The Villainess – La recensione

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The Villainess

L’action made in Korea del Sud è sicuramente una pellicola dal grande impatto visivo.

The Villainess, del regista Jung Byung-gil, apre con un interessante intro in un angusto corridoio e una visuale in soggettiva. La protagonista, riconoscibile nelle prime fasi soltanto per le grida, affronterà un centinaio di uomini senza sosta in un vortice di azione totalmente spettacolare. Una sequenza che ricorda lontanamente, ma non troppo, lo straordinario combattimento di Oldboy. La visuale in soggettiva risulta veloce e frenetica, con continui spostamenti e traballamenti che accentuano l’azione sullo schermo.

A fine film infatti il regista dichiarerà di non essersi ispirato granché ad altre pellicole per quanto riguarda le fasi action, ma bensì ai videogiochi. Di ispirazione per la sceneggiatura e il soggetto è stata invece Nikita, pellicola iconica del regista Luc Besson. Le dinamiche invece sono del tutto tarantiniane e ora vi spiegheremo il perché.

Fiumi, laghi, mari di sangue.

The Villainess

The Villainess è senza alcun ombra di dubbio un revenge movie e non è per niente male.

Oltre alle ottime sperimentazioni per quanto riguarda le riprese, il film è condito da ottime fasi action e da sezioni più o meno crude. Apprezzabile però la scelta di non esasperare entrambi i casi, restando in una via di mezzo tra il reale e l’esagerazione. Vedremo quindi sangue che sgorga da arti amputati o teste dilaniate, ma in pochissimi casi vedremo l’effetto “idrante”. La resa tecnica quindi è decisamente buona. Non è tutto oro però ciò che luccica.

Effetto Assassin’s Creed.

The Villainess

Come riferito dal regista, le fasi action sono deliberatamente ispirate dai videogiochi. La cosa ci è piaciuta, ma come alcuni videogiochi, si nota un certo difetto che può far storcere il naso. Gli appassionati di settore conosceranno sicuramente il titolo Ubisoft e i difetti storici che hanno “macchiato” la serie. Senza entrare troppo nel merito del videogioco, possiamo notare anche in The Villainess, nelle fasi più caotiche e piene di avversari, la difficoltà nel gestire il combattimento 1 contro tutti.

Soprattutto nella parte iniziale, possiamo scovare durante la visione degli avversari che pazientemente attendono il loro turno per combattere, in alcuni casi restando sul posto e muovendo solo le gambe. Certo che il tutto è funzionale alla resa finale, ma qualche escamotage in più non avrebbe guastato.

La vendetta è un piatto che va servito… in qualsiasi modo.

The Villainess

La protagonista è perennemente messa a dura prova, sia a livello fisico che psicologico. Durante tutta la durata del film non mancheranno momenti drammatici mischiati a porzioni puramente action. I continui colpi di scena e i ribaltamenti delle vicende che coinvolgono Sook-hee/Chae Yeon-soo vi lasceranno decisamente incollati allo schermo fino alla fine. Concettualmente si avrebbe anche un buon espediente per un eventuale sequel altrettanto violento.

Il regista si è detto soddisfatto nell’aver girato e confezionato in post produzione tutto il titolo in meno di un anno. Ha dichiarato poi che la preparazione fisica dell’attrice Kim Ok-bin è durata più di tre mesi e i risultati sono ben visibili.

Come vi avevamo già anticipato QUI, The Villainess è un film decisamente piacevole che ci ha colpito molto sia per la resa action che per la sceneggiatura, scritta appositamente per esaltare l’aspetto spettacolare e puramente adrenalinica della pellicola.

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