Joy Division – La copertina di Unknown Pleasures, spiegata

La vera storia di una delle immagini più famose della storia della musica

Unknown Pleasures
L'immagine sulla copertina di Unknown Pleasures

Ecco il significato che si nasconde dietro alla cover dello storico album

Quella di Unknown Pleasures dei Joy Division è di certo una delle cover più iconiche della storia della musica, e non solo rock. Ma cosa rappresenta in realtà? Ebbene, quella che possiamo osservare è una rappresentazione di una pulsar, ossia una stella di neutroni. O, per essere più specifici, trattasi delle onde radio emesse da una pulsar, nello specifico la pulsar CP 1919, scoperta da Jocelyn Bell Burnell nel 1967.

L’immagine usata per la copertina è stata selezionata e rimaneggiata da Peter Saville, responsabile per l’artwork dell’album, precedentemente creatore di diversi poster per il club Factory di Manchester nel corso del 1978. Sua la decisione di invertire i colori, da nero-su-bianco a bianco-su-nero, per dare meglio l’impressione delle profondità siderali. Questo, inizialmente, contro il parere della band.

Joy Division – She’s Lost Control, 1979

Leggi anche:
Joy Division: i 40 anni di solitudine di Unknown Pleasures

L’immagine originale proviene dalla Cambridge Encyclopaedia of Astronomy, ed è stata creata in origine dall’astronomo Harold Craft, lavorando all’osservatorio di Arecibo a Porto Rico, nel 1970. Per la tesi di dottorato, costui volle trovare un modo di visualizzare onde pulsanti più piccole all’interno delle più grandi, per meglio studiarne il funzionamento. Non si tratta perciò di un’analisi di Fourier, come molti credono.

Negli anni, come sappiamo, l’immagine è diventata iconica, finendo su poster, magliette e merchandising di ogni tipo. Compare nella serie tv The Carrie Diaries, ambientata negli anni ’80, e anche nel film Ready Player One di Steven Spielberg. Inoltre, il rapper Vince Staples ha basato la copertina del suo album di debutto, Summertime ’06, su quella dei Joy Division.

Joy Division – Disorder, 1979

Continuate a seguirci sulla nostra pagina Facebook ufficiale, La Scimmia sente, la Scimmia fa.