Mindhunter 3: toto killer, ecco i papabili nomi per la terza stagione

In attesa di Mindhunter 3 ci siamo sbizzarriti in un toto killer. Chi saranno i serial killer protagonisti della terza stagione?

Mindhunter 3: chi saranno i prossimi serial killer?

John Wayne Gacy

mindhunter 3

Come Ted Bundy, anche John Wayne Gacy era apparentemente un uomo normale, con una vita sociale piena, con un buon lavoro ed una amorevole famiglia. Purtroppo, come spesso accade, l’apparenza inganna. Noto ai più come “il pagliaccio assassino” per via del suo alter ego Pogo il clown (che egli utilizzava quando lavorava alle feste per bambini), Gacy ha torturato e violentato 33 adolescenti, i cui corpi furono per la maggior parte seppellitti sotto l’abitazione dello stesso Gacy.

Esempio del serial killer “organizzato”, Gacy aveva una notevole intelligenza intaccata da profonde ossessioni tra cui spicca una mai accettata omosessualità.

Nonostante fosse molto rispettato all’interno della comunità, la scomparsa del giovane Robert Piest, portò la polizia a bussare alla porta di Gacy e una volta nell’abitazione, le forze dell’ordine riconobbero immediatamente l’insopportabile tanfo di cadaveri in putrefazione, che il killer giustificò goffamente dando la colpa ad un guasto nella rete fognaria. Il 22 dicembre, Killer Clown fu arrestato lasciando increduli tutti i componenti della comunità a cui aveva lasciato un immagine di uomo affabile, gentile e devoto alla famiglia. Gacy fu condannato a morte tramite iniezione letale il 23 febbraio 1980. La sentenza ebbe luogo solo quattordici anni dopo, vale a dire il 10 maggio 1994 e le sue ultime parole furono: “baciatemi il culo!”. Sarebbe davvero interessante vederlo in Mindhunter 3.

Gli strangolatori delle colline

In soli quattro mesi, tra il 1977 e il 1978, due cugini, Kenneth Bianchi e Angelo Buono, uccisero dieci persone a Los Angeles.

Bianchi e Buono iniziarono la carriera criminale rapendo e istigando alla prostituzione due giovani ragazze che, però, riuscirono a scappare. I due killer non si arresero e proprio durante questa losca attività compresero la loro natura omicida e il “piacere” di uccidere. In soli quattro mesi, rapirono, violentarono, torurarono e uccisero giovani donne adescate nella malfamata Sunset Strip.

La loro “carriera” terminò quando Bianchi si trasferì a Washington su invito del cugino dopo una violenta lite nata dal tentativo del primo di arruolarsi in polizia rischiando, a detta del secondo, di compromettere la loro posizione. Nella capitale, Bianchi commise altri due omicidi ma questa volta, essendo da solo, non riuscì a coprire le tracce e fu arrestato dalla polizia locale che lo collegò immediatamente agli omicidi di Hillside.

Bianchi ammise il coinvolgimento del cugino e dopo un processo durato ben tre anni furono condannati all’ergastolo.

Ted Bundy

Conversazioni con un killer: il caso Bundy

Intelligente, paziente, attraente, metodico e organizzato. Ted Bundy è probabilmente il serial killer mediaticamente più affascinante della storia. L’intera opinione pubblica rimase scioccata nel sapere che dietro a quel viso da bravo studente di Legge si nascondeva uno dei più efferati criminali della storia americana e non solo.

Un giovane magnetico che spesso attirava le sue vittime fingendosi ferito e chiedendo assistenza. Violentava brutalmente, torturava e dopo uccideva le sue vittime con ferocia inumana e spesso, come molti dei suoi simili, tornava sui luoghi del delitto per avere atti sessuali con i cadaveri delle vittime e lo faceva fino a quando la putrefazione lo rendeva possibile. A testimonianza ulteriore della sua brutalità e follia basti pensare alle teste che teneva come trofei nella sua abitazione.

Bundy fu condannato a morte per l’omicidio di sei donne nonostante avesse confessato almeno 30 omicidi. Secondo gli investigatori, le vittime potrebbero essere state intorno alle 100. Gli omicidi furono attuati in ben sette stati diversi in un arco di tempo che va dal 1974 al 1978. Morì sulla sedia elettrica nel gennaio del 1989.

Se proprio dovessimo puntare ad occhi chiusi su un nome in questo nostro toto killer sarebbe proprio quello di Ted Bundy; non solo perché viene citato in una delle prime puntate della seconda stagione ma anche per la sua natura profondamente diabolica. Mindhunter è una delle serie crime più importanti degli ultimi anni, come potrebbe farsi sfuggire un’occasione così ghiotta? Come potrebbe esimersi dal trattare colui che è stato definito “la precisa definizione del male”?

N.B. Tutti i nomi citati sono stati oggetto di studio dell’agente John E. Douglas, chi più chi meno, pertanto, tutti sono criminali potenzialmente protagonisti di Mindhunter 3. Ma attenzione! Non sono gli unici, quindi vi invitiamo a dire la vostra, a segnalare profili non presenti in questo articolo e ad arricchire la nostra lista.

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