si impennerà il turismo di massa verso il paese in provincia di Bolzano dopo la messa on-line della serie?

Curon, la storia e la leggenda del campanile

Inevitabile chiedersi come sia possibile la presenza di un campanile nel bel mezzo di un lago. Ebbene, la storia ci porta indietro nel tempo di mezzo secolo, nell’estate del 1950. Tre laghi naturali circostanti a Curon ed altri paesi limitrofi, furono fatti confluire in un unico lago artificiale. Quel campanile appartiene ad una chiesetta romanica del 1357 ed è rimasto intatto a testimone della folle scelta di costruire una diga che permettesse il confluire dei tre laghi menzionati.

La popolazione fu fatta evacuare e spostata in rifugi di fortuna lungo la Vallelunga. Inutile dire che gli abitanti persero ogni loro avere e i risarcimenti furono a dir poco irrisori. Tutto fu distrutto dall’acqua, eccezion fatta per questo iconico campanile. Ovviamente, anche in questo caso troviamo leggende da brividi. Come ad esempio il fatto che durante le rigide notti invernali, si sentono suonare le campane. Il fatto singolare è che le campane sono state tolte molto tempo fa!

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