First Man: una nuova ambizione diretta da Damien Chazelle

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Dopo il successo di La La Land, aspettavamo tutti con trepida attesa il nuovo film di Damien Chazelle.

Un autore che negli scorsi anni ha portato avanti una tematica piuttosto particolare, ovvero l’ambizione che prevale sopra ogni cosa, determinata da un amore passionale verso la musica e lo spettacolo. Per questo siamo rimasti tutti un po’ sorpresi nel vedere accostato il nome di Chazelle di fronte ad un progetto come First Man. È vero, la fantascienza era stata già affrontata da questo regista in 10 Cloverfield Lane di Dan Trachtenberg, dove aveva contribuito in maniera eccellente alla sceneggiatura, ma è chiaro che una storia del genere sarebbe potuta diventare un’ulteriore conferma del suo incredibile talento.

First Man è la storia di Neil Armstrong, ingegnere aeronautico e aviatore americano che conduce una vita bucolica e ritirata con la famiglia a cui ha ‘promesso’ la luna. La morte prematura della sua bambina lo spinge a partecipare al programma Gemini, il secondo programma di volo umano intrapreso dagli Stati Uniti il cui scopo era sviluppare le tecniche necessarie ad affrontare viaggi spaziali avanzati e successivamente impiegati nella missione Apollo. Selezionato e assoldato come comandante della missione Gemini 8, Neil è il primo civile a volare nello spazio ma sulla Terra le ripercussioni sono fatali. Tra incidenti tecnici e lutti in decollo e in atterraggio, tra la guerra in Vietnam e le tensioni sociali del ’68, tra due figli da crescere e una moglie da ritrovare, Armstrong bucherà il silenzio del cosmo prendendosi la Luna.

Come dicevamo prima, First Man è un progetto piuttosto difficile da accostare a un regista del genere, ma è anche bello constatare come tutti gli stilemi vengano incredibilmente soddisfatti a fine visione. Perché in fin dei conti ci troviamo davanti ad un personaggio piuttosto simile ai precedenti. Determinato, ambizioso e che riflette su una nazione spaventata, ma al tempo stesso disposta a tutto pur di arrivare al suo obiettivo. Un uomo devastato da un lutto, che nel corso del film fungerà da pretesto verso un nuovo inizio. Ciò che più sorprende di questa nuova pellicola è il modo in cui vengono gestiti i tempi di narrazione, trovando spazio sia per la drammaticità degli eventi, che per l’aspetto più importante del film, ovvero la preparazione del viaggio. Un aspetto perfettamente riuscito grazie anche alle interpretazioni dei suoi personaggi, interpretati da Ryan Gosling e Claire Foy. La loro è una prova attoriale magnifica, specialmente quando i due sono all’interno della stessa scena, costruita attraverso una caratterizzazione e un’alchimia degna di nota. Impossibile non soffermarsi sull’emotività che il personaggio di Gosling mette in scena durante il corso della storia. Il tutto confezionato da una regia che si concentra principalmente sui personaggi e dettata da un montaggio frenetico, che nei momenti più ansiosi della storia funziona alla perfezione.

La colonna sonora di Justin Hurwitz, come al solito, raggiunge vette altissime, sopratutto nei momenti finali della pellicola. Un compositore che, grazie alla sua straordinaria inventiva regala un comparto musicale davvero suggestivo. Certo, non stiamo parlando di un film privo di difetti. Alcuni potrebbero storcere il naso di fronte a una durata piuttosto lunga, ma essenziale per la buona riuscita del racconto. In fondo stiamo parlando di una storia a cui non a tutti può interessare pienamente.

Ma dopo tutto First Man non è propriamente un film di fantascienza. Seppur banale come tematiche, ci troviamo davanti al dramma interiore di una famiglia che per fuggire dal dolore trova le risposte nella determinazione e la speranza di un futuro migliore. E a Chazelle, francamente, va benissimo così.

Cliccate qui per vedere il trailer.

 

 

 

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