La storia dei Milli Vanilli, quando l’industria musicale dà il peggio di sé

Fino a che limite può spingersi una casa discografica pur di vendere dischi?

La costruzione dell’immagine e del personaggio di un artista musicale è fondamentale per dare ai propri ascoltatori un orizzonte in cui ritrovarsi. Attraverso l’estetica – che passa dalla pettinatura, dai vestiti, dal modo di muoversi e parlare, alle credenze o ai gusti – è possibile costruire un sistema di valori in cui i fan possono riconoscersi. I social network, soprattutto Instagram, hanno reso tutto questo processo naturale e ci permettono di conoscere molte cose degli artisti oltre la musica, a volte pure di interagire con loro.

La storia dei Milli Vanilli

La centralità dell’immagine non è stata una rivoluzione arrivata con Instagram. Nel 1989 scalava le classifiche l’album All Or Nothing, di due giovani ballerini francesi: Fab Morvan e Rob Pilatus. Il duo era conosciuto come Milli Vanilli, e i due erano stati reclutati dal discografico Frank Farian, che li aveva notati in una discoteca. Una volta visti, aveva ritenuto potessero essere i volti giusti per la musica di una band che aveva sotto contratto. Charles Shaw, John Davis e Brad Howell, i membri originali della band, erano ritenuti troppo poco telegenici e sfruttabili commercialmente. Erano gli anni in cui saliva alla ribalta MTV e la radio iniziava a cedere il passo al media televisivo. Decise perciò di sostituirli con due ragazzi che non sapevano né suonare né cantare, ma in compenso “apparivano” benissimo.

Il duo ebbe un successo enorme, vincendo anche un Grammy come Best New Artist nel 1990, ma iniziarono a circolare sospetti sulle loro reali capacità. In parte per il loro pessimo inglese durante le interviste, in parte per un incidente durante un’esibizione “live” per MTV nel 1989, quando la linea vocale si inceppò, rivelando il playback. Poco tempo dopo Charles Shaw rivelò che la musica era loro (del gruppo) e che il duo si era da sempre esibito in playback, Frank Farian fu costretto ad indire una conferenza stampa in cui confessò tutto.

L’epilogo

Fab Morvan successivamente raccontò che lui e Pilatus erano stati manipolati dal discografico, che dopo averli convinti a firmare con un anticipo (che loro spesero), li obbligò ad esibirsi in playback o a restituirgli i soldi. Il duo continuò a fare dischi (solo per il mercato europeo) con il nome Rob & Fab, cantando con le proprie voci. La loro cattiva fama dopo lo scandalo e la poca promozione dalla casa discografica concorsero al poco successo dei loro lavori. Oltre al declino della carriera artistica si aggiunsero vari guai personali, fino alla morte per overdose di Pilatus nel 1998.

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Credits: www.people.com

I Milli Vanilli sono stati una delle più grandi frodi musicali di sempre. Un inganno verso gli ascoltatori che hanno comprato dischi ed hanno adorato due persone per della musica che non era loro. Un inganno anche verso Fab e Rob, che sono stati catapultati in un contesto più grande di loro, e che li ha logorati e spremuti fino alla fine.

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